Oggi la ricorrenza indetta dall’Onu

Molte varietà di piante importanti per il benessere e i mezzi di sussistenza necessitano di impollinatori. In tutto il mondo, tre coltivazioni su quattro che producono frutti o semi per il consumo umano dipendono, almeno in parte, dalle api e da altri impollinatori. Tuttavia, oggi il numero di queste piccole alleate dell’alimentazione sta diminuendo in modo allarmante, soprattutto a causa di pratiche agricole intensive, uso eccessivo di prodotti chimici per l’agricoltura e delle elevate temperature dovute al cambiamento climatico.

La pandemia del Covid-19 ha avuto un forte impatto anche sul settore dell’apicoltura, colpendo pesantemente la produzione, il mercato e, di conseguenza, i mezzi di sussistenza degli apicoltori. L’apicoltura offre opportunità di lavoro dignitoso e genera reddito per le persone in condizioni di estrema povertà, comprese donne, giovani e anche persone con disabilità.  È importante riconoscere il suo ruolo fondamentale nella lotta alla povertà e alla malnutrizione, aiutando gli apicoltori a superare le sfide che affrontano durante la pandemia.

Per la terza Giornata mondiale delle apila Fao ha organizzato una cerimonia virtuale in collaborazione con l’Accademia Cinese delle Scienze Agrarie (CAAS), la Rappresentante permanente della Slovenia e Apimondia. Il tema di quest’anno, “Bee Engaged” farà luce sulle buone pratiche adottate dagli apicoltori per tutelare i loro mezzi di sussistenza e fornire prodotti di buona qualità. Sottolineerà, inoltre, l’importanza delle conoscenze tradizionali relative all’apicoltura, all’uso di prodotti e servizi derivati dalle api e dal loro ruolo e degli apicoltori nel raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile.