Intervista al presidente Anp Cia Toscana Alessandro Del Carlo che lancia la petizione popolare per chiedere un intervento migliorativo sulle pensioni.

ciatoscana_alessandrodelcarloEstendere il bonus di 80 euro alle pensioni sotto i mille euro, elevare le pensioni minime a 650 euro mensili come previsto dalla Carta Sociale Europea, ampliare la “No tax area”, cioè l’esenzione fiscale alle pensioni fino a 13.000 euro annue, ovvero il doppio dell’attuale minimo.

Sono queste le priorità contenute nella petizione popolare lanciata dall’Associazione pensionati della Cia come spiega il presidente regionale Alessandro Del Carlo, al quale abbiamo chiesto di indicarne anche le ragioni.

«Negli ultimi dieci anni il potere d’acquisto delle pensioni si è ridotto di oltre il 30% – afferma Del Carlo -, circa 8 milioni di pensionati vivono in condizioni di semipovertà con pensioni sotto i mille euro, 240.000 sono in Toscana, 2,2 milioni sono addirittura a 500 euro e anche meno, in Toscana circa 9.000, in prevalenza sono ex agricoltori. È un’emergenza sociale del paese».

La raccolta di firme cosa potrà risolvere?

Intanto, è la prosecuzione della mobilitazione che si è avuta con le manifestazioni del dicembre scorso a Bologna e Bari, dove si sono ben impostate le nostre richieste nei confronti del governo e del parlamento, al quale porteremo ad ottobre oltre centomila firme quando inizierà l’esame della nuova legge di stabilità.

Quali sono le altre richieste contenute nella petizione?

C’è il tema dei servizi socio sanitari; riorganizzare la sanità partendo dalle esigenze del territorio, quindi maggiore attenzione alle aree rurali e montane; istituire i servizi multidisciplinari (Case della Salute) operative 24 ore su 24. Potenziare le politiche della prevenzione e sviluppare il sistema dei servizi sociali e civili nelle aree rurali e montane per sostenere la permanenza delle persone e dell’economia rurale dei territori. Inoltre c’è il tema del fondo per la non autosufficienza che va implementato. Servirebbe una legge nazionale per dare strategia e certezze alle persone e alle loro famiglie colpite da tali situazioni fornendo loro sostegno e servizi appropriati.

A chi è rivolta la petizione e a chi chiedete di firmare?

Chiederemo a tutti di firmare la petizione, pensionati, lavoratori giovani ecc. Vogliamo dare anche un messaggio che possa suscitare solidarietà verso persone che vivono una condizione sociale difficile, che in questi anni hanno pagato più di altri il peso della crisi e che nonostante tutto continuano ad essere un sostegno attivo nelle famiglie.

E le risorse per aumentare le pensioni dove si possono prendere?

Intanto, se c’è una ripresa economica e della ricchezza nazionale (il tesoretto da 1,6 miliardi di euro) sia utilizzato ad intervenire sulle fasce più deboli della popolazione. Inoltre, attingere alle risorse provenienti dalla lotta alla evasione fiscale, che va combattuta con maggiore forza, così come i privilegi delle varie caste i vitalizi ecc., alla lotta contro la criminalità. Infine, proponiamo anche una trattenuta progressiva alle pensioni alte, da 5000 euro in avanti.

Cos’altro serve per una politica positiva nei confronti degli anziani in Italia?

Lo diciamo anche nel testo della petizione. Si chiedono iniziative adeguate nella lotta contro la povertà e politiche che favoriscano quello che viene chiamato “Invecchiamento attivo” perché gli anziani sono una risorsa della società. Sono il “primo ammortizzatore sociale”, l’aiuto più concreto per le famiglie. garantiscono coesione sociale, trasferimento delle conoscenze e delle esperienze, in agricoltura gli anziani svolgono un servizio al territorio, sono le sentinelle del territorio e dell’ambiente.


Fonte: Dimensione Agricoltura