{"id":10597,"date":"2017-07-19T10:44:03","date_gmt":"2017-07-19T08:44:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ciatoscana.eu\/home\/?p=10597"},"modified":"2017-08-21T14:25:32","modified_gmt":"2017-08-21T12:25:32","slug":"estate-a-secco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ciatoscana.eu\/home\/estate-a-secco\/","title":{"rendered":"SPECIALE \/ Estate a secco. L\u2019agricoltura toscana ha sete"},"content":{"rendered":"<h3><strong>Non piove dallo scorso autunno. Situazione difficile in tutta la regione e per gran parte delle coltivazioni. Il nostro viaggio fra le campagne con le Cia provinciali<\/strong><\/h3>\n<p>A cura di <strong>Marco Failoni | <a href=\"http:\/\/www.dimensioneagricoltura.eu\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Dimensione Agricoltura luglio-agosto 2017<\/a><\/strong><\/p>\n<hr \/>\n<p><strong><img decoding=\"async\" class=\"lazyload alignright wp-image-10600 size-medium\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns%3D%27http%3A%2F%2Fwww.w3.org%2F2000%2Fsvg%27%20width%3D%27400%27%20height%3D%27300%27%20viewBox%3D%270%200%20400%20300%27%3E%3Crect%20width%3D%27400%27%20height%3D%27300%27%20fill-opacity%3D%220%22%2F%3E%3C%2Fsvg%3E\" data-orig-src=\"https:\/\/www.ciatoscana.eu\/home\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/20170719_ciatoscana_siccita-400x300.jpg\" alt=\"Estate a secco. L'agricoltura toscana ha sete\" width=\"400\" height=\"300\" \/>Estate a secco.<\/strong> Un\u2019estate come non si vedeva da tempo, dal 2002 per la siccit\u00e0, dal 2003 per le temperature eccezionalmente elevate. Soffrono le coltivazioni, soffrono gli allevamenti, a cui in molti casi mancano acqua e cibo. Dalla ricognizione effettuata dai tecnici Cia presenti sul territorio, emerge un quadro estremamente preoccupante, sia perch\u00e9 risulta gi\u00e0 compromessa parte delle produzioni dell\u2019annata agraria, sia per le conseguenze che potrebbe avere il perdurare della siccit\u00e0 in assenza di adeguate iniziative finalizzate a superare l\u2019emergenza in atto.<\/p>\n<p>Il quadro, purtroppo \u2013 sottolinea la Cia Toscana -, si presenta sostanzialmente generalizzato ed uniforme in tutta la regione, pur con alcune specificit\u00e0 territoriali.<\/p>\n<hr \/>\n<h3><strong>Siccit\u00e0. La situazione delle colture in Toscana<\/strong><\/h3>\n<ul>\n<li><strong>Olivicoltura.<\/strong>\u00a0Siamo passati da una fioritura eccezionale ad un\u2019allegagione ridottissima. Questo \u00e8 stato il primo effetto della siccit\u00e0. Ora si assiste ad una cascola delle olivine allegate molto consistente e diffusa. Il danno medio \u00e8 gi\u00e0 molto consistente (attorno al 50% sulle rese ordinarie). Danno destinato a crescere con il perdurare di questa situazione climatica.<\/li>\n<li><strong>Foraggi.<\/strong> Effettuato solo un taglio di fieno negli impianti di medica quando in condizioni normali se ne fanno almeno tre. La perdita di produzione diretta non sar\u00e0 inferiore al 30%. Supererebbe il 50% se dovesse persistere questa situazione di siccit\u00e0, mettendo a rischio l\u2019attivit\u00e0 zootecnica.<\/li>\n<li><strong>Cereali.<\/strong> Le trebbiature delle colture autunno-vernine sono in pieno svolgimento. Si segnalano ovunque basse rese. Ad oggi (prima settimana di luglio) non \u00e8 possibile fare stime attendibili, ma dai dati che registriamo in questi giorni, possiamo immaginare una perdita sicuramente superiore al 30%. Pi\u00f9 grave \u00e8 la situazione delle colture primaverili (come il mais) per le quali buona parte dei raccolti risultano gi\u00e0 compromessi, con danni stimabili del 60-80%.<\/li>\n<li><strong>Viticoltura.<\/strong> Ad oggi non si registrano danni evidenti ed importanti. Tuttavia il permanere dell\u2019attuale situazione determinerebbe gravi danni alla produzione viticola.<\/li>\n<li><strong>Ortofrutta.