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Lo spreco alimentare in Italia vale oltre 15 miliardi

2019-02-13T17:05:39+00:004 Febbraio 2019|Cia nazionale, Dimensione Agricoltura|

Rapporto Waste Watcher 2019: l’80% circa tra le mura domestiche

Vale lo 0,88% del Pil lo spreco alimentare in Italia. La stima è di oltre 15 miliardi di euro, frutto dello spreco nella filiera dalla produzione alla distribuzione (3 miliardi pari al 21% del totale), sommato allo spreco alimentare domestico, misurato nelle case degli italiani, che rappresenta i 4/5 del totale e vale quasi 12 miliardi. I dati sono stati diffusi nella sede FAO di Roma, in occasione della 6° Giornata Nazionale di Prevenzione dello Spreco alimentare in calendario il 5 febbraio, dal progetto 60 Sei ZERO dell’Università di Bologna, Dipartimento Scienze e Tecnologie Agroalimentari, con il Ministero dell’Ambiente e la campagna Spreco Zero dello spin off Last Minute Market.

Ancora una volta la fotografia dello spreco inquadra in primo piano le nostre case e le nostre abitudini di gestione del cibo, ma non è così per 4 italiani su 5. Secondo il Rapporto Waste Watcher 2019, infatti, il 20% degli intervistati dichiara che si spreca soprattutto nel commercio (47%) e nel pubblico, dalle scuole agli ospedali, dagli uffici alle caserme (secondo il 27%).

“La percezione degli italiani -spiega Andrea Segrè, fondatore e presidente di Last Minute Market- è ancora poco consapevole della necessità di una grande svolta culturale nella gestione del cibo a livello domestico. Eppure è questo il punto, la prevenzione degli sprechi alimentari deve partire da noi, nel quotidiano delle nostre vite, perché mangiare è un atto di giustizia: verso noi stessi, verso gli altri, verso il mondo. I paradossi del cibo sono evidenti: 821 milioni di individui sulla terra soffrono la fame e 1 persona ogni 3 è malnutrita. Ma intanto una persona su 8 soffre di obesità. Tutti possiamo dare il nostro contributo all’obiettivo #famezero #sprecozero”.

L’Osservatorio Waste Watcher dà conto anche dei provvedimenti utili a contrastare la questione dello spreco alimentare: più di 7 italiani su 10 ritengono che la via da percorrere sia quella dell’educazione alimentare (72%), il 26% propone packaging di nuova generazione e 1 italiano su 5 (20%) provvedimenti normativi con incentivi e sanzioni legati allo spreco del cibo.

Ma cosa si spreca, soprattutto, nelle case? Prendendo come riferimento gli ultimi 7 giorni “pesano” sulla pattumiera le bevande analcoliche, i legumi, la frutta fresca, la pasta fresca e non gettata senza essere stata consumata. Pane e verdure fresche sono fra gli alimenti più spesso buttati.

Sempre scorrendo il Rapporto Waste Watcher 2019, gli effetti della sensibilizzazione si sentono e balzano immediatamente all’occhio: 2 italiani su 3 (64% degli intervistati) dichiarano di gettare il cibo solo una volta al mese (16%) o persino più raramente (48%). Il 15% lo fa una volta alla settimana e il 13% ogni due settimane, solo l’1% dichiara di sprecare quotidianamente il cibo.

Sotto un profilo di rilevazione sociale colpisce un altro dato, quello legato alla “hit” degli sprechi degli italiani. Proprio il cibo è saldamente in testa: negli ultimi 5 anni lo spreco alimentare supera di gran lunga la percezione degli sprechi idrici, energetici o monetari.

Quali rimedi anti-spreco sono più frequentemente adottati dagli italiani? Il 65% provvede a un check della dispensa prima di fare la spesa, il 61% congela il cibo a rischio deperibilità e il 54% cerca di prevenire controllando la quantità di cibo ottimale prima di cucinarlo. Più di 1 italiano su 2 (52%) verifica l’edibilità del cibo prima di risolversi a buttarlo, il 44% affronta il test dell’assaggio. Molti si dedicano a ricette con cibo di recupero dagli avanzi del pasto prima (48%), solo 1 italiano su 3 (34%) richiede al ristoratore una bag per trasportare a casa il cibo che non è riuscito a consumare e solo 1 italiano su 5 (22%) dona al vicino il cibo in eccesso a rischio spreco.


Fonte: Cia nazionale

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di Dimensione Agricoltura

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