Si aggiunge a quelli di Fiesole e della Val di Cecina. La vicepresidente Saccardi: “Un altro passo che  rafforza la cultura di valorizzazione dell’ambiente, della terra e dei nostri prodotti tipici”

Anche il comune di Calenzano diventa “distretto biologico”. È stato firmato dagli uffici regionali il decreto che riconosce il distretto biologico di Calenzano e approva il progetto economico territoriale presentato dall’Amministrazione comunale, un progetto che durerà cinque anni e che farà di Calenzano, dopo Fiesole, un comune ad alta vocazione green.

Il distretto biologico di Calenzano sarà inserito dal Ministero per le politiche agricole nell’albo nazionale dei distretti del cibo. Virtuoso e attento da tempo a questa tematica, Calenzano ha passato l’”esame” imposto dalla legge regionale sui distretti biologici, dimostrando di avere tutte le carte in regola per candidarsi e laurearsi.

“Con il 36 per cento di superficie biologica rispetto alla Sau complessiva, la superficie agricola utilizzata, Calenzano – ha dichiarato Saccardi – si aggiunge agli altri due distretti biologici già riconosciuti: il distretto biologico di Fiesole ed il distretto rurale e biologico della Val di Cecina. La percentuale del 36 per cento costituisce una base rilevante per partire e acquisire la consapevolezza dell’importanza dell’agricoltura biologica nella salvaguardia della biodiversità. Da tempo, peraltro, il comune di Calenzano svolge una concreta attività di tutela dell’ambiente e del paesaggio attraverso gli strumenti di pianificazione, le certificazioni ambientali, le attività informative ai cittadini con particolare riguardo ai ragazzi di età scolare che imparano la valorizzazione delle conoscenze contadine e tradizionali del territorio. L’auspicio – ha concluso Saccardi – è che altri territori possano seguire l’esempio di Calenzano, Fiesole e della Val di Cecina per creare i presupposti per la nascita di altri distretti, importanti per rafforzare una cultura di valorizzazione dell’ambiente, della terra e dei suoi prodotti, tipica delle aree rurali della Toscana”.