Il presidente Cia Toscana: «Danni agli agricoltori vanno pagati, serve assunzione responsabilità». Con la modifica della Legge 157/92 si deve sostituire il concetto di protezione con quello di gestione

«È urgente e non più prorogabile la modifica della Legge 157/92 sulla caccia. La legislazione in vigore era nata in una situazione ambientale e sociale completamente diversa da quella attuale; oggi è obsoleta e carente per affrontare i problemi che le nostre aziende agricole sono costrette a subire tutti i giorni. Per questo motivo come Cia Agricoltori Italiani abbiamo proposto nelle scorse settimane una radicale riforma della Legge, e abbiamo indetto una mobilitazione generale in Toscana ed in tutta Italia, oltre che nei confronti del Governo centrale, per modificare profondamente queste politiche». Così Luca Brunelli, presidente della Cia Agricoltori italiani della Toscana, intervenendo quest’oggi a Grosseto, alla conferenza regionale sulla caccia.

Con la modifica della Legge 157/92 si deve sostituire il concetto di protezione con quello di gestione – sottolinea la Cia Toscana -, distinguere le attività di gestione della fauna selvatica da quelle dell’attività venatoria. Inoltre le attività di controllo della fauna selvatica non possono essere delegate all’attività venatoria e deve essere rafforzata l’autotutela degli agricoltori. Fino al risarcimento totale del danno.

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«Mentre dei danni – ha detto Brunelli – se ne parla troppo poco, mancano risposte adeguate. Non possiamo continuare a discutere se i danni vanno pagati. È il momento dell’assunzione di responsabilità: agli agricoltori bisogna cominciare finalmente a dire come si pagano i danni»

Ma, cosa ha funzionato e cosa non ha funzionato della Legge regionale obiettivo? «Qualche risultato positivo c’è stato – ha sottolineato Brunelli – grazie alla tenacia della Regione Toscana e dell’assessore Remaschi in prima persona; con alcuni strumenti che la Legge ha messo in atto per contrastare la sovrappopolazione di ungulati. Questo nonostante l’indebolimento della macchina amministrativa pubblica; nonostante le numerose problematiche che hanno investito e che tuttora investono gli ATC ed i molti freni i dai molti avversari di questo approccio oltre ad una giustizia amministrativa inadeguata».

Resta il nodo Atc: «Sugli Ambiti territoriali di caccia non ci siamo proprio, la situazione sta peggiorando invece di migliorare. Per quanto riguarda la governance occorre migliorare il processo decisionale e di attuazione e garantire interventi immediati, dando risposte in tempo reale; dotandosi poi di procedure snelle ed efficaci; rafforzando le strutture di pronto intervento (polizia provinciale) rendendole adeguate e capillari nel territorio, e rafforzando i percorsi di intervento rapido in auto tutela da parte degli agricoltori. Lo abbiamo detto all’inizio e lo ribadiamo – ha concluso Brunelli –: un tema complesso come quello della gestione della fauna non può essere affrontato delegandone la gestione e la soluzione ai soli cacciatori».

Cia Toscana – Comunicato stampa