Il giudizio della Cia Toscana

di Marco Failoni


Lo scorso 15 gennaio è stata pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Toscana il Decreto del Presidente della Giunta n. 3, che contiene alcune modifiche al precedente regolamento 63/r del 2016 relativo alla disciplina urbanistica nelle aree rurali.

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La principale modifica, riguarda una delle tipologie di manufatti che possono essere realizzate con permesso a costruire, ma senza “Programma Aziendale” art. 3 del regolamento).

La modifica introduce un limite di estensione di 80 mq, che riguarda tuttavia esclusivamente quelli descritti alla lettera g) del medesimo articolo, ovvero i “manufatti prefabbricati, ancorché privi di fondazioni, che necessitano per il loro funzionamento di opere murarie e di scavo per l’allacciamento alle reti elettriche, idriche e di smaltimento dei reflui”.

Non cambia l’attuale disciplina, e quindi non vengono posti limiti, per quanto riguarda tutti gli altri manufatti elencati all’art. 3: silos, tettoie, serre fisse, depositi per il carburante, concimaie e platee, tunnel per foraggi ed altri materiali.

Il regolamento introduce poi alcune altre modifiche di minore rilievo.

Viene modificato l’art. 2 del precedente regolamento, per i manufatti leggeri e le serre mobili di durata superiore ai 2 anni, la modifica del regolamento, conseguente ad un adeguamento alla Legislazione nazionale in materia, prevede che la realizzazione di questi manufatti sia soggetta a “permesso di costruire o, in alternativa, alla SCIA”.

Dal punto di vista procedurale non cambia nulla, in quanto rimane la possibilità di operare tramite SCIA. Tuttavia qualora al termine della loro funzione agricola, i manufatti non vengano rimossi, come già previsto dalla Legge e dal Regolamento, essi verranno considerati a tutti gli effetti abusi edilizi perseguibili penalmente.

Un’altra modifica riguarda i manufatti per l’agricoltura amatoriale e per i ricovero di animali domestici (artt. 12 e 13 del Regolamento). Si prevede che: gli strumenti di pianificazione urbanistica comunale possano definire “le parti del territorio nelle quali è consentita l’installazione” di detti manufatti, mentre in precedenza essi provvedevano a definire per questi manufatti “le parti del territorio nelle quali è inibita l’installazione”.

Infine viene aggiunto l’art. 13 bis, che disciplina la realizzazione di manufatti leggeri per l’esercizio della caccia al cinghiale. Per la realizzazione di questi manufatti si prevedono le seguenti condizioni:

  • Possono richiedere la realizzazione di questi manufatti solo i cacciatori abilitati alla gestione del cinghiale, iscritti ad una squadra di caccia al cinghiale ed in possesso della disponibilità del terreno.
  • La realizzazione dei manufatti per la caccia è soggetta a SCIA e non deve comportare alcuna trasformazione permanente del suolo.
  • I manufatti devono essere realizzati in legno o on altri materiali tradizionali, siano semplicemente ancorati al suolo e privi di opere murarie, non abbiano dotazioni che ne consentano (anche temporaneamente) l’utilizzo abitativo.

REGOLAMENTO URBANISTICO / Il giudizio della Cia Toscana

Le modifiche al regolamento urbanistico approvate dalla Regione, rappresentano il punto di arrivo di una discussione, lunga e complessa, sul cui esito Cia Toscana esprime un parere sostanzialmente positivo.

Le proposte di modifica del Regolamento, avanzate inizialmente dalla Regione Toscana, scaturivano dalla preoccupazione di molte amministrazione sul rischio che si potessero realizzare grandi manufatti agricoli (cantine, stalle, ecc.) senza un programma aziendale che ne valutasse la compatibilità.

Una preoccupazione a nostro avviso eccessiva, che rischiava di mettere in discussione l’intero impianto della Legge 65/2014 e del Regolamento.

Nel corso del confronto promosso dalla Regione Toscana, che ci ha visto partecipi (spesso solitari), il nostro sforzo è stato quello di limitare la portata di queste modifiche; uno sforzo che ha portato a ridurre ad un solo caso (i manufatti prefabbricati che prevedono opere murarie e di scavo) la definizione di un limite dimensionale, fissato ad 80 mq.

Si tratta di una mediazione che, pur non essendo del tutto soddisfacente, non mette in discussione sostanzialmente l’impianto del Regolamento precedente e le semplificazioni introdotte per la maggior parte dei manufatti agricoli, come serre, tettoie, tunnel, silos, ecc.); riteniamo pertanto che queste modifiche avranno un impatto molto limitato.

L’altra novità importante riguarda la disciplina dei manufatti funzionali all’attività di caccia al cinghiale, assai contrastata, la cui realizzazione viene finalmente inquadrata correttamente e coerentemente nel contesto più complessivo delle disposizioni urbanistiche.


Tratto da Dimensione Agricoltura n. 2/2020

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