<\/strong> Per il comparto ortofrutticolo la situazione si presenta articolata. Le colture irrigue per ora non subiscono danni, ma le imprese hanno costi di approvvigionamento idrico pi\u00f9 elevati. Inoltre, anche per l\u2019ortofrutta la preoccupazione \u00e8 legata all\u2019incertezza sulla disponibilit\u00e0 idrica per i mesi futuri, in caso dovesse perdurare la siccit\u00e0.<\/li>\n<li><strong>Apicoltura.<\/strong> Si registrano riduzioni di produzione di oltre il 60%. Si sono salvate le fioriture primaverili anticipate, nonostante la gelata di aprile. Il rischio in qualche caso \u00e8 che le famiglie si indeboliscano e non superino l\u2019inverno se non aiutate.<\/li>\n<\/ul>\n<hr \/>\n<h3><strong>Piano regionale di interventi urgenti: 22 pozzi nelle zone pi\u00f9 critiche<\/strong><\/h3>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"lazyload alignright wp-image-9661 size-medium\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns%3D%27http%3A%2F%2Fwww.w3.org%2F2000%2Fsvg%27%20width%3D%27400%27%20height%3D%27300%27%20viewBox%3D%270%200%20400%20300%27%3E%3Crect%20width%3D%27400%27%20height%3D%27300%27%20fill-opacity%3D%220%22%2F%3E%3C%2Fsvg%3E\" data-orig-src=\"https:\/\/www.ciatoscana.eu\/home\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/20170327_alfiotondelli_ciatoscana_enrico-rossi-400x300.jpg\" alt=\"Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana\" width=\"400\" height=\"300\" \/>Quattro milioni di euro per 22 pozzi da fare subito, con urgenza, nelle zone pi\u00f9 critiche della Toscana per risolvere la crisi idropotabile beneficiando di deroghe sui tempi amministrativi. \u00c8 la richiesta al Governo contenuta nel decreto che il presidente <strong>Enrico Rossi<\/strong> ha firmato varando il secondo Piano straordinario per la gestione della crisi idrica e idropotabile in Toscana, che fa seguito della dichiarazione dello stato di emergenza regionale.<\/p>\n<p>I primi 4 milioni saranno necessari per la realizzazione di 22 pozzi (5 all&#8217;Isola d&#8217;Elba, 3 in Lunigiana e Versilia, 7 in Valdelsa, 5 a Cecina e 2 a Volterra) che saranno conclusi tra la fine di agosto e i primi di settembre. \u00abSono lavori da fare subito \u2013 spiega Rossi &#8211; in tempi brevi nelle zone pi\u00f9 in difficolt\u00e0.<\/p>\n<p>Dal punto di vista dell&#8217;approvvigionamento idrico a uso potabile la Toscana ha messo a punto una quantit\u00e0 di opere negli anni passati, 112 interventi per 32 milioni di euro, grazie alle quali possiamo dire che \u00e8 in sicurezza quasi tutta la regione.<\/p>\n<p>Permangono per\u00f2 una serie di criticit\u00e0, in Versilia, in Lunigiana e soprattutto all&#8217;isola d&#8217;Elba: verranno affrontate con questi interventi. Poi all&#8217;Elba in particolare, partir\u00e0 entro la fine dell&#8217;anno il dissalatore per 14,5 milioni di euro di cui 2,5 milioni di risorse regionali, che risolver\u00e0 in via definitiva il problema delle crisi idriche\u00bb.<\/p>\n<hr \/>\n<h3><strong>Per l\u2019agricoltura\u00a0toscana gi\u00e0 stimati danni per 150 milioni di euro<\/strong><\/h3>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"lazyload alignright wp-image-10598 size-medium\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns%3D%27http%3A%2F%2Fwww.w3.org%2F2000%2Fsvg%27%20width%3D%27400%27%20height%3D%27300%27%20viewBox%3D%270%200%20400%20300%27%3E%3Crect%20width%3D%27400%27%20height%3D%27300%27%20fill-opacity%3D%220%22%2F%3E%3C%2Fsvg%3E\" data-orig-src=\"https:\/\/www.ciatoscana.eu\/home\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/20170719_regionetoscana_federicafratoni-400x300.jpg\" alt=\"Federica Fratoni, assessore all'agricoltura della Regione Toscana\" width=\"400\" height=\"300\" \/>\u00abIl 2017 \u00e8 un anno nero per il deficit di pioggia\u00bb &#8211; ha affermato l&#8217;assessore regionale all&#8217;ambiente <strong>Federica Fratoni<\/strong> in una comunicazione in Consiglio regionale sulla crisi idrica.Il danno stimato per le attivit\u00e0 agricole \u00e8 complessivamente di circa 150 milioni di euro.