Entro il 22 aprile 2022, le imprese che hanno acquistato nel 2019 e 2020 imballaggi e prodotti riciclati provenienti dalla raccolta differenziata, o imballaggi biodegradabili e compostabili, potranno richiedere il credito d’imposta stabilito dalla legge di Bilancio 2019. Il credito è pari al 36% della spesa sostenuta per l’acquisto dei prodotti sopra citati, fino ad un massimo di € 20mila per ciascun anno (2019 e 2020).

L’istanza telematica dovrà essere inviata tramite Invitalia PA Digitale, corredata dall’attestazione di effettivo sostenimento delle spese e dalle attestazioni dei requisiti tecnici dei beni acquistati, rilasciate dai fornitori. L’imprenditore dovrà possedere l’identità digitale SPID. Il fac-simile di domanda ed il format per l’attestazione dell’effettivo sostenimento delle spese, è disponibile sul sito del Ministero della Transizione Ecologica.

Entro 90 giorni dalla data di presentazione delle domande, il Ministero comunicherà all’impresa l’eventuale riconoscimento del credito d’imposta, il suo ammontare, la data dalla quale può essere utilizzato in compensazione con il modello F24. Non rileva ai fini fiscali ma dovrà essere comunque “annotato” nella dichiarazione. L’uso del credito non ha scadenza, pertanto non sarà necessario utilizzarlo entro un determinato lasso di tempo.

Le medesime voci di spesa non possono essere oggetto di altri contributi e/o benefici. Sono in particolare interessati gli acquisti di:

  1. prodotti finiti realizzati con materiali provenienti dalla raccolta differenziata degli imballaggi in plastica;
  2. imballaggi primari e secondari biodegradabili e compostabili secondo la normativa Uni En 13432:2002, inclusi:
    • gli imballaggi in carta e cartone, ad eccezione degli imballaggi in carta stampati con inchiostri, degli imballaggi in carta trattata o spalmata con prodotti chimici diversi da quelli normalmente utilizzati nell’impasto cartaceo e degli imballaggi in carta accoppiati con altri materiali non biodegradabili e compostabili;
    • gli imballaggi in legno non impregnati;
  3. imballaggi primari e secondari derivati dalla raccolta differenziata della carta;
  4. imballaggi primari e secondari derivanti dalla raccolta differenziata dell’alluminio.

La spesa deve essere attestata come effettivamente sostenuta, dal presidente del collegio sindacale, da un revisore legale iscritto nel registro dei revisori legali, da un professionista iscritto nell’albo dei commercialisti e degli esperti contabili o nell’albo dei periti commerciali o in quello dei consulenti del lavoro, dal responsabile di un CAF.


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