Dopo anni di interventi che hanno reso il sistema voucher così complesso da renderlo di fatto inutilizzabile, il legislatore ha tentato di sostituirlo con il sistema delle prestazioni occasionali.

Abbiamo già scritto tanto sull’inopportunità di cancellare il preesistente sistema dei voucher, certamente abusato, ma non in agricoltura, dove rappresentava un sistema flessibile ed utile all’impiego di manodopera non professionale, soprattutto per la vendemmia o la raccolta delle olive.

Ormai orfane del predetto sistema, le imprese agricole si trovano di nuovo con pochissime alternative all’assunzione di persone che, molto spesso, dipendenti non vogliono essere ed in effetti, non lo sono. In aggiunta all’impegno gratuito di parenti ed affini entro il quarto grado, l’ordinamento legislativo nazionale offre la possibilità di impegnare nelle suddette attività, di breve o brevissima durata, il contratto di prestazione occasionale.

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Questo contratto può essere impiegato dalle imprese agricole che non hanno più di cinque dipendenti. Possono esservi impegnati le seguenti categorie di lavoratori, che in ogni caso non devono essere stati iscritti l’anno precedente, negli elenchi anagrafici dei lavoratori agricoli:

  1. titolari di pensione di vecchiaia o di invalidità;
  2. giovani con meno di 25 anni di età, se regolarmente iscritti a un ciclo di studi presso un istituto scolastico di qualsiasi ordine e grado, ovvero a un ciclo di studi universitario;
  3. persone disoccupate, ai sensi dell’articolo 19, del Dlgs. 150/2015;
  4. percettori di prestazioni integrative del salario, di reddito di inclusione o di altre prestazioni di sostegno del reddito.

In aggiunta all’evidente limitazione appena descritta, l’imprenditore deve inviare all’Inps una dichiarazione preventiva almeno un’ora prima dell’inizio della prestazione. L’importo del compenso minimo giornaliero non può essere inferiore alla misura minima fissata per la remunerazione di quattro ore lavorative, mentre per le ore successive il compenso è liberamente determinabile dalle parti, comunque nel rispetto della misura minima oraria prevista per il settore ed in correlazione alle “aree di appartenenza” del lavoratore: Area 1: € 9,65; Area 2: € 8,80; Area 3: € 6,56.

L’imprenditore deve preventivamente registrarsi sulla piattaforma Inps delle prestazioni occasionali ed effettuare il versamento preventivo, conseguente alle prestazioni richieste. Successivamente, deve inviare la comunicazione relativa alla prestazione lavorative effettuate, utilizzando la medesima piattaforma Inps. La dichiarazione preventiva sopra accennata, da inviare almeno un’ora prima l’inizio della prestazione, deve comprendere: 1) i dati identificativi del prestatore; 2) il compenso pattuito; 3) il luogo di svolgimento della prestazione; 4) la durata; 5) la tipologia; 6) il settore dell’attività lavorativa; 7) altre informazioni per la gestione del rapporto.

L’eventuale revoca della comunicazione già inserita deve essere effettuata entro tre giorni dalla data in cui la prestazione si sarebbe dovuta svolgere. Inviata la comunicazione, il prestatore riceve una specifica notifica tramite mail o SMS. Il prestatore può confermare l’effettivo svolgimento della prestazione giornaliera, entro i tre giorni successivi. Il monte orario complessivo presunto comunicato non può andare oltre i dieci giorni consecutivi.


Tratto da Dimensione Agricoltura n. 10/2019