{"id":23204,"date":"2021-01-19T09:59:41","date_gmt":"2021-01-19T08:59:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ciatoscana.eu\/home\/?p=23204"},"modified":"2021-02-02T08:32:39","modified_gmt":"2021-02-02T07:32:39","slug":"innovazione-e-aggregazione-per-unagricoltura-toscana-sostenibile-e-competitiva-intervista-a-stefania-saccardi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ciatoscana.eu\/home\/innovazione-e-aggregazione-per-unagricoltura-toscana-sostenibile-e-competitiva-intervista-a-stefania-saccardi\/","title":{"rendered":"Innovazione e aggregazione per un\u2019agricoltura toscana sostenibile e competitiva. Intervista a Stefania Saccardi"},"content":{"rendered":"<h3><strong>Stefania Saccardi, vicepresidente Regione Toscana e assessore all\u2019agricoltura, parla a Dimensione Agricoltura del momento del settore rurale, fra una pandemia ancora in corso ed un futuro che dovr\u00e0 vedere le aziende toscane sempre pi\u00f9 produttive e competitive. Taglio alla burocrazia, una politica decisa per arginare l\u2019emergenza ungulati, e progetti integrati sono le chiavi da cui partire<\/strong><\/h3>\n<p>di <a href=\"https:\/\/twitter.com\/lorenzobenocci\"><strong>Lorenzo Benocci<\/strong><\/a><\/p>\n<hr \/>\n<p><strong>Assessore Saccardi, inizia un nuovo anno molto complicato per gli agricoltori toscani, fra una pandemia ancora in corso e i problemi irrisolti che vengono dal passato. Quale deve essere la priorit\u00e0?<\/strong><\/p>\n<p>Per fine 2020 viene pubblicato il regolamento di estensione e transizione verso la Pac 2023 -2027. In questo periodo di proroga dell\u2019applicabilit\u00e0 del quadro giuridico esistente con nuove risorse, l\u2019impegno della Toscana sar\u00e0 programmare e ottimizzare il periodo transitorio (2021-2022), garantendo piena continuit\u00e0 delle operazioni e massimo sostegno agli agricoltori per affrontare le difficolt\u00e0 derivanti dall\u2019emergenza sanitaria che ci troviamo ad affrontare. Con la decisione di Bruxelles, ci sono quindi le prime condizioni per procedere alla fase attuativa per la ripresa e per il rilancio dell\u2019agricoltura in chiave innovativa e green, in uno scenario europeo decisamente cambiato rispetto al passato.<br \/>\nDa subito dobbiamo far arrivare al mondo agricolo gli aiuti straordinari del Next Generation EU per affrontare l\u2019impatto della crisi Covid-19. Tutto questo in linea con gli obiettivi degli impegni ambientali e climatici dei prossimi anni e con le nuove ambizioni del Green Deal europeo e delle Strategie Farm-to-Fork e Biodiversit\u00e0 della Commissione, che comunque la Toscana, gi\u00e0 negli anni passati, ha perseguito. A livello operativo regionale \u00e8 importante anche una celere riallocazione delle economie del PSR 2014-20 con una pronta assegnazione per velocizzare i pagamenti a favore dei beneficiari e accelerare la spesa. Sar\u00e0 necessario, inoltre, a livello nazionale, affrontare il tema della ripartizione delle risorse tra le regioni non solo per lo Sviluppo Rurale ma complessivamente sia per il primo sia per il secondo pilastro, con l\u2019opportunit\u00e0 di favorire la \u201cconvergenza interna\u201d dei pagamenti diretti nella futura programmazione.<br \/>\nSi apre quindi un anno in cui, con la pandemia in corso, dovremo mettere le basi per una ripartenza forte del settore. Un anno anche di grandi potenzialit\u00e0 perch\u00e9 non era cos\u00ec scontato che avessimo da subito un aumento di risorse per l\u2019agricoltura.<br \/>\n\u00c8 importante che le aree rurali vengano associate a una visione in cui se ne riconoscano le peculiarit\u00e0 e il ruolo attivo di contributo allo sviluppo locale e alla preservazione dei servizi ecosistemici, rilevanti per il benessere e la qualit\u00e0 della vita al pari di altri servizi essenziali.