Videoconferenza della Giunta regionale con categorie economiche e sindacati, quarantatré collegamenti e cinque tavoli di lavoro per la crisi economica, presenti molti assessori regionali

Incontro con i rappresentanti delle categorie economiche, sindacati, Anci ed Upi, per discutere della crisi economica innescata dall’emergenza coronavirus Covid-19 nel mondo dell’economia e del lavoro e per fare il punto sul decreto Cura Italia.

Prima dell’emanazione del Cura Italia la Giunta regionale convocò le categorie economiche, i sindacati, le rappresentanze degli Enti locali, per ascoltare le richieste da portare al Governo in presenza della crisi epocale portata dal coronavirus anche all’economia e al lavoro. In quella occasione fu deciso di rivedersi dopo l’approvazione del decreto da parte del Governo.

La riunione si è svolta lunedì 23 marzo con 43 collegamenti in videoconferenza. In un clima costruttivo, e con l’intenzione di tutti di fare sistema per affrontare questo momento delicato, sono stati affrontati i principali punti su cui lavorare rapidamente e le richieste di modifica al decreto da portare in sede di approvazione parlamentare.

Erano presenti, in sede o in collegamento video, gli assessori regionali Cristina GriecoStefano CiuoffoMarco RemaschiVincenzo Ceccarelli Federica Fratoni, la vicepresidente Monica Barni, oltre ovviamente all’assessore Vittorio Bugli, con delega alla Presidenza, che ha coordinato i lavori.

“In questa fase di emergenza la differenza la possono fare gli interventi nazionali previsti dal Cura Italia che ora abbiamo la possibilità di migliorare nel percorso parlamentare”, ha affermato l’assessore Bugli al termine della riunione. “Le indicazioni venute dalla riunione saranno fondamentali nel lavoro che dobbiamo fare da oggi fino a giovedì per avanzare le proposte al Parlamento in sede di Conferenza delle Regioni”.

Lo spaccato dell’economia toscana che è emerso dagli interventi delle categorie economiche intervenute alla videoconferenza con la Giunta regionale è stato di grande preoccupazione dovuta alla paralisi quasi totale delle attività, soprattutto nei settori strategici per la Toscana. Ma è emerso anche un clima di grande operatività e collaborazione.

Dall’agricoltura al turismo, dalle piccole e medie imprese dell’industria, dell’artigianato e del commercio e dalle organizzazioni sindacali. Tutti hanno avanzato idee e proposte.

Praticamente unanime la richiesta di interventi tempestivi da parte della Regione e del Governo per quanto riguarda la cassa integrazione in deroga, la sospensione dei mutui e degli adempimenti fiscali, maggiore liquidità alle imprese soprattutto di piccole dimensioni, gli investimenti strategici pubblici ed i fondi strutturali comunitari, il sostegno al reddito, e non ultima la tutela del lavoro nei settori considerati essenziali come la grande distribuzione.

“Nel Patto per lo sviluppo siglato a fine anno”, ha aggiunto Bugli, “avevamo già individuato le linee e gli strumenti per puntare ad una velocizzazione della crescita economica. Questa emergenza ci consegna un’altro quadro, ma quanto avevamo costruito ci aiuta: ha anticipato di qualche mese la nostra capacità di azione”.

Nel Patto per lo sviluppo erano già state individuate e finanziate azioni per il credito e la liquidità alle imprese, il lavoro e gli investimenti.

Per l’accesso al credito era stato costituita Garanzia Toscana con una dotazione di 60 milioni della Regione per favorire la liquidità delle imprese attraverso le garanzie e diventa adesso essenziale per gestire le ingenti somme messe a disposizione in modo analogo dal Governo. Si tratta di renderlo ancora più flessibile e strutturarlo anche per la fase post-emergenza che sarà fondamentale gestire senza interrompere gli interventi nazionali mettendo a disposizione risorse regionali. Le aziende in questo momento hanno bisogno di liquidità e non possono aspettare. Ma ne avranno bisogno anche quando si troveranno a ripartire.

Nel decreto sono previsti 3 miliardi 300 mila euro per la cassa integrazione in deroga. Nei prossimi giorni ne saranno già distribuiti 1 e mezzo ed appena la Toscana potrà disporre della sua quota, circa il 7 per cento, potrà aggiungere anche i 60 milioni di dotazione che derivano dalla gestione propria della cassa in deroga.

Dalla videoconferenza è emerso un metodo di lavoro che vedrà nei prossimi giorni, a ritmo serrato, degli incontri di approfondimento tematici. I tavoli saranno permanenti e saranno incentrati su cinque aree: il credito, la liquidità ed i pagamenti per le imprese; il lavoro e gli ammortizzatori sociali; i provvedimenti sulla fiscalità; gli investimenti privati e pubblici anche legati ai fondi comunitari; il supporto alle attività pubbliche e private che si trovano ad operare perché essenziali.

“Lavoriamo tutti insieme per portare avanti con più rapidità possibile le cose già previste od operative e continuiamo a lavorare insieme per migliorarle nelle sedi opportune, con proposte volte anche a integrare i provvedimenti nazionali e adattarli alla realtà toscana. Parallelamente, attraverso il lavoro dei tavoli tematici, definiamo quali ulteriori interventi si possono fare come Regione, guardando anche con l’occhio rivolto non solo all’emergenza ma anche al dopo: serve tempestività per l’immediato, ma vogliamo anche farci trovare pronti quando potremo ripartire”, ha spiegato Bugli.

Nei giorni scorsi la Giunta aveva anche incontrato gli istituti bancari per dare la massima operatività alle decisioni prese con il Cura Italia e andare verso la definizione, che avverrà anch’essa nei prossimi giorni, delle cose da fare con il sistema del credito.