Il paesaggio rurale della Valdichiana Toscana, riconosciuto di importanza nazionale dal Mipaaf

Dopo la presentazione e l’esame del dossier, il “Paesaggio storico della Bonficia Leopoldina in Valdichiana” ha superato l’ultimo step con l’audizione, al Ministero delle politiche agricole, del gruppo di lavoro da parte dei componenti dell’Osservatorio nazionale paesaggi rurali storici, presieduto dal direttore Emilio Gatto.

Il dossier ha dimostrato, nella valutazione storico ambientale, un’invarianza di oltre il 75% del paesaggio ed anche del reticolo idraulico permettendo così, alla Valdichiana Toscana, di acquisire lo status di paesaggio storico. Non sono mancati i riferimenti alle Fattorie Granducali, alle Leopoldine (caratteristiche fabbricati rurali della riforma) che hanno mantenuto i loro caratteri architettonici e alla mezzadria.

Dopo i saluti istituzionali del sindaco Roberta Casini, del Comune di Lucignano capofila del progetto, il prof. Stefano Biagiotti, coordinatore del gruppo di lavoro, ha presentato il paesaggio in candidatura riuscendo a convincere definitivamente i commissari per l’inserimento del paesaggio della Valdichiana nel registro nazionale.

Con l’inserimento del “Paesaggio storico della Bonficia Leopoldina in Valdichiana”, nel registro nazionale, viene consegnato uno strumento importante, di valorizzazione e promozione, al territorio, con la speranza che gli attori dello sviluppo comprendano l’importanza e lo utilizzino come leva per attrarre ospiti ed investitori.

Il riconoscimento che il prof. Stefano Biagiotti, con il suo gruppo di lavoro costituito dal prof. Andrea Iacomoni, dal ph.d. Filippo Masina e dal dott. Alessio Banini, è riuscito ad ottenere è un riconoscimento, a seguito di un percorso scientifico, dello Stato esaminato ed approvato da un gruppo di esperti del paesaggio rurale riuniti nell’osservatorio.

Importante il ruolo di “qualità e sviluppo rurale” che è riuscita a convincere e catalizzare i sindaci dell’area e identificare le figure professionali migliori, riuscendo a portare il risultato in meno di due anni.

L’approccio del lavoro è stato olistico, multidisciplinare ed accademico, con un’intensa attività di partecipazione e concertazione. Un progetto, come è stato detto durante la presentazione al Ministero “dal territorio, sul territorio, per il territorio”.

La valenza, e l’importanza, del progetto è stata percepita fin da subito dai Comuni aderenti, dalla Camera di Commercio di Arezzo-Siena, dalle organizzazioni di categoria, dagli ordini professionali, dalle scuole e dalla Regione Toscana che hanno aderito, senza indugio, al comitato promotore. I partner scientifici sono l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” e l’Università Telematica “Pegaso”.

Con questo progetto si sono demoliti definitivamente gli ostacoli dei confini amministrativi, tra la provincia di Siena ed Arezzo, i tempi sono maturi per mettere in campo un piano strategico d’area vasta, di breve, medio e lungo periodo, che consideri tutti i settori economici e la promozione di un’area.

Un’area di campanili che devono essere difesi per difendere le identità di ogni singola comunità, ma che allo stesso tempo non devono essere di ostacolo ad un progetto più ampio di sviluppo locale sostenibile.