<\/p>\n<p><strong>Durante queste prime settimane da assessore regionale all\u2019agricoltura, quali sono state le principali difficolt\u00e0 che ha dovuto affrontare?<\/strong><\/p>\n<p>Sicuramente la pandemia in corso e la gestione delle necessarie conseguenze derivanti dalle varie ordinanze del Ministero della salute, ci sollecitano all\u2019attenzione di tutti i dettagli operativi per assicurare il massimo bilanciamento delle esigenze nell\u2019ambito degli spazi a nostra disposizione e nel rispetto, naturalmente, della massima sicurezza.<br \/>\nSono contenta di avere questa responsabilit\u00e0 e sono convinta che la mia esperienza nell\u2019ambito della sanit\u00e0, in cui ho affrontato questioni rilevanti anche per l\u2019agricoltura, sia un bagaglio che possa arricchire il mio impegno attuale. Gli aspetti sanitari, insieme a quelli socio-economici, sono, infatti, le basi per la creazione di filiere agroalimentari sicure e per garantire un controllo qualitativo a partire dalla produzione fino al consumatore finale.<br \/>\nL\u2019agricoltura ha un valore multifunzionale legato alla salute dei cittadini, al sociale, a funzioni didattico formative, alla coesione territoriale, all\u2019identit\u00e0 storico-culturale, al paesaggio e alla tutela del territorio. Oltre a tali funzioni fondamentali, si conferma sempre di pi\u00f9 un settore volano strettamente correlato ad altri settori e attivit\u00e0 fondamentali, basti pensare all\u2019agroindustria, al turismo, al commercio, alla bioeconomia e alla ricerca e sviluppo.<\/p>\n<p><strong>L\u2019agricoltura toscana ha due strade di sviluppo: da una parte le filiere corte e l\u2019integrazione con gli altri settori produttivi (agroindustria, commercio, turismo, ristorazione, artigianato); dall\u2019altra l\u2019export. Quale visione ha in questa direzione essendo oltre all\u2019assessore all\u2019agricoltura, anche all\u2019agroalimentare e vicepresidente della Regione?<\/strong><\/p>\n<p>In Toscana solo il 20% della produzione agricola viene lavorata da imprese di trasformazione a causa, da una parte, della limitata integrazione dell\u2019offerta e dall\u2019altra della scarsa integrazione che ancora esiste tra l\u2019agricoltura e l\u2019industria alimentare. Proprio per sostenere un\u2019inversione della tendenza, da tempo abbiamo investito importanti risorse (europee soprattutto) per favorire l\u2019integrazione lungo la filiera. In primis, con la Progettazione Integrata di Filiera (i cd. \u201cPIF), ma anche con quella di distretto (PID) o infine territoriale (PIT). L\u2019obiettivo \u00e8 quello di rinsaldare i rapporti tra gli anelli a monte e quelli a valle, all\u2019insegna dell\u2019innovazione e dell\u2019ammodernamento delle tecnologie della filiera agroalimentare, consentendo cos\u00ec di accrescere la produttivit\u00e0 e la competitivit\u00e0 del settore, portando ad un aumento del valore aggiunto, grazie a una gestione migliore dell\u2019energie e delle risorse.<\/p>\n<p><strong>Quali sono a suo avviso, le filiere che hanno un maggiore bisogno di sostegno?<\/strong><\/p>\n<p>Tutte le filiere hanno avuto ricadute negative per gli effetti della pandemia e tra queste in particolare la filiera floricola oltre a quella ovicaprina da latte. Dal punto di vista strutturale in Toscana occorrer\u00e0 affrontare il tema trasversalmente. Tra le filiere su cui porre maggiore attenzione, c\u2019\u00e8 senza dubbio la filiera olivoleica, su cui pesano gli effetti dei cambiamenti climatici e delle fitopatie, ma anche la concorrenza di altri paesi produttori, come la Spagna.