Appello a Conte per partire da prossima finanziaria. Cia tra i partner dell’Alleanza

Nel suo percorso verso i 17 Obiettivi dell’Agenda 2030, l’Italia migliora in alcuni campi (saluteuguaglianza di generecondizione economica e occupazionaleinnovazione, disuguaglianze, condizioni delle città, modelli sostenibili di produzione e consumo, qualità della governance e cooperazione internazionale), peggiora in altri (povertà, alimentazione e agricoltura sostenibiliacqua e strutture igienico-sanitariesistema energetico, condizione dei mari ed ecosistemi terrestri) ed è stabile per l’educazione e la lotta al cambiamento climatico (vedi grafici e analisi in appendice).

Evidenti sono i ritardi in settori cruciali per la transizione verso un modello che sia sostenibile sul piano economico, sociale e ambientale, e fortissime restano le disuguaglianze, comprese quelle territoriali. L’Italia resta quindi lontana dal sentiero scelto nel 2015, quando si è impegnata ad attuare l’Agenda 2030 e l’Accordo di Parigi per la lotta al cambiamento climatico.

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È quanto emerge dal Rapporto ASviS 2019, che fotografa e analizza l’andamento del Paese rispetto agli Obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals – SDGs) dell’Agenda 2030, presentato il 4 ottobre alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. L’evento, che ha visto la partecipazione di quasi 1.300 persone, segno del crescente interesse verso il tema dello sviluppo sostenibile, è stato arricchito dagli interventi del Presidente della Camera dei Deputati Roberto Fico, del ministro dell’Economia e delle Finanze Roberto Gualtieri e del Commissario designato Ue agli Affari Economici Paolo Gentiloni, oltre che di esponenti di primo piano del mondo dell’informazione.

L’Italia non è sola in questo difficile percorso, come documentato durante la recente Assemblea Generale delle Nazioni Unite. A quattro anni dall’adozione dell’Agenda 2030, nonostante i progressi compiuti, le misure adottate dai singoli governi, dal settore privato e dalle organizzazioni internazionali non appaiono essere all’altezza della sfida. Serve perciò un urgente e deciso cambio di passo per rispettare il piano d’azione disegnato per dare un futuro al pianeta e a chi lo abita.

“La buona notizia -commenta il presidente dell’ASviS Pierluigi Stefanini– è che il nuovo Governo ha introdotto la sostenibilità nell’agenda politica e le linee programmatiche includono alcune proposte avanzate proprio dall’ASviS: dall’inserimento in Costituzione del principio dello sviluppo sostenibile all’avvio di un’Agenda urbana per lo sviluppo sostenibile, dall’uso dell’Agenda 2030 per ridisegnare il funzionamento del sistema socio-economico, alla valutazione dell’impatto economico-sociale-ambientale dei provvedimenti legislativi, dal taglio dei sussidi dannosi all’ambiente alla legge per annullare i differenziali retributivi tra uomini e donne, a parità di mansioni svolte. A questi annunci devono seguire azioni concrete per mettere l’Italia su un sentiero di sviluppo sostenibile. Peraltro, per 21 dei 169 Target previsti dall’Agenda 2030 il cui raggiungimento è fissato entro il 2020, il Rapporto ASviS 2019 rivela un Paese in evidente ritardo”.

Il Rapporto dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, giunto alla quarta edizione, rappresenta uno strumento unico nel panorama internazionale, come riconosciuto da diversi studi pubblicati quest’anno. Grazie al contributo dei 600 esperti delle oltre 220 organizzazioni aderenti all’ASviS, il Rapporto ASviS 2019 fornisce una visione dell’andamento del Paese verso gli SDGs attraverso indicatori compositi originali (disponibili per i Paesi europei, per l’Italia e le sue regioni), un quadro delle iniziative messe in campo nel mondo, in Europa e in Italia a favore dello sviluppo sostenibile, valuta le politiche realizzate negli ultimi 12 mesi e avanza proposte per accelerare il percorso del nostro Paese verso l’attuazione dell’Agenda 2030.

“Siamo molto incoraggiati dai risultati della nostra attività di sensibilizzazione a livello europeo e nazionale -sottolinea il Portavoce dell’ASviSEnrico Giovannini-. La nuova Commissione europea intende mettere l’Agenda 2030 al centro della propria azione e ha recepito alcune delle proposte avanzate dall’ASviS a maggio, tra cui una responsabilità diretta di ciascun Commissario per raggiungere gli Obiettivi di sviluppo sostenibile di propria competenza e il ridisegno del Semestre europeo intorno all’Agenda 2030. La Presidente della Commissione ha proposto un programma di azione per il prossimo quinquennio che ruota intorno ad una visione in cui politiche economiche, sociali e ambientali appaiono coerentemente orientate all’obiettivo di fare dell’Europa il primo continente carbon-neutral e leader globale dell’economia circolare. In questo quadro, però, l’Italia deve fare la sua parte e prepararsi adeguatamente, così da poter beneficiare delle risorse che l’Unione europea investirà nella direzione della sostenibilità. È per questo che chiediamo con urgenza una legge annuale per lo sviluppo sostenibilepolitiche integrate e azioni concrete a partire dalla prossima Legge di Bilancio”.

Sul piano nazionale, l’ASviS raccomanda che il Presidente del Consiglio: invii ai Ministri un atto di indirizzo che indichi la loro responsabilità per conseguire gli SDGs; rafforzi il ruolo della cabina di regia “Benessere Italia” costituita a Palazzo Chigi; sostenga l’introduzione di una valutazione ex-ante della legislazione alla luce degli SDGs. Inoltre, ASviS raccomanda che il Governo: promuova presso il Parlamento la dichiarazione di “Stato di emergenza climatica”, come già fatto da alcune Regioni e città; aggiorni la Strategia Nazionale di Sviluppo Sostenibile e presenti un rapporto sul suo stato di attuazione; trasformi il CIPE in Comitato Interministeriale per lo Sviluppo Sostenibile per orientare a tale scopo tutti gli investimenti pubblici; individui politiche per conseguire i 21 Target in scadenza nel 2020; prepari una legge annuale sullo sviluppo sostenibile, che intervenga sulla normativa con un’ottica ‘sistemica’; realizzi un vasto piano di informazione e comunicazione sul tema dello sviluppo sostenibile diretto all’intera popolazione.

Per conseguire quanto annunciato nel programma di Governo, l’ASviS propone anche che: si ricostituisca il Comitato Interministeriale per le Politiche Urbane (CIPU) per aiutare a sviluppare un’Agenda urbana nazionale per lo sviluppo sostenibile; venga calendarizzato quanto prima l’esame da parte del Parlamento del progetto di legge per l’inserimento in Costituzione del principio di sviluppo sostenibile. Sul piano delle politiche settoriali, l’ASviS avanza numerose proposte, descritte in dettaglio nel Rapporto scaricabile al sito www.asvis.it.

“È importante segnalare in crescente impegno della società civile, delle imprese e del mondo della finanza, anche in Italia, -conclude Giovannini.- In particolare, lo sviluppo sostenibile si sta affermando sempre di più come paradigma per guidare le imprese nel trasformare i rischi in opportunità. Da parte sua, la società italiana, anche grazie all’impegno dei giovani, ha ormai preso coscienza dei problemi che abbiamo di fronte e domanda interventi urgenti, che operino una ‘giusta’ transizione ecologica, realizzata proteggendo i più deboli e riducendo le disuguaglianze”.


Fonte: Cia nazionale