Alla conferenza per l’anniversario dell’Istituto, l’intervento di Dino Scanavino

Cia-Agricoltori Italiani ha preso parte alla conferenza “L’Italia nei nuovi equilibri economici globali: quale interesse nazionale? Il mondo tra deglobalizzazione e neoprotezionismo” promossa e organizzata a Milano, insieme a Intesa SanPaolo e Sace, dall’Istituto per gli studi di politica internazionale (ISPI), in occasione del suo ottantacinquesimo compleanno. Dino Scanavino, presidente nazionale Cia-Agricoltori Italiani è intervenuto nel panel di dibattito concluso dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

Gli eventi internazionali più recenti rendono evidente la fine dell’ordine liberale occidentale, alla base di decenni di rapida globalizzazione. Come si colloca l’Italia in questo contesto e qual è l’interesse nazionale? Quale strategia adottare, in particolare, nell’ambito dell’Unione Europea, anche alla luce delle prossime elezioni? Questi i temi e gli interrogativi posti sul tavolo dall’ISPI.

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Accordi di libero scambio, contesto agricolo italiano e ruolo dell’Europa, ma anche Ceta e Jefta e Italian Souding nell’intervento del presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Dino Scanavino. “Occorre una visione aperta sugli accordi di libero scambio contro i pericoli del neoprotezionismo che si intravede all’orizzonte. -Ha dichiarato Scanavino.- L’Italia è caratterizzata per lo più da imprese agricole creatrici di alto valore aggiunto e, anche se di piccole dimensioni, soggette al rischio naturale crescente per gli effetti dei cambiamenti climatici. Per il nostro settore -ha aggiungo- è dunque fondamentale una politica commerciale europea in grado di ridurre i dazi doganali. I negoziati commerciali per stabilite regole condivise e chiare sono a vantaggio dei piccoli produttori”.

Qui il richiamo al Ceta, l’accordo commerciale tra Ue e Canada o allo Jefta, Ue-Giappone su cui Cia-Agricoltori Italiani si è sempre espressa favorevolmente. “Entrambi -ha dichiarato Scanavino- hanno prodotto grandi vantaggi per l’agroalimentare italiano. Sull’Italian Sounding -ha poi precisato- dobbiamo lanciare una grande promozione del prodotto autentico italiano per penetrare come eccellenza nei mercati. Produciamo grandi qualità in piccole quantità. L’Italia -ha concluso Dino Scanavino- deve poi considerare l’importanza di alleanze strategiche con i paesi del Mediterraneo per guardare insieme ai crescenti mercati africani”.

Ad animare il confronto che si è tenuto nella sede milanese dell’ISPI, centro di ricerca e di formazione, ma anche il più attivo fra i think tank italiani, anche la partecipazione di Gregorio De Felice, Chief Economist Intesa Sanpaolo; Dario di Vico, Editorialista Corriere della Sera; Michele Geraci, Sottosegretario allo Sviluppo Economico; Patrizia Grieco, Presidente Enel; Paolo Magri, Direttore ISPI; Giampiero Massolo, Presidente ISPI; Letizia Moratti, Presidente UBI Banca; Fabrizio Saccomanni, Presidente ABI e Beniamino Quintieri, Presidente Sace.


Fonte: Cia nazionale