{"id":1877,"date":"2015-02-18T17:30:16","date_gmt":"2015-02-18T16:30:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ciatoscana.eu\/home\/?p=1877"},"modified":"2016-10-12T15:29:02","modified_gmt":"2016-10-12T13:29:02","slug":"piu-terreni-coltivati-contro-il-dissesto-idrogeologico-la-difesa-del-suolo-parte-dagli-agricoltori-manutentori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ciatoscana.eu\/home\/piu-terreni-coltivati-contro-il-dissesto-idrogeologico-la-difesa-del-suolo-parte-dagli-agricoltori-manutentori\/","title":{"rendered":"Pi\u00f9 terreni coltivati contro il dissesto idrogeologico: la difesa del suolo parte dagli agricoltori \u201cmanutentori\u201d"},"content":{"rendered":"<h3><strong>Il convegno della Cia a Orvieto rilancia la necessit\u00e0 di una vera politica di prevenzione del territorio, che non pu\u00f2 prescindere dalla fondamentale attivit\u00e0 di presidio e tutela degli operatori agricoli, soprattutto nelle aree marginali. I terreni coltivati e quelli boschivi svolgono un ruolo essenziale per stabilizzare i versanti e trattenere le acque.<\/strong><\/h3>\n<h3><strong>Il presidente Scanavino: basta con la cementificazione selvaggia che ha cancellato pi\u00f9 di 2 milioni di ettari di suolo agricolo in vent\u2019anni, \u00e8 tempo di valorizzare il settore primario quale volano di riequilibrio territoriale, in un Paese in cui il rischio idrogeologico riguarda il 9,8% della superficie nazionale e ben l\u201982% dei comuni. <\/strong><\/h3>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.ciatoscana.eu\/home\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/orvieto_cia_convegno.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"lazyload alignleft size-medium wp-image-1879\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns%3D%27http%3A%2F%2Fwww.w3.org%2F2000%2Fsvg%27%20width%3D%27300%27%20height%3D%27169%27%20viewBox%3D%270%200%20300%20169%27%3E%3Crect%20width%3D%27300%27%20height%3D%27169%27%20fill-opacity%3D%220%22%2F%3E%3C%2Fsvg%3E\" data-orig-src=\"https:\/\/www.ciatoscana.eu\/home\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/orvieto_cia_convegno-300x169.jpg\" alt=\"orvieto_cia_convegno\" width=\"300\" height=\"169\" \/><\/a><\/strong>Frane, alluvioni, smottamenti e piene. L\u2019Italia ha il triste primato in Europa di Paese a maggior rischio idrogeologico, un \u201cpericolo\u201d che coinvolge quasi il 10% della superficie nazionale e riguarda ben 6.633 comuni, ovvero l\u201982% del totale.<\/p>\n<p>Eppure, a dispetto di questa altissima criticit\u00e0, solo ora si comincia a lavorare su una vera politica di difesa del suolo. Che per\u00f2, per essere efficace, deve finalmente riconoscere il ruolo degli agricoltori come \u201cmanutentori\u201d del Paese. Perch\u00e9, per prevenire il dissesto idrogeologico dei territori, la soluzione migliore \u00e8 coltivarli.<\/p>\n<p>\u00c8\u00a0quanto \u00e8 emerso dal convegno nazionale della Cia a Orvieto a Palazzo dei Congressi, dedicato proprio a \u201cL\u2019impegno degli agricoltori contro il dissesto idrogeologico\u201d.<\/p>\n<p>Per evitare il ripetersi di continue emergenze maltempo, purtroppo troppe volte con risvolti tragici, ma anche per una questione economica, \u00e8 sempre pi\u00f9 evidente che il territorio italiano deve essere \u201cmesso in sicurezza\u201d, senza ulteriori indugi da parte della politica &#8211; ha sottolineato la Cia -. Non prevenire, infatti, \u00e8 gi\u00e0 costato al Paese 22 miliardi di euro negli ultimi vent\u2019anni. Solo per riparare i danni causati da frane e alluvioni. Diventa chiaro, quindi, che tocca invertire la rotta e, invece di gestire le conseguenze drammatiche del dissesto idrogeologico, investire sulla prevenzione e mettere in campo azioni organiche di tutela e conservazione del suolo.