«Che la Regione Toscana sia vicina ad agricoltori e allevatori e pronta ad ascoltare gli operatori del settore lo dimostrano i fatti».

Così l’assessore Remaschi risponde ad un articolo uscito oggi, 4 novembre, sulle pagine di un quotidiano locale dove si lamenta l’assenza della giunta regionale toscana ad un convegno organizzato un mese fa, il 4 ottobre, a Siena dall’associazione “L’unione fa la forza”, che mette insieme agricoltori, allevatori e cacciatori di più regioni.

“Giusto il giorno prima dell’evento avevamo incontrato le organizzazioni professionali per fare il punto su un settore come quello dell’allevamento ovi-caprino che sicuramente vive, non solo in Toscana, momenti difficili e una situazione complicata” chiarisce l’assessore. Porte aperte dunque al dialogo, che peraltro prosegue. Il 7 novembre l’assessore sarà infatti di nuovo a Grosseto, per una iniziativa promossa dalla Cia.

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“Al convegno del 4 ottobre purtroppo né io né il presidente Rossi siamo riusciti a partecipare – prosegue Remaschi -. Non è stato possibile, anche perché abbiamo ricevuto l’invito solo una settimana prima e le agende erano già piene di appuntamenti non rinviabili. La data non era stata concordata. Ma soprattutto, ripeto, appena il giorno prima già avevamo avuto in calendario un incontro sulla crisi del settore ovi-caprino richiesto dalle organizzazioni professionali agricole, Cia, Coldiretti e Confagricoltura, e dalle centrali cooperative, ovvero da Confcooperative e Lega coopToscana”. Toscana Notizie ne ha scritto lo stesso giorno.

La Regione non si limita comunque ad ascoltare. “A gennaio abbiamo stanziato due milioni di euro – ricorda Remaschi – per rilanciare il settore”. Il pacchetto è stato l’esito di un percorso iniziato a novembre di un anno fa a fianco delle categorie. “E non ci siamo limitati a tamponare l’emergenza – dice l’assessore – ma abbiamo previsto interventi e risorse per sostenere e riposizionare l’intera filiera del latte ovi-caprino”.

Settecentomila euro dei due milioni disponili sono stati destinati alla promozione del pecorino Dop. Il milione e 300 mila euro che rimane è stato deciso di utilizzarlo per sostegni per la perdita di produzione a seguito di attacchi di predatori, per aiuti per l’acquisto di animali riproduttori iscritti nei libri genealogici (e quindi di qualità), per investimenti nelle aziende zootecniche finalizzati a una corretta gestione del pascolo, all’utilizzo sostenibile delle risorse e alla conservazione del paesaggio.

“Va poi detto – annota Remaschi – che la difficile congiuntura è nazionale e basta leggere le cronache nazionali per rendersene conto. Il precedente governo, con il ministro all’agricoltura e il ministro all’interno, più volte si è recato in Sardegna. Ma alle promesse non sono seguite soluzioni”.

Il comparto ovi-caprino da latte toscano conta un migliaio di allevamenti con oltre 324 mila capi ed una produzione stimata di circa 55 milioni di litri di latte all’anno, pari ad una produzione di formaggio di circa 110 mila quintali.


Fonte: Toscana Notizie