<br \/>\nIl settore olivicolo oleario ha quindi bisogno di interventi immediati di rilancio e di importanti interventi di ristrutturazione del patrimonio olivicolo, in particolare per quanto riguarda l\u2019olivicoltura tradizionale (che ne rappresenta la parte pi\u00f9 consistente), attraverso la realizzazione di nuovi impianti o reimpianti che consentano di perseguire criteri di efficienza tecnica e di competitivit\u00e0 economica. Inoltre, per l\u2019olio, occorre anche favorire l\u2019ammodernamento degli impianti di estrazione e l\u2019adeguamento e coordinamento della filiera.<br \/>\nAltra filiera su cui concentrare gli sforzi \u00e8 senz\u2019altro quella zootecnica, sia da carne che da latte.<br \/>\nLa zootecnia in Toscana rappresenta un momento essenziale per la preservazione dei territori rurali soprattutto nelle aree pi\u00f9 marginali.<br \/>\nImportante, in quest\u2019ultimo settore, il comparto ovino da latte, che, come detto, ha fortemente risentito degli effetti della pandemia. La realt\u00e0 pastorale toscana, risorsa economica e sociale, oltrech\u00e9 presidio ambientale fondamentale, presenta non poche criticit\u00e0 legate al permanere di carenze nell\u2019organizzazione della filiera lattiero casearia e al susseguirsi di problematiche di tipo ambientale (tra tutte, le perdite &#8211; sia di capi che di produzione di latte &#8211; dovute agli attacchi da predatori, oppure i sempre pi\u00f9 frequenti andamenti climatici anomali, con prolungati periodi siccitosi).<br \/>\nNei prossimi mesi attiveremo su questi ambiti una profonda riflessione e un\u2019iniziativa forte di legislatura.<\/p>\n<p><strong>Nei mesi dell\u2019emergenza sanitaria Covid-19, l\u2019agricoltura non si \u00e8 mai fermata, ed ha continuato a soddisfare sempre di pi\u00f9 le richieste del mercato e dei consumatori. Crede che agli agricoltori sia stato riconosciuto questo impegno straordinario? <\/strong><\/p>\n<p>Durante il lockdown, \u00e8 stata avviata la campagna \u201cL\u2019agricoltura toscana non si \u00e8 mai fermata\u201d evidenziando che il PSR ha continuato a sostenere il settore agricolo con diversi interventi, tra cui: la sospensione dei termini dei contratti, le proroghe per la chiusura dei bandi, semplificazioni per domande di anticipo e SAL fino al 31 gennaio e altre misure compresa l\u2019attivazione della formazione in agricoltura in modalit\u00e0 online.<br \/>\nSenza dubbio lo Stato e la Regione hanno cercato di dare una risposta a questo impegno straordinario degli agricoltori. Tuttavia, siamo consapevoli del fatto che dobbiamo cercare nuovi strumenti e risorse per continuare a rispondere a questa emergenza che rischia di far ripercuotere gli effetti negativi anche per i prossimi anni. Obiettivo primario, in questo momento, \u00e8 quello di diminuire il gap fra le risorse impiegate e le risorse erogate. Nel programma di Governo per questa legislatura l\u2019impegno della Regione Toscana \u00e8 mantenere all\u2019agricoltura un ruolo di rilievo per il territorio toscano.<br \/>\nInfine, la battaglia sulle sfide ambientali e sul Farm to Fork andr\u00e0 fatta assieme agli agricoltori riconoscendo loro un ruolo sociale fondamentale che hanno dimostrato ancora di pi\u00f9 proprio nei mesi pi\u00f9 duri di emergenza sanitaria.<\/p>\n<p><strong>Il tema della burocrazia \u00e8 un fardello che le aziende agricole toscane si stanno portando dietro da tanti, troppi anni: in pratica 1 giorno su 3 viene impiegato per sbrigare le scartoffie. Secondo la Cia, la semplificazione passa anche dal ruolo della sussidiariet\u00e0 (rafforzamento anagrafe aziende agricole e attivit\u00e0 dei Caa, etc.) e al tempo stesso dallo snellimento delle norme e procedure. Quali le iniziative che intende prendere in questo senso?