A ottobre 2019, la SAU italiana rappresenta l’8,1% della SAU complessiva dell’Ue27 che è pari a 162,7 milioni di ettari. Tale incidenza è di poco superiore alla quota relativa dell’intero territorio italiano rispetto a quello dell’Ue, pari al 7,9%.

La SAU italiana si caratterizza per la forte incidenza sul totale Ue delle colture permanenti (il 20,1%).

In particolare, si compone per il 52,8% di terreni a seminativi, per il 28,8% di prati permanenti e pascoli e per il 18,4% di colture permanenti (dalla SAU sono stati esclusi gli orti familiari, che hanno un’incidenza sul totale inferiore allo 0,2%).

Rispetto alla composizione media dell’intera Ue, tanto i seminativi quanto i prati permanenti e i pascoli hanno un peso minore (nell’Ue tali pesi sono, rispettivamente, del 61,4% e del 31,2%), mentre in Italia incidono di più le colture permanenti (che in media Ue pesano solo per il 7,4%). Il profilo italiano è più simile a quello del sottoinsieme degli altri stati mediterranei (Spagna, Portogallo, Francia, Croazia, Grecia, Cipro e Malta), nei quali incidono di più, rispetto all’Italia, i prati permanenti e i pascoli (33,0%).

Rispetto all’annata agraria 2009-2010, la SAU complessiva cresce in Italia del 4,1% (-0,9% nell’Ue).

Questo risultato deriva dal protrarsi, nell’arco del decennio, di forme di agricoltura estensiva nel nostro Paese, in contrasto con la tendenza a un uso più parcellizzato e specialistico del terreno a fini agricoli prevalente negli altri Stati membri.

Inoltre, il processo di graduale concentrazione del terreno agricolo a favore di un numero sempre più ridotto di aziende agricole mediamente più grandi segue in Europa ritmi più veloci di quelli italiani (al riguardo, gli esiti del settimo Censimento dell’agricoltura in corso forniranno utili indicazioni sulla velocità di adeguamento del modello nazionale rispetto alle tendenze internazionali).

Tuttavia l’intera Ue è accomunata dalla flessione della SAU destinata a seminativi, scesa di 2,9 punti percentuali in Italia, di 7,4 punti nel complesso degli Stati mediterranei e di 2,7 punti in media Ue.  A questa tendenza si associa l’aumento della SAU destinata a prati permanenti e pascoli e alle coltivazioni permanenti, crescita che in Italia (+18,5 punti percentuali) è stata molto più elevata rispetto a quella delle colture permanenti (+3,7) a differenza dell’intera Ue e del complesso degli Stati mediterranei.


Fonte: Istat