Focacci: «Occorrono provvedimenti urgenti prima che la situazione sfugga di mano»

Attacco di lupi in pieno Castelvecchio di Compito: nella notte tra martedì e mercoledì, l’allevamento di Sauro Giorgi è stato preso d’assalto da un branco di lupi – quattro o cinque secondo le prime stime – che hanno assalito le pecore che si trovavano di fronte all’ovile, situato nell’abitato del paese.

«Siamo a 300 metri dalla chiesa o dal bar – spiega Giorgi – pensavo che portando qua le pecore dal Padule le avrei messe in salvo dai lupi, la cui presenza era stata segnalata da alcuni cacciatori di selezione che li avevano avvistati nelle notti scorse. Invece, tutti i nostri sforzi sono stati inutili». Ha la voce rotta, Giorgi, nel raccontare quello che è accaduto: «Ho sentito abbaiare i due pastori maremmani che erano a guardia e sono corso a vedere, ma anche i cani non hanno potuto fare niente proprio perché i lupi erano di più: in tutto, tra pecore sbranate, altre ferite e altre ancora scomparse, forse fuggite o forse portate via dai lupi, abbiamo perso una ventina di capi».

Il problema adesso è come mettere al riparo i restanti animali: «Pensavo che di fronte all’ovile fossero al sicuro. Adesso non so davvero più dove portarle. Così non si può andare avanti – afferma Giorgi – cosa faccio stanotte? Le porto in casa?».

Il problema dei lupi nella Piana di Lucca è da tempo al centro dell’attenzione della Cia Toscana Nord: «La situazione sta velocemente sfuggendo di mano – afferma il direttore della Cia Toscana Nord, Alberto Focacci – e non si sta facendo niente per poter rimediare. I lupi non hanno più paura dell’uomo, questo è un dato di fatto testimoniato anche dall’attacco di questa notte. Il fatto di essere nell’abitato di Castelvecchio non ha fermato il branco che ha sbranato le pecore di Giorgi. Questo ci pone di fronte a due problemi. Il primo è di sicurezza del territorio: qualora non trovino più pecore e agnelli, i lupi potrebbero rivolgersi ad altri animali domestici e niente garantisce che, in determinate condizioni, non siano pericolosi anche per l’uomo. Per questo ritengo sia necessario e urgente affrontare nelle opportune sedi il problema, prima che non sia più possibile gestirlo senza arrivare a soluzioni estreme».

Il secondo problema è di ordine economico: «E’ ovvio che questi attacchi mettono a dura prova gli allevatori – spiega Focacci – e stiamo già vedendo che molti allevamenti chiudono i battenti perché non più in grado di far fronte ai danni causati dai lupi. Questo porterà, già nel breve periodo, a un impoverimento economico della Piana e, di conseguenza, di tutta la provincia. Per tutti questi motivi, è mia ferma convinzione che dobbiamo intervenire affinché questi pastori abbiano modo di poter lavorare in tranquillità, serenità e sicurezza e per questo spero in un coinvolgimento di tutti gli enti interessati alla questione per poter correre ai ripari oggi, quando ancora è possibile farlo».