Approvata Nota di aggiornamento: 14 miliardi di flessibilità in manovra, deficit al 2,2% nel 2020

Contrasto totale all’evasione fiscale, taglio del cuneo fiscale dal 2020 e sterilizzazione delle clausole di salvaguardia dell’Iva. Questi i cardini su cui poggia la Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanzaapprovata il 30 settembre dal Consiglio dei ministri. L’obiettivo, come raccontato dal premier Giuseppe Conte in conferenza stampa subito dopo il varo della NaDef, “la modernizzazione del Paese, la digitalizzazione, la semplificazione burocratica”, nonché una “svolta verde, per orientare tutto il sistema verso l’economia circolare e proteggere da subito il nostro ambiente”.

I numeri della Nota di aggiornamento al Def. Rapporto Deficit-Pil al 2,2% nel 2020, all’1,8% nel 2021 e all’1,4% nel 2022. Pil a +0,6% (dopo l’incremento nullo registrato quest’anno) per il 2020, per poi salire a +1% nel 2021 e 2022, a fronte dell’1,5 per cento e dell’1,6 per cento stimati nella NaDef 2018. Il rapporto Debito-Pil si attesta invece a 135,2% per il 2020, al 133,4% per il 2021 e al 131,4% nel 2022.

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Nella manovra 14 miliardi di flessibilità. Le risorse per il finanziamento degli interventi previsti dalla manovra per il 2020 sono pari a quasi lo 0,8 per cento del Pil, vale a dire 14,4 miliardi circa, di cui la metà (7,2 miliardi) provenienti dalla lotta all’evasione fiscale.

Stop all’aumento dell’Iva. La manovra di finanza pubblica per il 2020, si legge nella Nota di aggiornamento al Def, comprenderà la completa disattivazione dell’aumento dell’Iva, del valore di 23 miliardi di euro. Confermato, dunque, nelle intenzioni del governo, il disinnesco dell’aumento automatico dell’Iva previsto dall’ultima legge di Bilancio.

Tutti i provvedimenti collegati alla manovra. Il documento elenca, quindi, 23 disegni di legge che saranno collegati alla manovra in cantiere. Oltre al taglio del cuneo fiscale per 2,5 miliardi (5 nel 2021), alla proroga delle agevolazioni “Industria 4.0” e al “Family Act” per le famiglie, rispunta anche la riforma del Catasto immobiliare, la revisione del superticket e un nuovo ddl sull’Autonomia differenziata. Sì all’attuazione della web tax e, soprattutto, avanti sul Green New Deal: previsti investimenti verdi (almeno 50 miliardi su un orizzonte pluriennale) con risorse dedicate “per attivare progetti di rigenerazione urbana, di riconversione energetica e di incentivo all’utilizzo di fonti rinnovabili”.