Le Cia da Nord a Sud: bisogna tenere conto della vocazione dei territori

È stata pubblicata la mappa delle aree potenzialmente idonee in Italia alla costruzione del deposito unico per i rifiuti radioattivi. Nella proposta di Carta Nazionale (Cnapi), ci sono 67 zone ritenute adatte per lo stoccaggio in via definitiva delle scorie nucleari: 8 in Piemonte, 2 in Toscana, 22 nel Lazio, 14 in Sardegna, 4 in Sicilia. E ancora in Basilicata, Puglia e a cavallo tra le due regioni.

Immediata la reazione delle Cia regionali, da Nord a Sud del Paese, che ritengono necessario tenere conto della vocazione agricola dei territori coinvolti.

“L’individuazione dei siti per il deposito nucleare ci preoccupa molto -ha commentato il presidente di Cia Piemonte, Gabriele Carenini. Prendiamo atto che si è agito come se l’agricoltura non esistesse. Nessuna considerazione per coltivazioni di pregio come l’Erbaluce del Canavese e il Peperone di Carmagnola Igp, nessuna attenzione al consumo del suolo, tema centrale della tutela ambientale. Queste scelte sono inaccettabili e ci batteremo fino in fondo per far valere le ragioni degli agricoltori”. Negli anni “la campagna del Piemonte ha già dovuto pagare un prezzo altissimo agli insediamenti e alle emergenze che impattano sull’ambiente -ha aggiunto Carenini-. Non si può accettare che gli agricoltori non vengano nemmeno informati su scelte che stravolgeranno le loro aziende. Il Piemonte ha un’agricoltura di primo livello, proiettata nel futuro. Il deposito di scorie nucleari vuol dire tarpare le ali a imprese agricole che hanno investito tutto sulla qualità”.

Sulla stessa linea Cia Toscana. “È un’eventualità assolutamente inaccettabile e improponibile -ha detto il presidente regionale Luca Brunelli-. Ci opporremo con qualunque mezzo e in qualunque sede per difendere i territori dalla minaccia di un sito di scorie nucleari. Sono territori, quello fra la Val d’Orcia e la Valdichiana (in piena area tutelata dall’Unesco come patrimonio dell’Umanità) e l’area di Campagnatico, a forte vocazione agricola e paesaggistica, dove l’agricoltura di qualità, insieme al turismo, rappresenta un valore economico e sociale assoluto”. Per questo, ha continuato Brunelli, “chiediamo un incontro urgente con il presidente della Regione Toscana, con il Ministero delle Politiche agricole e con il Ministero dell’Ambiente. Non c’è spazio per scenari di questo genere che andrebbero a vanificare decenni di politiche volte all’agricoltura di qualità e alla sostenibilità ambientale. Ci attendiamo un rapido dietrofront”.

Ugualmente contraria Cia Puglia. “Non lasceremo da sole le comunità di Gravina di Puglia, Altamura e Laterza -ha sottolineato il presidente dell’organizzazione, Raffaele Carrabba-. La Cia è contro la realizzazione dei siti per lo stoccaggio di scorie nucleari in territori già gravati da problemi importanti, aree che esprimono potenzialità di rilievo dal punto di vista agricolo, agroalimentare, zootecnico e turistico. Se sarà necessario, chiameremo alla mobilitazione il mondo dell’agricoltura, un mondo la cui dote primaria è lo sviluppo del comparto e della green economy”. La regione, ha osservato Carrabba, “negli anni ha lavorato molto e bene alla formazione e al consolidamento di un’immagine che punta sulle proprie risorse tradizionali e innovative, legate indissolubilmente al settore primario, alla trasformazione delle proprie eccellenze agroalimentari e all’integrazione tra agricoltura, enogastronomia e turismo. Interrompere o inficiare questo percorso sarebbe una follia”.

Netta anche la risposta di Cia Basilicata, che già in passato era stata al centro di un possibile deposito nucleare. “Ancora una volta, come avvenne nel 2003, si vorrebbe sacrificare territorio e agricoltura -hanno affermato i presidenti di Cia Potenza, Giannino Lorusso, e Cia Matera, Giuseppe Stasi-. Ma, come in occasione della grande mobilitazione popolare di Scanzano Jonico, gli imprenditori agricoli, da custodi del territorio, sono pronti a difendere gli interessi delle comunità, delle attività produttive e del nostro settore primario”.


Fonte: Cia nazionale