«Abbiamo voluto convocare questa riunione innanzitutto per ascoltare tutta la filiera a livello nazionale e per proporre un metodo di lavoro. Questo non vuole essere un tavolo emergenziale, ma di programmazione. Ho chiesto ai dirigenti del Ministero di essere qui presenti per rendicontare quanto stiamo facendo in queste settimane per il settore, ma l’obiettivo di oggi è quello di porre le basi per individuare azioni e proposte strutturali per dare futuro a una filiera essenziale come quella del latte ovino. Una filiera che in molti territori qui oggi rappresentati significa identità e tenuta sociale». La ministra Teresa Bellanova ha aperto così il tavolo sul latte ovino che si è insediato oggi a Roma. Di seguito il suo intervento:

«Il metodo di lavoro che vi propongo allora è quello di portare a questo tavolo istanze e necessità provando insieme a determinare priorità e tempi delle scelte. Con molti di voi ci siamo anche già incontrati in Sardegna e voglio oggi brevemente ribadire quanto già detto a Cagliari: per me quanto stabilito in precedenza va portato avanti. È mio dovere attuare le norme previste dal decreto emergenze agricole e questo stiamo facendo.

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Per quanto riguarda i 14 milioni di euro per il bando sul pecorino da destinare agli indigenti è stato registrato dalla Corte dei Conti e inviato alla Gazzetta ufficiale per la pubblicazione.

Sui 10 milioni di euro per i contratti di filiera nel settore, dopo l’intesa con le Regioni, ho provveduto a firmare il decreto che ora è alla firma del Ministro Gualtieri.

Sul decreto che riguarda la tracciabilità del latte lo schema da noi predisposto è stato inviato alla conferenza stato regioni e sarà oggetto a breve di riunioni tecniche, costituendo un momento di cambiamento molto importante. Per me porta trasparenza nel settore e credo che nessuno debba temere la trasparenza. Anzi proprio questo valore deve aiutarci a rilanciare anche i rapporti di fiducia nella filiera, che si sono oggettivamente complicati negli ultimi anni.

A questo tavolo abbiamo invitato anche la grande distribuzione, perché la filiera non è completa se non interloquiamo con chi porta al consumatore il frutto del lavoro prima allevatoriale e poi industriale. Come Ministero alla grande distribuzione chiediamo di valorizzare le produzioni a base di latte ovino, a partire dalle grandi DOP, dando continuità all’operazione che lo scorso anno è stata avviata sull’onda della protesta e che ha portato una maggiore attenzione dei cittadini rispetto al prodotto.

Le analisi dei dati di mercato che abbiamo ci dicono che stiamo in una fase diversa rispetto all’inizio dell’anno, con un mercato migliore. Ecco, lo diciamo oggi, crediamo sia giusto che se c’è una ripresa dei prezzi questa venga equamente ripartita su tutta la filiera.

Siamo interessati oggi anche a capire come fare meglio sul lungo periodo, affrontando le debolezze strutturali che caratterizzano questo settore. Dalla scarsa aggregazione alla necessità di affrontare i mercati internazionali con più tutela delle nostre eccellenze. Dalla necessità di condividere le scelte sugli interventi al tema della rappresentanza e della ricostruzione dei rapporti tra tutti gli anelli della filiera.

Perché lo sappiamo tutti che il Pecorino romano dop, o il toscano o le altre grandi eccellenze qui oggi rappresentate, non esisterebbero senza centinaia di pastori che si sacrificano ogni giorno negli allevamenti. Così come non ci sarebbero pastori, se non avessimo una tradizione forte di trasformazione del latte ovino con aziende capaci e che dobbiamo aiutare a crescere. Quello su cui dobbiamo lavorare è la correttezza dei rapporti, è un approccio anche più moderno a questo lavoro, pensando ad esempio a quali costi si debbano affrontare per destagionalizzare il prodotto.

Insieme alle banche vogliamo anche capire come poter mettere a disposizione del mondo produttivo strumenti creditizi che aiutino ogni componente a non svendere il prodotto. Con il pegno rotativo è stato fatto un passo in avanti, ora credo sia tempo anche per rimettere nel circuito del credito gli allevatori. I 5 milioni di euro previsti dal dl emergenze agricole per gli interessi possiamo qualificarli meglio in questa direzione.

Mi auguro quindi che i lavori di oggi possano aprire un percorso condiviso, dove poter avanzare operativamente. Tenuto conto del numero di partecipanti vi chiedo interventi di merito e possibilmente con proposte. Questa prima riunione servirà da base anche al lavoro tecnico che verrà svolto e credo che la formula del tavolo nazionale vada arricchita con gruppi di lavoro per priorità che possano rendere più snelli gli incontri».


Fonte: Mipaaf