Leonardo Marras, assessore regionale all’Economia e Turismo, parla a Dimensione Agricoltura del post pandemia e delle soluzioni possibili da adottare per una Toscana nuovamente competitiva

di Lorenzo Benocci


Assessore Marras, un anno dopo siamo ancora dentro la pandemia. Come sta reggendo il sistema economico regionale, ce la faranno le aziende che più hanno sofferto in questo periodo a ripartire?

Abbiamo già perso il 10% del pil, quasi 12 miliardi di ricavi e per ora nei settori coperti dalla cassa integrazione i posti di lavoro congelati dal blocco licenziamenti sono 64mila: la pandemia ha influito pesantemente sul nostro sistema economico toccando da vicino molte categorie di lavoratori ed imprenditori. Sicuramente ci sono comparti che più di altri hanno sofferto e stanno soffrendo le conseguenze della pandemia, ma il danno è generale e gravissimo. Non posso dirlo io se ce la faranno: sicuramente questo è l’auspicio di tutti e noi cercheremo di sostenere le attività produttive toscane come abbiamo fatto fino ad oggi; servirà, sicuramente, una buona dose di coraggio per riprendere ad investire e ripartire. Intanto occorre proteggere finché si può le imprese e l’occupazione che generano.

I sostegni e i ristori messi in campo dal governo nazionale sono serviti alle imprese toscane?

Sì, ovviamente anche le imprese toscane ne hanno beneficiato. Anche se, purtroppo, di fronte alle ingenti perdite che si protraggono ormai da un anno, qualsiasi ristoro appare insufficiente.

La Regione cosa ha fatto in questa direzione, quali azioni sta portando avanti e con quali strumenti?

Noi ci siamo mossi da subito e mettendo in campo le risorse a nostra disposizione abbiamo cercato di fare la nostra parte: abbiamo rimodulato 264 milioni di fondi europei del settennato 2014-2020 e siamo stati una delle prime regioni ad aprire un bando da 5 milioni, lo scorso autunno, per concedere un contributo a fondo perduto per le imprese della filiera del turismo, 20 milioni per le aziende della somministrazione e del divertimento, 2 milioni per gli operatori di fiere e intrattenimento e 5 milioni per le imprese delle aree interne oltre alle misure del PSR per l’agriturismo; purtroppo siamo senza dentro all’emergenza e dobbiamo anche “giocare in difesa”, e per questo stiamo cercando di ampliare i destinatari dei bandi: la delibera per i nuovi ristori è quasi pronta e nei prossimi giorni la approveremo in giunta e ne daremo notizia. Tuttavia, ci siamo impegnati a sostenere gli investimenti convinti che solo riprendendo ad investire si possa uscire meglio dalla pandemia abbiamo: 10 milioni per la micro-innovazione, 115 milioni per gli investimenti, 50 milioni per progetti di ricerca e sviluppo… Ecco perché non dobbiamo fermarci e lavoriamo anche per il domani, guardando al dopo pandemia e alla ripresa.

Il turismo – e le attività ad esso collegate – è il settore che maggiormente ha subito gli effetti della pandemia, in pratica un anno che non c’è stato. Potrà ripartire? Ed in che modo?

Certo e sono convinto che la ripresa per il sistema turismo sarà più veloce del previsto: c’è voglia di viaggiare, di scoprire e riscoprire, di svagarsi e c’è anche voglia di offrire bellezza. Credo però che sarà un turismo in parte diverso da quello a cui eravamo abituati pre pandemia; si sta affermando sempre di più la tendenza a scegliere soggiorni lunghi nei quali godere del territorio ma anche lavorare in smartworking e questa probabilmente sarà una delle nuove direttrici del settore. Una volta stabilizzati i contagi, con la campagna di vaccinazione ad un livello avanzato, potremo allentare significativamente le maglie delle restrizioni e questo segnerà un nuovo inizio per il comparto.
Ovviamente, ciascuno di noi confida nel poterlo fare al più presto. Alcuni Paesi nel mondo hanno già vaccinato la stragrande maggioranza della popolazione mettendola così in grado di spostarsi e questo riporterà, già dalla prossima estate, turisti stranieri in Italia e la Toscana resta senza dubbio una delle mete privilegiate.

Grande sofferenza per l’agriturismo: quali iniziative per promuovere l’intero sistema turistico della Toscana che si basa su paesaggio, territorio, ambiente e prodotti di qualità?

Nel mese di aprile partirà la campagna di promozione turistica “Toscana, Rinascimento senza fine” che quest’anno non sarà generalista ma improntata su sette temi di viaggio che con Toscana Promozione Turistica e i 28 ambiti abbiamo individuato con un percorso di condivisione e confronto digitale avviato già dalla primavera del 2020.
Tra questi temi c’è la natura, intesa come relax e outdoor e c’è quello che abbiamo chiamato ‘ritorno ai borghi e ai sapori autentici’, direi che l’agriturismo si inserisce perfettamente in questi due. È ormai chiaro che il visitatore cerca una soluzione di vacanza, breve o lunga che sia, all’insegna della tranquillità e del relax: da questo punto di vista l’agriturismo parte sicuramente avvantaggiato.
Abbiamo attivato poi anche canali di promozione dedicati ai mercati internazionali e proprio adesso è in corso una call per tutti gli operatori turistici che possono inserire le proprie offerte sul portale visittuscany.it.

Le chiusure del canale Horeca, in Italia e nel mondo, hanno privato le imprese agricole di un fondamentale sbocco di mercato. Cosa può fare in questo senso la Regione?

Questo è senza dubbio un aspetto importante da considerare e lo farò insieme all’assessore Saccardi per trovare la soluzione migliore. Sicuramente non lasceremo indietro nessuno e troveremo la strada migliore per sostenere le imprese agricole favorendo, magari, contemporaneamente l’intero comparto della ristorazione. Intanto è nostra intenzione rilanciare il progetto “Vetrina Toscana”, venti anni compiuti proprio nel 2020, la “nuova Vetrina” può costituire un incrocio straordinario dei valori positivi delle produzioni agroalimentari toscane. E chiederemo proprio ad enoteche, cantine e agriturismi di aggregarsi a questa carovana del gusto che può essere un veicolo di promozione dell’enogastronomia toscana sia nell’accoglienza turistica che negli eventi internazionali a cui parteciperà la toscana.

L’agroalimentare e le produzioni tipiche, sono un pilastro del Made in Tuscany e dell’export: in un’ottica di rilancio dell’economia toscana, quali iniziative sono possibili per rafforzare le filiere regionali coinvolgendo trasformazione, distribuzione e Gdo?

Il PSR dà ampi spazi per coltivare politiche di integrazione tra i settori della produzione agricola, della trasformazione e della distribuzione, oltre che dell’investimento nell’innovazione. Penso proprio che sul potenziamento degli investimenti in ricerca e sviluppo si giochi il futuro dell’agroalimentare nel suo complesso. Dobbiamo spingere sui poli e sui centri del trasferimento tecnologico esistenti in Toscana, perché sull’agroalimentare dobbiamo ancora fare molto. Anche la produzione industriale deve riconoscere l’importanza del rapporto con l’agricoltura di qualità della Toscana. In modo integrato e fortemente collaborativo con la vicepresidente Saccardi, che si occupa direttamente di agricoltura e di agroalimentare, cercheremo di renderlo possibile.


Tratto da Dimensione Agricoltura n. 4/2021