<\/p>\n<p>\u00abUn punto dolente \u2013 ha detto la Fratoni &#8211; \u00e8 dato dall&#8217;emergenza per il settore agricolo. La situazione in atto da tutto il 2017 ha determinato un impatto sulla vegetazione che ha coinvolto in particolare il sud della Toscana e la fascia costiera. \u00c8 stato registrato un calo generalizzato della produzione dei cereali (in media del 20%, con punte del 60% a Grosseto e Siena). Pi\u00f9 pesante la situazione delle foraggere, con produzione dimezzata al primo taglio e pessime previsioni per il secondo. Questo costringe gli allevatori di bovini ad acquistare il foraggio mentre il settore ovino registra una riduzione della produzione del latte. Forte criticit\u00e0, inoltre, per l&#8217;apicoltura con un calo delle produzioni di miele del 60% e preoccupazione per l&#8217;olivo, per cui si prevede una riduzione della produzione del 50%. Sofferenze gravi anche per le colture cerealicole industriali e per quelle ortofrutticole\u00bb.<\/p>\n<hr \/>\n<h3><strong>Estate a secco. Viaggio nelle province<\/strong><\/h3>\n<ul>\n<li><strong><img decoding=\"async\" class=\"lazyload alignright wp-image-3313 size-medium\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns%3D%27http%3A%2F%2Fwww.w3.org%2F2000%2Fsvg%27%20width%3D%27400%27%20height%3D%27267%27%20viewBox%3D%270%200%20400%20267%27%3E%3Crect%20width%3D%27400%27%20height%3D%27267%27%20fill-opacity%3D%220%22%2F%3E%3C%2Fsvg%3E\" data-orig-src=\"https:\/\/www.ciatoscana.eu\/home\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/20150720_ciatoscana_irrigazione-siccita-estate-400x267.jpg\" alt=\"Problemi per l'approvvigionamento idrico in agricoltura\" width=\"400\" height=\"267\" \/>AREZZO<br \/>\n<\/strong>Particolarmente grave risulta la situazione delle <strong>foraggere<\/strong>, per le quali si registra gi\u00e0 nel primo taglio una perdita del 50% del prodotto. Segnalazioni di gravi perdite produttive riguardano il <strong>miele<\/strong>, con aziende che stanno perdendo la totalit\u00e0 della produzione. Sul <strong>tabacco<\/strong>, ad oggi non vi sono problemi, se non per l\u2019aumento dei costi di approvvigionamento, ma vi \u00e8 <strong>preoccupazione sulla continuit\u00e0 della disponibilit\u00e0 di acqua irrigua<\/strong> nel caso dovesse perdurare l\u2019attuale siccit\u00e0.<\/li>\n<li><strong>FIRENZE \/ PRATO<\/strong><br \/>\n<strong>Si confermano i danni generalizzati in tutti i comparti.<\/strong> Preoccupa fortemente il quadro della <strong>zootecnia<\/strong>, per la scarsa produzione di foraggi. Per il settore <strong>olivicolo<\/strong>, si evidenzia come dal 2014 <em>annus horribilis<\/em> per danni da mosca, si sono succedute campagne regolarmente e abbondantemente inferiori alla media produttiva regionale. Non si possono sostenere per 4 anni consecutivi campagne disastrose. Se si confermer\u00e0 un calo del 50% di olive, \u00e8 pensabile che alcune realt\u00e0 fra cui quelle cooperative non potranno superare questa fase di crisi.<\/li>\n<li><strong>GROSSETO<\/strong><br \/>\nLa provincia di Grosseto risulta tutta colpita con danni evidenti, ma al momento non ancora quantificabili, alle colture <strong>foraggere<\/strong> (fieni, erbai, ecc.) ed ai <strong>cereali<\/strong> per i quali le operazioni di trebbiatura sono appena iniziate. Si registra carenza di foraggi, peraltro difficilmente reperibili anche sul mercato di altre regioni; per i cereali, in alcune zone della provincia hanno rinunciato a trebbiare, mentre i primi dati della raccolta presentano riduzioni anche dell&#8217;80 per cento. Per il <strong>pomodoro<\/strong> e l\u2019<strong>ortofrutta<\/strong> crescono le preoccupazioni, a fronte dello stato dei corsi d\u2019acqua e delle falde, con fenomeni gi\u00e0 registrati di salita del cuneo salino e di abbassamento delle falde, che rendono problematici gli attingimenti. Per quanto riguarda l\u2019<strong>olivo<\/strong> si registrano forti riduzioni di allegagioni, ma al momento non \u00e8 quantificabile il calo, inoltre \u00e8 assai probabile che il poco che \u00e8 rimasto non giunga alla raccolta. Per la <strong>vite<\/strong> al momento non si hanno segnalazione di danni evidenti, ma se non dovesse piovere nei prossimi giorni la situazione diventerebbe assolutamente critica.