Le drammatiche morti di alcuni braccianti agricoli in Puglia, durante il periodo di raccolta stagionale dei pomodori, hanno fatto riemergere la piaga antica del caporalato e del lavoro nero.

di Raffaele Marras


20150908_ministro_martina_orlandoIn alcune filiere agricole, nonostante la presenza di molte impresa sane e in regola, si registra una contiguità fra la criminalità organizzata e le dinamiche di sfruttamento venute alla ribalta.

Per contrastare questi fenomeni da parte del Governo, come recentemente dichiarato dai ministri Orlando (a destra nella foto) e Martina (a sinistra nella foto), c’è l’intenzione di agire su tre fronti: il lato ispettivo, con il contributo del nascente Ispettorato Nazionale del Lavoro; imprenditoriale, con il coinvolgimento diretto degli imprenditori nella nuova “Rete del lavoro di qualità” (D.L. 91/2014); legislativo, con il rafforzamento delle norme di contrasto al caporalato (ampliando quanto contenuto nel Decreto Legislativo 231 e nel Testo Unico sulla sicurezza sul luogo di lavoro).

A tal proposito è attiva dal 1° settembre la “Rete del lavoro agricolo di qualità”, organismo autonomo nato per l’appunto per contrastare i fenomeni di irregolarità che si verificano nel mondo agricolo.

Possono presentare richiesta, così come specificato dall’articolo 6 comma 1 del D.L 91/2014, le imprese agricole che:

  • non hanno riportato condanne penali e non hanno procedimenti in corso per violazione delle norme in materia di imposta sui redditi e sul valore aggiunto;
  • non sono state destinatarie negli ultimi tre anni di sanzioni amministrative definitive;
  • sono in regola coi versamenti di tipo previdenziale e dei premi assicurativi.

Le domande presentate saranno valutate dalla Cabina di regia della “Rete”, presieduta dall’Inps e composta da associazioni professionali agricole, organizzazioni sindacali, Ministeri delle Politiche agricole, del Lavoro e dell’Economia, la Conferenza delle Regioni. Le imprese richiedenti riceveranno risposta entro trenta giorni dalla presentazione della domanda e, se risulteranno idonee, riceveranno il certificato di qualità.

Entro metà settembre è atteso il piano di lavoro della Cabina di regia della Rete sull’avvio di una serie di iniziative mirate e coordinate per contrastare con più forza il fenomeno del caporalato.