<\/p>\n<p>In questo senso, il ruolo degli agricoltori \u00e8 fondamentale. I terreni coltivati, infatti, insieme a quelli boschivi, giocano un ruolo essenziale per stabilizzare e consolidare i versanti e per trattenere le sponde dei fiumi, grazie anche alla capacit\u00e0 di assorbimento e di riduzione dei tempi di corrivazione, aiutando cos\u00ec a scongiurare frane e cedimenti del terreno &#8211; ha evidenziato la Cia -. Ogni forma di coltivazione obbliga a un corretto regime delle acque e questo comporta una sensibile diminuzione dell\u2019esposizione dei versanti al rischio di smottamenti e dei fondovalle al pericolo di allagamenti.<\/p>\n<p>Purtroppo per\u00f2, la cementificazione costante e non sempre regolamentata ha gi\u00e0 cancellato negli ultimi vent\u2019anni oltre 2 milioni di ettari di terreno agricolo a ritmi vertiginosi (oltre 11 ettari l\u2019ora, quasi 2.000 a settimana e oltre 8.000 al mese) e questo processo molto spesso non \u00e8 neppure stato accompagnato da un adeguamento della rete di scolo delle acque &#8211; ha ricordato la Cia -. Si \u00e8 lasciato spazio all\u2019incuria, al degrado, all\u2019abbandono da parte degli agricoltori, la cui opera di presidio e di manutenzione \u00e8 invece prioritaria, soprattutto nelle aree marginali di collina e di montagna.<\/p>\n<p>Per questo ora bisogna fare un deciso passo avanti &#8211; \u00e8 l\u2019appello lanciato nel corso del convegno -. Servono nuove e adeguate politiche di prevenzione del territorio, a partire dalla legge per il contenimento del consumo di suolo, a cui affiancare una puntuale azione di vigilanza e controllo delle situazioni a rischio che deve coinvolgere gli operatori agricoli.<\/p>\n<p><strong>\u00abGli agricoltori -ha detto il presidente nazionale della Cia, Dino Scanavino- devono esercitare un ruolo di primo piano nella difficile impresa di tutela del territorio. Gli strumenti esistono e si attuano tramite le convenzioni tra le amministrazioni locali e le imprese agricole, che in un\u2019ottica di sussidiariet\u00e0 possono esprimere multifunzionalit\u00e0 e pluriattivit\u00e0\u00bb. Secondo Scanavino, insomma,\u00a0\u00aboccorre porre immediato riparo e lavorare in tempi veloci per costruire un sistema ambientale realmente sostenibile, valorizzando il ruolo essenziale dell\u2019agricoltura quale volano di riequilibrio territoriale, produttivo e sociale\u00bb.<\/strong><\/p>\n<p>I lavori dell\u2019iniziativa di Orvieto sono stati aperti dal sindaco Giuseppe Germani e dal presidente di Cia Umbria Domenico Brugnoni. Sono intervenuti, tra gli altri, il presidente Ispra Bernardo De Bernardinis, il sottosegretario all\u2019Ambiente Silvia Velo, il presidente della commissione Agricoltura della Camera Luca Sani, il responsabile scientifico di Legambiente Giorgio Zampetti, l\u2019assessore all\u2019Agricoltura regionale Fernanda Cecchini, il vicepresidente dell\u2019Anbi Donato Di Stefano, il segretario dell\u2019Autorit\u00e0 di bacino dell\u2019Arno e del Serchio Anna Checcucci e il presidente del Ceja Matteo Bartolini. Ha moderato l\u2019incontro il direttore del Corriere dell\u2019Umbria Anna Mossuto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il convegno della Cia a Orvieto rilancia la necessit\u00e0 di una vera politica di prevenzione del territorio, che non pu\u00f2 prescindere dalla fondamentale attivit\u00e0 di  [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":11,"featured_media":42302,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[10],"tags":[],"class_list":["post-1877","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cia-nazionale"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.5 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Pi\u00f9 terreni coltivati contro il dissesto idrogeologico: la difesa del suolo parte dagli agricoltori \u201cmanutentori\u201d - Cia Agricoltori Italiani Toscana<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.ciatoscana.eu\/home\/piu-terreni-coltivati-contro-il-dissesto-idrogeologico-la-difesa-del-suolo-parte-dagli-agricoltori-manutentori\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Pi\u00f9 terreni coltivati contro il dissesto idrogeologico: la difesa del suolo parte dagli agricoltori \u201cmanutentori\u201d - 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