<\/li>\n<li><strong>LIVORNO<\/strong><br \/>\n<strong>Fare un previsione sulla entit\u00e0 economica dei danni alla data attuale, non \u00e8 semplice e si rischia di comunicare dati poco attendibili.<\/strong> Quello che \u00e8 certo \u00e8 che l\u2019emergenza idrica interessa gran parte delle produzioni agricole ed ha riflessi pesanti anche sugli allevamenti. Per i <strong>cereali<\/strong>: dai primi dati raccolti sulle operazioni di trebbiatura, emergono rese ridotte. In alcune zone collinari gli agricoltori valutano sulla opportunit\u00e0 di procedere o meno con la raccolta. <strong>Foraggere<\/strong>: riduzione consistenti delle produzioni foraggere. La prospettiva \u00e8 quella di non avere prodotto da reimpiegare nell\u2019allevamento nel periodo invernale. <strong>Olivicoltur<\/strong>a: dopo una buona fioritura il rischio \u00e8 una riduzione drastica della produzione. <strong>Viticoltura<\/strong>: al momento non si segnalano danni, ma in alcune zone i viticoltori si stanno attrezzando per la irrigazione di soccorso. Problemi per i nuovi impianti che non hanno sviluppato un adeguato apparato radicale. <strong>Colture ortive<\/strong>: dove c\u2019\u00e8 disponibilit\u00e0 di acqua per uso irriguo, al momento l\u2019emergenza non si pone. Problemi invece nascono per la programmazione delle colture prossime in secondo raccolto. Modifica dei piani colturali programmati, rispetto anche agli impegni con la cooperativa, Mancher\u00e0 il prodotto. <strong>Pomodoro da industria<\/strong>: \u00e8 la situazione pi\u00f9 grave ed in taluni casi drammatica, come abbiamo denunciato gi\u00e0 dalla fine dell\u2019aprile scorso. Da una parte si era creata una aspettativa per la coltura, stante poche altre alternative da reddito. Lo stabilimento ItalianFood, in accordo con Asport si era impegnato quest\u2019anno a trasformate 1 milione di quintali (rispetto ad 850mila quintali del 2016). La programmazione con i soci di Asport \u00e8 stata concordata in modo da garantire un calendario di consegne che copra i giorni di lavoro necessari alla trasformazione. Gi\u00e0 ora alcuni produttori stanno abbandonando una parte degli ettari trapiantati, causa scarsa disponibilit\u00e0 per concentrarsi su quelle che possono essere portati a buon fine. <strong>Apicoltura<\/strong>: vengono segnalate riduzioni di produzione dell\u2019ordine di oltre il 60%.<\/li>\n<li><strong><img decoding=\"async\" class=\"lazyload alignright wp-image-10210 size-medium\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns%3D%27http%3A%2F%2Fwww.w3.org%2F2000%2Fsvg%27%20width%3D%27400%27%20height%3D%27300%27%20viewBox%3D%270%200%20400%20300%27%3E%3Crect%20width%3D%27400%27%20height%3D%27300%27%20fill-opacity%3D%220%22%2F%3E%3C%2Fsvg%3E\" data-orig-src=\"https:\/\/www.ciatoscana.eu\/home\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/20170616_ciatoscana_siccita-400x300.jpg\" alt=\"Siccit\u00e0 in Toscana\" width=\"400\" height=\"300\" \/>PISA<\/strong><br \/>\nPer i <strong>cereali<\/strong> situazione differenziata sui territori anche in base ai tempi di semina. Molto penalizzate dalla siccit\u00e0 le semine tardive (da dicembre in poi) con danni per mancata resa che vanno dal 30 al 60%. Hanno retto invece i cereali con semine ordinarie dove la mancata resa si attesta intorno al 15%. Le prime trebbiature evidenziano una buona qualit\u00e0 media dei raccolti (peso specifico e livello proteico). Per i <strong>foraggi<\/strong> \u00e8 stato effettuato solo un taglio di fieno negli impianti di medica quando in condizioni normali se ne fanno almeno 3. La perdita di produzione