/Glifosato, Fratoni: “Il rispetto della salute e dell’ambiente esigono il linguaggio dell’onestà”

Glifosato, Fratoni: “Il rispetto della salute e dell’ambiente esigono il linguaggio dell’onestà”

2019-05-14T18:02:54+02:0019 Marzo 2019|Dalla Regione|

“Lo dico una volta per tutte: lo stato di salute delle acque sotterranee quarratine non desta allarmi”. L’assessore ribatte in particolare a Patrizia Gentilini che dal suo blog sul Fatto Quotidiano lancia la frase che ha fatto sobbalzare sulla sedia più di un lettore “nelle acque sotterranee è stata riscontrata la presenza di residui pesticidi nel 46,8% dei punti e nel 31,1% dei campioni”.

“E’ una mistificazione – replica Fratoni –. La Gentilini utilizza il dato dei residui di fitofarmaci rintracciabili con le moderne tecniche analitiche come se fossero valori in sé pericolosi. In questo tipo di statistica, più accurate sono le analisi e più alta è la probabilità di avere campioni positivi e, fortunatamente, la Toscana in quanto a qualità delle analisi non è seconda a nessuno. Lo stesso rapporto da cui ha tratto il dato la dottoressa Gentilini chiarisce che dei 150 pozzi analizzati in toscana nel 2016, quelli con valori superiori agli standard di qualità ambientale sono solo 2 (e non sono in provincia di Pistoia). Così come le statistiche sulla classificazione di “scarsa” qualità delle acque sotterranee, da lei accostate al problema in discussione, praticamente nulla hanno a che vedere con i fitofarmaci e dipendono da ben altri inquinanti. Allora dico, attenzione. Con i dati, soprattutto quelli che riguardano la salute delle persone, non si scherza e tanto meno si possono usare in modo strumentale per addomesticare tesi personali. Se poi vogliamo affrontare il tema glifosato, sono qua, ma facciamolo con onestà”.

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“La Regione – sottolinea allora Fratoni – sta riducendo l’uso del glifosato, sta aumentando i controlli e sta accompagnando gli operatori, anche tramite risorse del PSR, verso sistemi a ridotto impatto ambientale come il biologico. Ciò detto, il regolamento per l’uso di fitosanitari approvato, il cosiddetto Puff, introduce dei criteri stringenti per l’uso di questi prodotti nelle aree di salvaguardia delle acque superficiali e sotterranee destinate al consumo umano che ricadono nell’ambito del servizio idrico integrato con l’obiettivo di tutelare acque, salute. Ricordo anche che l’elenco delle sostanze vietate dal Puff viene aggiornato annualmente con una delibera di Giunta,. E, non da sottovalutare, un fitofarmaco per essere immesso in commercio ed essere autorizzato all’uso deve avere la preventiva autorizzazione del Ministero della Sanità, e non della Regione Toscana, e che comunque per i soggetti che vendono, acquistano e utilizzano fitosanitari devono esser autorizzati con apposto patentino che prevede una formazione puntuale.

L’impegno della Regione Toscana sul tema è massimo e parte da lontano, ad esempio con l’attività del Centro regionale sul florovivaismo, coordinato dalla Asl Toscana Centro. Ormai da alcuni mesi, inoltre, è attivo un tavolo di confronto con gli operatori del settore, Asl, Arpat, Genio Civile e comuni, finalizzato a condividere il quadro conoscitivo e le azioni conseguenti, promuovere buone pratiche nelle aziende e conseguire così un miglioramento complessivo dei parametri ambientali, in particolare sui corpi idrici superficiali. Un lavoro complesso che, torno a ripetere, come ho già avuto modo di fare, si può portare avanti solo con un patto fra Regione, enti locali, organismi di controllo e imprese.

E’ esclusivamente in questo modo che è possibile coniugare la tutela della salute dei cittadini e dell’ambiente con lo sviluppo di un settore strategico per l’economia della Toscana”.


Fonte: Toscana Notizie

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di Dimensione Agricoltura

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