<\/strong><\/p>\n<p>La strada della politica in questo senso \u00e8 tracciata: non \u00e8 possibile incidere negativamente sulla competitivit\u00e0 delle aziende agricole e produrre effetti distorsivi per l\u2019eccessiva burocrazia. La Toscana lavorer\u00e0 sullo snellimento delle procedure burocratiche, la velocizzazione dei pagamenti, ponendo l\u2019attenzione anche a diverse modalit\u00e0 organizzative regionali, e sulla riduzione degli oneri burocratici a carico delle aziende, a partire dall\u2019ampliamento al ricorso alle opzioni semplificate in materia di costi.<br \/>\nI \u201ccosti semplificati\u201d sono gi\u00e0 stati introdotti nelle misure 1, 2 e 4 limitatamente a trattori mietitrebbie e nuovi impianti arborei ma stiamo lavorando su altre tipologie di spese sempre sulla misura 4 &#8211; spese generali, frantoi e fabbricati rurali &#8211; e nei prossimi anni, anche alla luce dell\u2019introduzione di alcune novit\u00e0 normative, l\u2019intenzione \u00e8 di continuare a lavorare per ampliare la rosa ad altre tipologie di spese, fino all\u2019utilizzo massimo consentito. Su tale fronte, nell\u2019attuale programmazione, siamo stati anche indicati come buona pratica dalla Corte dei Conti Europea.<\/p>\n<p><strong>Un\u2019altra emergenza socio-economica che sta flagellando l\u2019agricoltura toscana \u00e8 quella degli ungulati: cosa pu\u00f2 essere fatto per tamponare questa situazione? <\/strong><\/p>\n<p>La situazione non va \u201ctamponata\u201d, ma gestita con seriet\u00e0, in modo da avere risultati sia nel breve che nel medio-lungo periodo.<br \/>\nLa Regione Toscana con la legge 10\/2016 (legge ungulati) ha pi\u00f9 che dimezzato in tre anni i danni periziati dagli ATC alle aziende agricole.<br \/>\nLa Regione dovr\u00e0 mettere in campo tutte le attivit\u00e0 che la normativa mette a disposizione.<br \/>\nIn questa direzione vanno per esempio i nuovi accordi con le Polizie Provinciali per un rafforzamento delle loro attivit\u00e0 di controllo e contenimento degli ungulati.<br \/>\nGli ungulati possono per\u00f2 diventare da un problema una risorsa. La Toscana, infatti, \u00e8 stata la prima a livello nazionale (l.r. 10\/2016) a inserire la filiera della carne degli ungulati in una legge.<br \/>\nLa filiera, basata sui Centri di Sosta gestiti dagli Atc e dai Centri di Lavorazione comprende sia i capi abbattuti in caccia che tutti i capi provenienti da interventi di controllo e contenimento (di propriet\u00e0 della Regione). \u00c8 dello scorso anno un provvedimento regionale che destina una parte di questa carne in beneficienza, stiamo raccordando i vari enti per contribuire al Banco Alimentare. In questa partita devono infine giocare un ruolo fondamentale anche gli agricoltori e le Asl, nonch\u00e9 la grande distribuzione e i ristoratori; queste due ultime categorie corrispondono alla parte del mercato che deve mantenere alti gli standard qualitativi della domanda di carne rispetto all\u2019offerta.<\/p>\n<p><strong>Innovazione, ricerca, aggregazione, maggiore competitivit\u00e0 sui mercati: da cosa parte la sua idea di agricoltura toscana per i prossimi anni?<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019agricoltura a cui pensa la Regione Toscana \u00e8 quella che coniuga metodi di coltivazione rispettosi, come il biologico o la produzione integrata e di tutela e valorizzazione dell\u2019agro-biodiversit\u00e0: orgogliosi di disporre di un Repertorio regionale-anagrafe nazionale che conserva 879 risorse genetiche di cui 753 a rischio, una rete di 180 Coltivatori Custodi e 9 Sezioni della banca del germoplasma.<br \/>\nL\u2019innovazione, insieme alla digitalizzazione e all\u2019agricoltura di precisione, \u00e8 la chiave per favorire un\u2019agricoltura sostenibile. \u00c8 importante formare l\u2019imprenditore agricolo, verso la cultura dell\u2019informatizzazione, dell\u2019innovazione e dell\u2019aggregazione.<br \/>\nL\u2019innovazione su cui la Toscana ha investito, attraverso le misure del PSR, ha una spiccata dimensione collettiva, che si trasforma in pratica diffusa (progetti integrati di filiera, progetti integrati territoriali, gruppi operativi).