diretta non sar\u00e0 inferiore al 30%, arriverebbe al 50 % se dovesse persistere questa situazione di siccit\u00e0. Per la coltivazioni a semina primaverile (<strong>mais, girasole, pomodoro industria<\/strong>) danni ingenti che arrivano fino alla perdita totale del prodotto nei terreni pi\u00f9 asciutti, con una stima di danno medio non inferiore al 60%. Per gli <strong>ortaggi<\/strong> chi ha avuto la possibilit\u00e0 di irrigare con continuit\u00e0, sta limitando le perdite di prodotto che comunque non sono, anche in quel caso, inferiori al 20%. Si assiste tuttavia ad <strong>un corposo incremento dei costi in carburante, elettricit\u00e0 e tempo lavoro (irrigazione)<\/strong>. Nei <strong>vigneti<\/strong> fino ad oggi non ci sono danni evidenti, con l\u2019eccezione di vigneti su terreni particolarmente asciutti. Inoltre gli effetti della siccit\u00e0 sulla pianta, sono in parte compensati da ridotti attacchi fungini (peronospora e oidio in particolare) che hanno invece nella pioggia e nell\u2019umidit\u00e0 e principali \u201calleati\u201d. Chiaramente la situazione generale dei vigneti \u00e8 al limite e se questo stato di siccit\u00e0 dovesse perdurare, il rischio di danni importanti si concretizzerebbe. Per gli <strong>oliveti<\/strong> siamo passati da una fioritura eccezionale ad un\u2019allegagione ridottissima. Questo \u00e8 stato il primo effetto della siccit\u00e0. Ora si assiste ad una cascola delle olivine allegate molto consistente e diffusa. Il danno medio \u00e8 gi\u00e0 molto consistente (attorno al 50% sulle rese ordinarie). Danno destinato a crescere con il perdurare di questa situazione climatica. Situazione simile \u00e8 per i <strong>frutteti<\/strong>. Negli <strong>allevamenti<\/strong> le elevate temperature generano stress negli animali, con particolari effetti negativi sulle produzioni di latte ovino e bovino. I problemi pi\u00f9 importanti sono comunque legati alla mancanza di pascoli che impongono un maggior utilizzo di mangimi e di fieno. Per l\u2019<strong>agriturismo<\/strong>, gli obblighi previsti dalla nuova legge sulle piscine (svuotamento e sostituzione acqua ogni anno e reintegro giornaliero di acqua), creano evidenti problemi associati alla carenza di acqua di questi tempi.<\/li>\n<li><strong>PISTOIA<\/strong><br \/>\nOltre ai danni alle colture tradizionali, si segnalano rilevanti perdite di produzione di <strong>miele<\/strong>. Diverse <strong>aziende vivaistiche<\/strong> segnalano un forte abbassamento dei laghetti e richiedono attingimenti provvisori dalle acque pubbliche (che per\u00f2 in questo periodo non vengono concesse). C\u2019\u00e8 forte preoccupazione per l&#8217;eventualit\u00e0 che possa persistere questa siccit\u00e0 e a breve si potrebbero avere danni a diverse colture.<\/li>\n<li><strong>SIENA<\/strong><br \/>\n<strong>Allevamenti a secco, senza acqua e senza cibo.Fotografia della Cia Siena sulle gravi ripercussioni causate dalle condizioni climatiche. Fieno per allevamenti -60%; masi e girasole (senza irrigazione) perdite del 100%, olive -50%.<\/strong>\u00a0L\u2019allarme siccit\u00e0 resta. Le piogge di fine giugno hanno alleviato solo in minima parte e solo per qualche coltura (oliveti) una situazione drammatica per le campagne senesi. \u00c8 piovuto poco, a macchia di leopardo e ormai troppo tardi.\u00abLa siccit\u00e0 2017 \u2013 commenta il presidente Cia Siena, <strong>Luca Marcucci<\/strong> &#8211; verr\u00e0 ricordata come una delle pi\u00f9 gravi degli ultimi decenni. Dobbiamo tornare all\u2019estate 2002 per trovare i campi all\u2019asciutto come in queste ultime settimane. Grossi danni per il fieno che va negli allevamenti, in questo caso registriamo un calo di oltre il 60% rispetto alle produzioni medie. In tutta la provincia, inoltre, sono andate perse le colture primaverili, girasole e mais. Nelle zone e nelle aziende prive di impianti di irrigazione si \u00e8 perso anche il 100% della coltivazione\u00bb.