L’intervento del premier a New York. Guterres (Onu): necessario cambiamento nei sistemi alimentari mondiali

“L’effetto combinato delle crisi sanitarie, dell’instabilità economica e dei cambiamenti climatici può minare i nostri sforzi collettivi per combattere la fame a livello globale”. Con queste parole il presidente del Consiglio Mario Draghi ha aperto il suo intervento al Food System Summit, a New York, ricordando che “la pandemia e la recessione mondiale hanno spinto quasi 100 milioni di persone in povertà estrema”.

Agli effetti del Covid vanno aggiunti i cambiamenti climatici, ha continuato Draghi, che “hanno aumentato il rischio di siccità, inondazioni ed eventi meteorologici estremi” colpendo “in modo sproporzionato il settore agricolo”. Senza contare che “le variazioni nei modelli di precipitazioni e le ondate di calore hanno ridotto la resa delle colture e la produttività dei terreni”.

In questo scenario, “l’Italia è pienamente impegnata a promuovere sistemi alimentari sostenibili e resilienti, sia a livello nazionale che come Presidenza del G20”, ha detto il premier, sottolineando che la “Food Coalition” che l’Italia e la FAO hanno promosso dallo scorso anno “invita la comunità internazionale a garantire a tutti una nutrizione adeguata e a creare catene alimentari resilienti, per raggiungere l’obiettivo di fame zero” nel 2030. “Vogliamo avviare -ha chiarito- un’azione coordinata a livello mondiale in materia di sicurezza alimentare e nutrizione in risposta al Covid. Al Pre-Summit di Roma, due mesi fa, abbiamo coinvolto accademici, professionisti, comunità e leader politici per discutere su come rendere i sistemi alimentari più resilienti. Oggi ci aspettiamo di concordare una serie di azioni concrete che coinvolgano tutti. Dobbiamo promuovere diete sane che tutelino le culture alimentari tradizionali. Ed essere consapevoli che non c’è un’unica soluzione per problemi diversi”.

In conclusione, ha ribadito Draghi, “l’Italia sostiene fortemente il ruolo che il sistema delle Nazioni Unite e le sue agenzie con sede a Roma svolgono nella lotta contro la fame globale”.

Ancora più forti le parole del segretario generale dell’Onu, António Guterres, che al Food Systems Summit ha sottolineato come “ogni giorno, centinaia di milioni di persone vanno a letto affamate. Tre miliardi di persone non possono permettersi una dieta sana. Due miliardi sono in sovrappeso o obesi e tuttavia 462 milioni sono sottopeso. Quasi un terzo di tutto il cibo prodotto viene perso o sprecato”. In tutto ciò, “la pandemia ha aggravato le disuguaglianze, decimato le economie, fatto precipitare milioni di persone nella povertà estrema e ha sollevato lo spettro della carestia in un numero crescente di Paesi”. Per questo, ha chiosato Guterres, “il cambiamento nei sistemi alimentari non solo è possibile, è necessario; per le persone, per il pianeta e per la prosperità”.


Fonte: Cia nazionale