La Cia a Giani: “I forestali non sfruttano bensì mantengono i boschi toscani”

A causa del parere del Consiglio di Stato il 30/06/2020 (n-00252), sulle aree forestali vincolate per l’art. 136 del D. Lgs. 42 del 2004 è necessaria la richiesta di autorizzazione paesaggistica da parte della Soprintendenza competente per qualsiasi tipologia di intervento.

La Cia Toscana, ha inviato una lettera al Presidente Giani per informarlo delle numerose criticità allo svolgimento delle attività forestali a seguito di questo parere. Successivamente alla nostra lettera altre associazioni ed amministrazioni locali hanno fatto seguito presentando lettere analoghe.

A livello regionale è già stato attivato un tavolo tra il settore foreste, il settore ambiente, il Segretariato regionale del Mibac da cui dipendono le 4 Soprintendenze toscane.

Se la soluzione non potrà essere la eliminazione del parere della Soprintendenza si sta pensando ad altre soluzioni che mirano alla semplificazione dell’iter autorizzativo, un iter che consideri le effettive caratteristiche dell’ambiente nel quale si va ad operare e consideri la serietà delle imprese forestali che operano da anni in questi territori che di scempi non ne hanno mai fatti, anzi hanno semmai più spesso contribuito al mantenimento delle foreste della nostra provincia.

La potenziale gravità della situazione è testimoniata dalla Soprintendenza di Siena, Grosseto ed Arezzo che ha recentemente emesso un parere per interventi in cedui di castagno nell’area del Monte Amiata, rendendoli praticamente impraticabili. Detto parere, oltre ad essere tecnicamente non coerente, risulta ispirato, invero copiato, da una lettera di una associazione culturale! Sarebbe stato meglio sentire forse anche qualche associazione “colturale!”

Di fatto molte attività forestali si sono interrotte a seguito delle mutate condizioni autorizzative e questo parere ha sviluppato un atteggiamento protezionistico anche in altre amministrazioni, atteggiamento sul quale siamo anche d’accordo, ma se esercitato con spirito collaborativo con chi questi territori spesso li ha plasmati e mantenuti nei secoli.


Tratto da Dimensione Agricoltura n. 12/2020