Secondo la Cia, la crisi taglia i budget di spesa per le feste (-5%) ma il cibo resiste e, anzi, cresce come idea regalo. Un italiano su tre dichiara di voler optare per doni “da tavola” a parenti e amici. Sempre più famiglie si recano nelle aziende e nei mercatini allestiti dagli agricoltori (+7%), dove si può risparmiare fino al 30%.

20141215_ciatoscana_nataleSono almeno 9 milioni gli italiani che sperano di trovare sotto l’albero il tradizionale cesto natalizio con i prodotti enogastronomici del territorio. Perché nell’ennesimo Natale sotto il segno del risparmio, con i consumi per le feste stimati in calo di un ulteriore 5 per cento rispetto all’anno precedente, il cibo è l’unico elemento che non si “taglia”, anzi cresce anche come idea regalo. Lo afferma la Cia nazionale.

Con la crisi che non passa e le tredicesime impegnate tra tasse, bollette e mutuo, il 71 per cento degli italiani opterà per regali utili, che in un caso su tre saranno declinati in chiave enogastronomica, con doni “da tavola” a parenti, amici e colleghi – spiega la Cia -. E vanno bene anche i cesti di Natale, anche se in “taglia ridotta” rispetto agli anni scorsi, che il 29 per cento degli italiani riempirà con prodotti locali e “bio”.

Messe da parte le mode esterofile, infatti, vince assolutamente il “made in Italy” e tra i prodotti più gettonati, ci sono vino, spumante, panettone e torrone tradizionale, seguiti da salumi, conserve, olio extravergine d’oliva, miele e formaggi tipici. Per una spesa complessiva – stima la Cia – compresa tra i 500 e i 550 milioni di euro.

Cambia anche la modalità di acquisto, più attenta e misurata. Oltre l’80 per cento delle famiglie oggi guarda al miglior rapporto qualità/prezzo ed è anche questo che premia i punti vendita più convenienti come le aziende agricole e agrituristiche e i mercatini natalizi, con un incremento della “spesa in campagna” del 7 per cento sullo stesso periodo del 2013 – osserva la Cia -. Sono tanti, infatti, gli italiani che in questo periodo si stanno recando nelle aziende agricole che fanno vendita diretta e nei mercatini allestiti dagli agricoltori, soprattutto nelle zone rurali e periurbane. Una scelta che premia non solo la qualità, la tipicità, la freschezza e la salubrità dei nostri prodotti agricoli, ma alleggerisce lo scontrino. Nelle aziende agricole, infatti, si acquista a prezzi molto più contenuti rispetto a quelli praticati da supermercati e centri commerciali, con un risparmio che può arrivare fino al 30 per cento.


Fonte: Cia.it