<br \/>\nAncora oggi la vera innovazione \u00e8 far uscire l\u2019agricoltore dall\u2019isolamento. Non possiamo dimenticare che in toscana l\u201984% delle aziende e il 63% della Sau \u00e8 condotta dal diretto coltivatore con solo manodopera familiare (se aggiungiamo la manodopera extra-familiare si giunge al 95% in numerosit\u00e0 e 83% in termini di Sau) e che la Sau in Toscana \u00e8 per il 13% in montagna e per il 77% in collina. I piccoli agricoltori sono importanti per la Toscana.<\/p>\n<p><strong>Piano nazionale \u201cRipresa e resilienza\u201d, piano transitorio Pac e Psr: la Toscana pu\u00f2 avere secondo lei una posizione centrale ed un ruolo strategico per utilizzare appieno queste risorse e attraverso quali progetti ed iniziative?<\/strong><\/p>\n<p>La Regione Toscana ha proposto gli interventi per il Piano nazionale per la Ripresa e la Resilienza (Pnrr) alla Conferenza delle Regioni che sta cercando di dare centralit\u00e0 e rilievo al ruolo delle Regioni, che dovranno essere coinvolte nella programmazione ma soprattutto nell\u2019attivazione degli interventi.<br \/>\nNei prossimi mesi la mia attenzione si concentrer\u00e0, coinvolgendo anche il partenariato dello sviluppo rurale, nella destinazione dei fondi aggiuntivi. Tenuto conto degli indirizzi delle strategie europee, i macro temi rilevanti su cui lavorare saranno: gestione sostenibile dell\u2019ambiente, conservazione degli agroecosistemi e lotta ai cambiamenti climatici; redditivit\u00e0 e competitivit\u00e0 in campo agricolo, forestale e agroalimentare; aggregazione e integrazione di filiera; trasferimento di conoscenze e innovazione nel settore agricolo e forestale e nelle zone rurali; ricambio generazionale e insediamento giovani agricoltori; vivibilit\u00e0 delle aree rurali; semplificazione amministrativa.<br \/>\nPer la Pac 2023-2027, il lavoro da farsi, dovr\u00e0 coordinarsi con quello dei fondi della coesione, specie per gli interventi che riguardano le aree interne e lo sviluppo rurale, nonch\u00e9 con il Pnrr, che prevede impegni finanziari anche complementari e sinergici con quanto dovr\u00e0 essere realizzato con la futura Pac.<br \/>\nDal punto di vista politico e operativo, sar\u00e0 fondamentale, rendere effettiva, nell\u2019ambito del nuovo modello di governance, la partecipazione delle Regioni alle scelte di programmazione, gestione e attuazione degli interventi dello sviluppo rurale per assicurare scelte mirate alle esigenze regionali e la pertinenza delle stesse con le ambizioni previste. In un\u2019epoca di forte richiesta di vicinanza della politica europea ai cittadini, riteniamo, infatti, che la scelta di rinazionalizzazione della Pac, rappresenti un pericoloso arretramento della politica nel garantire un legame diretto con le esigenze delle comunit\u00e0 locali.<\/p>\n<hr \/>\n<p><em>Tratto da<\/em><strong> <a href=\"http:\/\/www.dimensioneagricoltura.eu\">Dimensione Agricoltura n. 1\/2021<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Stefania Saccardi, vicepresidente Regione Toscana e assessore all\u2019agricoltura, parla a Dimensione Agricoltura del momento del settore rurale, fra una pandemia ancora in corso ed un  [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":11,"featured_media":22167,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[40],"tags":[],"class_list":["post-23204","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-dimensione-agricoltura"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.3 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Innovazione e aggregazione per un\u2019agricoltura toscana sostenibile e competitiva. 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