\u00a0Sono a secco gli invasi e anche gli allevamenti stanno rimanendo senza acqua: \u00abUn problema molto grave per i capi di bestiame \u2013 aggiunge Marcucci \u2013 gli animali hanno sete, in molti casi la situazione \u00e8 gi\u00e0 molto difficile, le aziende sono allo stremo\u00bb.Per quanto riguarda vigneti e oliveti, la situazione in provincia di Siena \u00e8 stata compromessa dalle temperature notturne della seconda parte del mese di aprile, che hanno portato a gelate, arrestando la fase di crescita della pianta. \u00abPer le olive si sta registrando \u2013 afferma il direttore Cia Siena <strong>Roberto Bartolini<\/strong> \u2013 un calo del 50% della possibile produzione a causa delle gelate primaverili nella fase di fioritura, e della siccit\u00e0 estiva in fase di allegagione\u00bb.\u00a0Inoltre la prolungata siccit\u00e0, mancanza di acqua e di cibo nelle campagne, favorisce la sempre pi\u00f9 frequente presenza degli ungulati che cos\u00ec \u2013 spiega la Cia Siena \u2013 arrivano ancora di pi\u00f9 nei centri abitati e nelle aziende agricole alla ricerca di cibo. Un problema ulteriore.<\/li>\n<li><strong><img decoding=\"async\" class=\"lazyload alignright wp-image-10216 size-medium\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns%3D%27http%3A%2F%2Fwww.w3.org%2F2000%2Fsvg%27%20width%3D%27400%27%20height%3D%27300%27%20viewBox%3D%270%200%20400%20300%27%3E%3Crect%20width%3D%27400%27%20height%3D%27300%27%20fill-opacity%3D%220%22%2F%3E%3C%2Fsvg%3E\" data-orig-src=\"https:\/\/www.ciatoscana.eu\/home\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/20170616_ciatoscana_siccita-campo-400x300.jpg\" alt=\"Danni alle coltura per la siccit\u00e0\" width=\"400\" height=\"300\" \/>TOSCANA NORD<\/strong><br \/>\nNelle province di Lucca e Massa Carrara il combinato disposto di siccit\u00e0 ed alte temperature precoci sta colpendo soprattutto le <strong>colture orticole<\/strong> e l\u2019<strong>olivo<\/strong>. Nel primo caso, lo stress idrico compromette la quantit\u00e0 e qualit\u00e0 delle produzioni ed aumenta i costi legati all\u2019irrigazione di soccorso. Nel secondo, invece, sta provocando una cascola accentuata che compromette gli esiti di una stagione che si annunciava promettente. Un discorso a parte deve essere fatto per il <strong>mais<\/strong> che spesso pu\u00f2 contate su un\u2019irrigazione per ora sufficiente ma legata a stock idrici in via di esaurimento. Gli interventi intrapresi sono <strong>un avvio anticipato della stagione irrigua<\/strong> da parte del Consorzio di Bonifica Toscana Nord e l\u2019avvio della vigilanza sul reticolo irriguo. Probabilmente, allo stato attuale, le nostre province sono messe meno peggio delle altre ma, se non piove, la situazione si degrader\u00e0 velocemente. Nel territorio della Lunigiana, sono registrati danni da siccit\u00e0 diffusi che riguardano colture <strong>foraggere<\/strong> con perdita del 50% della produzione; per i <strong>seminativi e cereali<\/strong> notevole riduzione (30-40%); <strong>orticole<\/strong> riduzione di circa 80% delle produzioni. Per le <strong>vite<\/strong> \u00e8 prevista una riduzione delle rese non ancora stimabile; per l\u2019<strong>olivo<\/strong> si registra una forte riduzione media con casi di perdita della produzione totale. Per i <strong>fruttiferi<\/strong> drastica riduzione delle rese da una prima indagine stimabile nel 40%; mentre per il <strong>miele<\/strong>, perdita pressoch\u00e9 totale della produzione del miele di acacia e forte condizionamento per il millefiori.<\/li>\n<\/ul>\n<hr \/>\n<p><em>Tratto da<\/em><a href=\"https:\/\/www.ciatoscana.eu\/home\/dimensione-agricoltura\/\"><strong> Dimensione Agricoltura n. 7-8\/2017<\/strong><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non piove dallo scorso autunno. Situazione difficile in tutta la regione e per gran parte delle coltivazioni. 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