Il progetto AIDA – Azioni di Informazione e Divulgazione in Agricoltura – promosso da ASEV – Agenzia per lo Sviluppo Empolese Valdelsa – con CIA Toscana partner, finanziato dalla Regione Toscana con le risorse FEASR del Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020 (Sottomisura 1.2) è un progetto di divulgazione ed informazione agricola, ampio e capillare pensato per raggiungere tutto il territorio della Regione Toscana, e con l'obiettivo di dare una risposta nuova alle esigenze sempre più specialistiche del mondo agricolo e forestale.
Il progetto si articola in una serie di interventi che coprono diverse tematiche con azioni informative diversificate e plurime per ognuno dei temi indicati dall’avviso, sia attraverso modalità in presenza (convegni, seminari, incontri tematici) sia multimediali (video, web, pubblicazioni cartacee come comunicati stampa e inserzioni). La terza newsletter del progetto AIDA affronta la tematica “Filiere corte e mercati” riportando quanto emerso dagli incontri tematici sulle innovazioni in viticoltura e sugli effetti del cambiamento climatico in olivicoltura.
Buona lettura! |
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Innovazioni sostenibili nella difesa e diagnosi in viticoltura
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Applicazioni e approcci per contrastare malattie del legno e flavescenza dorata |
Il resoconto dell'incontro tematico che si è tenuto a Impruneta il 16 maggio 2024
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Per fare un buon vino ci vuole un’uva sana. Sembra ovvio, ma non è facile come dirlo.
La vite infatti è una coltivazione legnosa esposta a molteplici rischi causati da fitoplasmi, insetti e patologie fungine, che ogni anno deve essere gestita per non mettere a repentaglio la produttività e la qualità delle uve alla vendemmia.
La Flavescenza dorata della vite (FD), è una malattia causata da fitoplasmi, che ricade nel gruppo dei cosiddetti “giallumi della vite”. È considerata tra le più importanti e distruttive malattie della vite trasmettendosi da una vite all’altra principalmente attraverso un insetto vettore, lo Scaphoideus titanus, una cicalina che vive prevalentemente sulla vite e può diffondere rapidamente la malattia da una vite malata ad una sana, se non viene adeguatamente controllato.
Tra il 2020 e 2021 la malattia ha fatto registrare una recrudescenza nelle aree produttive settentrionali italiane, causando gravi danni alla produzione viticola del territorio nazionale. Tale recrudescenza è imputabile a diverse concause tra cui la difficoltà di contenimento del vettore con i trattamenti insetticidi, la presenza crescente di superfici incolte che rappresentano un pericoloso serbatoio di infezione, nonché gli evidenti cambiamenti climatici.
È importante quindi conoscere i sintomi della malattia e monitorare la presenza dell’insetto vettore in vigneto, per individuare nuovi focolai e intervenire al momento giusto contro la cicalina.
Flavescenza dorata: gestione della malattia e innovazioni nella diagnosi
Mezzi e metodi per la gestione delle malattie del legno con particolare riferimento all’utilizzo di Trichoderma
Laura Mugnai / DAGRI, Università degli Studi di Firenze
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L’olivicoltura toscana nella complessità dei cambiamenti climatici e non solo
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Il resoconto dell'incontro tematico che si è svolto a Impruneta il 4 marzo 2024
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ll cambiamento climatico pone sfide sempre più rilevanti ed in alcuni casi drammatiche al nostro sistema agroalimentare. Alcune filiere si stanno dimostrando particolarmente suscettibili e vulnerabili nei confronti delle mutate condizioni ambientali, tra queste va purtroppo inclusa la filiera olivicolo olearia. I cambiamenti climatici che stanno interessando l’intero Pianeta negli ultimi anni creano un allarme da diversi punti di vista: innalzamento delle temperature, catastrofi naturali, eventi improvvisi e repentini producono condizioni sfavorevoli che interessano naturalmente anche l’olivicoltura, con conseguenze sulla coltivazione, sulla produzione e sulla disponibilità di cibo e sugli effetti economici che questo può comportare
Il cambiamento climatico causa, quindi, forti stress idrici, non solo per carenza, ma anche per eccesso di acqua. Ad esempio le sommersioni per piogge molto intense, alle quali l’olivo non resiste, poiché risente moltissimo delle condizioni di allagamento dei terreni in cui è coltivato.
Per inquadrare in modo corretto il problema va ricordato che, pur avendo visto, la coltivazione dell’olivo nell’ultimo trentennio, un’espansione in aree geografiche collocate al di fuori del bacino del mediterraneo, ciò non di meno una gran parte della produzione olivicola mondiale si concentra ancora nell’ambito del suddetto areale. Questo significa che gli eventi climatici atipici, connessi al cambiamento climatico, che possono compromettere la produzione degli oli di oliva all’interno dell’areale mediterraneo, comportano perdite di prodotto di entità tali da non potere essere, se non marginalmente, rimpiazzate da eventuali incrementi di produzione, che potrebbero verificarsi nei Paesi produttori esterni alla suddetta area.
Secondo alcuni studi infatti dal 2050 al 2070 la maggior parte delle aree olivicole saranno caratterizzate da una diminuzione della produzione di olive a causa delle variazioni di temperatura e precipitazioni improvvise. Il clima in Toscana degli ultimi decenni Daniele Grifoni / Consorzio LAMMA
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Le scelte varietali: tradizione e innovazione Aleandro Ottanelli / DAGRI, Università degli Studi di Firenze
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Difesa biologica e integrata da agenti patogeni e insetti fitogeni
Laura Mugnai / DAGRI, Università degli Studi di Firenze
Bruno Bagnoli / Accademia dei Georgofili
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