Il progetto AIDA – Azioni di Informazione e Divulgazione in Agricoltura – promosso da ASEV – Agenzia per lo Sviluppo Empolese Valdelsa – con CIA Toscana partner, finanziato dalla Regione Toscana con le risorse FEASR del Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020 (Sottomisura 1.2) è un progetto di divulgazione ed informazione agricola, ampio e capillare pensato per raggiungere tutto il territorio della Regione Toscana, e con l'obiettivo di dare una risposta nuova alle esigenze sempre più specialistiche del mondo agricolo e forestale.
Il progetto si articola in una serie di interventi che coprono diverse tematiche con azioni informative diversificate e plurime per ognuno dei temi indicati dall’avviso, sia attraverso modalità in presenza (convegni, seminari, incontri tematici) sia multimediali (video, web, pubblicazioni cartacee come comunicati stampa e inserzioni). La quinta newsletter del progetto AIDA affronta la tematica della “Gestione delle risorse idriche” riportando quanto emerso dagli incontri tematici sull'utilizzo dell'acqua in agricoltura.
Buona lettura! |
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Acqua: una risorsa essenziale per il futuro
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Il resoconto dell'incontro tematico che si è tenuto a Venturina (LI) il 25 marzo 2024
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“L’agricoltura regionale è irrigata soltanto per il 9 per cento: un dato che fa capire quanto la gestione dell’acqua sia una priorità dell’agricoltura toscana. Inoltre, i cambiamenti climatici impongono irrigazione e disponibilità di acqua anche per coltivazioni primarie come vite ed olivo, che fino a pochi anni fa non necessitavano di impianti di irrigazione”.
È quanto sottolinea Valentino Berni, presidente Cia Toscana in occasione del convegno “Acqua: una risorsa essenziale per il futuro”, tenutosi a Venturina Terme (Li) alla Coop. Terre dell’Etruria in Località Caldanelle, lo scorso 25 marzo.
“Per continuare a produrre qualità è necessario puntare ad una capacità irrigua totale, prosegue Berni, mentre va ricordato che a livello regionale abbiamo solo una minima parte di superficie irrigua. Questo non è assolutamente sufficiente – precisa -; non possiamo pensare di avere agricoltura fra venti anni senza una progettualità che metta l’irrigazione in primo piano: se non riusciamo irrigare i nostri vigneti, oliveti e le nostre colline non avremo più produzioni. E’ uno sforzo importante, oggi dobbiamo approfittare del Pnrr laddove è possibile, ma dobbiamo guardare oltre agli schemi attuali. Progettare una realtà irrigua in Toscana non è più rimandabile: la Regione si deve prendere la responsabilità di animare il tavolo sul tema acqua e di essere protagonista di indirizzo e di sviluppare questo progetto. Senza acqua non avremo più un’agricoltura di qualità e competitiva nella nostra regione”.
Qui sotto alcuni dei contributi dei relatori intervenuti all’iniziativa del 25 marzo 2024.
Acqua e cambiamenti climatici: il settore agricolo alla prova di un uso sostenibile della risorsa idrica Rudy Rossetto / Scuola universitaria superiore Sant'Anna
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Il riutilizzo delle acque reflue in agricoltura, tra risultati e criticità Michele Del Corso / ASA Spa - Azienda servizi ambientali
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Olivicoltura e cambiamenti climatici: innovazioni in campo a supporto della resa e della qualità
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Il resoconto dell'incontro tematico che si è svolto a Impruneta il 20 settembre 2024
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ll cambiamento climatico pone sfide sempre più rilevanti ed in alcuni casi drammatiche al nostro sistema agroalimentare. Alcune filiere si stanno dimostrando particolarmente suscettibili e vulnerabili nei confronti delle mutate condizioni ambientali, tra queste va purtroppo inclusa la filiera olivicolo olearia. I cambiamenti climatici che stanno interessando l’intero Pianeta negli ultimi anni creano un allarme da diversi punti di vista: innalzamento delle temperature, catastrofi naturali, eventi improvvisi e repentini producono condizioni sfavorevoli che interessano naturalmente anche l’olivicoltura, con conseguenze sulla coltivazione, sulla produzione e sulla disponibilità di cibo e sugli effetti economici che questo può comportare
Il cambiamento climatico causa, quindi, forti stress idrici, non solo per carenza, ma anche per eccesso di acqua. Ad esempio le sommersioni per piogge molto intense, alle quali l’olivo non resiste, poiché risente moltissimo delle condizioni di allagamento dei terreni in cui è coltivato.
Per inquadrare in modo corretto il problema va ricordato che, pur avendo visto, la coltivazione dell’olivo nell’ultimo trentennio, un’espansione in aree geografiche collocate al di fuori del bacino del mediterraneo, ciò non di meno una gran parte della produzione olivicola mondiale si concentra ancora nell’ambito del suddetto areale. Questo significa che gli eventi climatici atipici, connessi al cambiamento climatico, che possono compromettere la produzione degli oli di oliva all’interno dell’areale mediterraneo, comportano perdite di prodotto di entità tali da non potere essere, se non marginalmente, rimpiazzate da eventuali incrementi di produzione, che potrebbero verificarsi nei Paesi produttori esterni alla suddetta area.
Secondo alcuni studi infatti dal 2050 al 2070 la maggior parte delle aree olivicole saranno caratterizzate da una diminuzione della produzione di olive a causa delle variazioni di temperatura e precipitazioni improvvise. Queste criticità sono state oggetto dell'incontro tematico che si è svolto a Impruneta presso la sede di CIA Toscana centro, lo scorso 20 settembre 2024. |
Irrigazione dell'olivo e ecniche agronomiche per il contrasto ai cambiamenti climatici
Prof. Gucci Riccardo / DAGRI, Università degli Studi di Pisa e Presidente Accademia Nazionale dell'Olivo e dell'Olio Università degli studi di Firenze
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Metodi rapidi per una corretta tempistica di raccolta delle olive: il progetto Monitoil
Dott.ssa Breschi Carlotta / DAGRI, Università degli Studi di Firenze
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I fattori di campo e non che influiscono la qualità dell’olio Evo
Prof. Parenti Alessandro / DAGRI, Università degli Studi di Firenze
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