{"id":42418,"date":"2026-05-18T10:34:38","date_gmt":"2026-05-18T08:34:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ciatoscana.eu\/home\/?p=42418"},"modified":"2026-05-18T10:34:38","modified_gmt":"2026-05-18T08:34:38","slug":"cia-toscana-centro-rudi-dreoni-rimettere-lagricoltore-al-centro-della-societa-civile-toscana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ciatoscana.eu\/home\/cia-toscana-centro-rudi-dreoni-rimettere-lagricoltore-al-centro-della-societa-civile-toscana\/","title":{"rendered":"Cia Toscana Centro. Rudi Dreoni: \u00abRimettere l\u2019agricoltore al centro della societ\u00e0 civile toscana\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>Pubblichiamo l&#8217;intervista integrale al presidente di Cia Toscana Centro <strong>Rudi Dreoni<\/strong>, uscita sui numeri di aprile e maggio 2026 di <strong><a href=\"https:\/\/www.ciatoscana.eu\/home\/dimensione-agricoltura\/archivio-dimensione-agricoltura\/\" rel=\"noopener\">Dimensione Agricoltura<\/a><\/strong>.<\/p>\n<hr \/>\n<h3><strong>Rudi Dreoni, presidente di Cia Toscana Centro dall&#8217;Assemblea elettiva 2026, si presenta in questa intervista. Ecco quali sono le priorit\u00e0 nel suo programma, in un territorio articolato e complesso come le province di Firenze, Prato e Pistoia. Senza lasciare indietro nessun settore e nessuna azienda agricola.<\/strong><\/h3>\n<hr \/>\n<p><strong>Presidente Dreoni, \u00e8 stato eletto all\u2019unanimit\u00e0, che emozione \u00e8 stata?<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 stato un momento di fortissimo impatto emotivo, un attestato di stima che tocca il cuore, ma che pesa sulle spalle. Rappresenta un mandato di fiducia totale da parte di una base associativa che chiede di essere rappresentata con forza in un momento geopolitico e storico difficilissimo. Considero la Cia come una casa, e voglio contribuire a costruire una casa grande dove tutti noi ci sentiamo non ospiti, ma protagonisti.<\/p>\n<hr \/>\n<p><strong>Quali i punti salienti del programma di mandato?<\/strong><\/p>\n<p>La proposta politica si articola su alcuni pilastri fondamentali per le province di Firenze, Prato e Pistoia. L\u2019obiettivo primario \u00e8 la sostenibilit\u00e0 economica delle aziende. Per il suo raggiungimento \u00e8 determinante ricollocare la figura dell\u2019agricoltore al centro della societ\u00e0 civile toscana.<\/p>\n<p>All\u2019agricoltura spetta il ruolo essenziale di produrre il cibo per le popolazioni, ma come conseguenza della sua attivit\u00e0, anche di garantire, servizi ambientali e sociali. L\u2019azienda agricola \u00e8 quindi multifunzionale. I nuovi scenari globalizzati indirizzano verso uno sviluppo del settore primario sostenibile, innovativo e competitivo al quale le imprese devono tendere anche ridefinendo il proprio ruolo sul territorio.<\/p>\n<p>Per la difesa del reddito agricolo sono necessarie azioni concrete al fine di contrastare l\u2019aumento dei costi di produzione, assicurare la tutela dei prezzi lungo tutta la filiera e garantire la dotazione di strumenti adeguati a supporto delle aziende.<\/p>\n<p>Per questo non servono risposte univoche, non esiste un modello vincente per ogni tipologia di azienda. Dobbiamo essere in grado di rappresentare l\u2019azienda agricola nelle sue varie sfaccettature e tipologie, nei diversi approcci con il mercato e nelle sue molteplici organizzazioni aziendali.<\/p>\n<p>Qualsiasi sia la tipologia dell\u2019azienda, da quella pi\u00f9 piccola di prossimit\u00e0 al centro abitato, a quelle di grandi superfici prettamente estensive-intensive, a quelle collinari-montane, \u00e8 fondamentale il concetto di multifunzionalit\u00e0, intesa come vendita diretta a tutti i livelli, da i mercatini, alle cooperative di trasformazione e commercializzazione, agriturismo, ristorazione, fattoria didattica, gestione del territorio, come forme di integrazione al reddito agricolo.<\/p>\n<hr \/>\n<p><strong>La situazione internazionale non aiuta&#8230;<\/strong><\/p>\n<p>Oggi viviamo un momento molto particolare e ricco di tensioni, le guerre ed i dazi stanno creando momenti di instabilit\u00e0 da un punto di vista dei mercati, e soprattutto l\u2019aumento del costo delle materie prime fra tutte il gasolio che in pochi giorni ha generato un aumento superiore ai 30 centesimi. Costi che oggi le aziende non riescono ad ammortizzare, ma che anche tutto il tessuto sociale oggi difficilmente riesce ad assorbire. Tutto questo se non affrontato rischia seriamente di determinare la chiusura di molte aziende.<\/p>\n<p>Il Mercosur, la Pac, stanno creando incertezze da un punto di vista di reddito e marginalit\u00e0, guardando esclusivamente ad interessi superiori ed ideologici.<\/p>\n<hr \/>\n<p><strong>Quali richieste e problemi sono emersi nelle assemblee?<\/strong><\/p>\n<p>Molti sono stati i problemi sollevati nelle varie assemblee territoriali: il primo quello pi\u00f9 recente \u00e8 la situazione del comparto vitivinicolo, dove sta crollando il prezzo, diminuiscono i consumi, e dove il mercato \u00e8 sostanzialmente in mano ai commercianti che scaricano tutti i rincari compresi i dazi sui produttori.<\/p>\n<p>Quindi il Mercato dei Fiori di Pescia dove \u00e8 necessario investire per garantire la sopravvivenza di un intero comparto produttivo, che altrimenti sarebbe tagliato fuori, sia da un punto di vista logistico che di commercializzazione. Ad altri comparti, come quello olivicolo dove abbiamo un raccolto soddisfacente ogni tre anni. A quello cerealicolo con evidenti difficolt\u00e0 nel trovare marginalit\u00e0.<\/p>\n<p>Fino alla zootecnia dove i ripetuti problemi sanitari, di un mercato altalenante per il prodotto carne e latte difficilmente fanno chiudere bilanci in positivo.<\/p>\n<p>Per questo \u00e8 necessaria una confederazione attenta all\u2019economia, un\u2019organizzazione aperta, che faccia leva su tutte le risorse umane, e le esperienze presenti tra i nostri associati, quali protagonisti della politica dell\u2019organizzazione.<\/p>\n<hr \/>\n<p><strong>Quali dovranno essere i prossimi passi?<\/strong><\/p>\n<p>Nasce l\u2019esigenza di una Cia pi\u00f9 dinamica e flessibile, per affrontare ed aiutare le aziende nei momenti di crisi. Il supporto alle imprese passa attraverso alcuni punti essenziali: il rafforzamento dei servizi di assistenza tecnica a supporto nella gestione di Pac, Psr, bandi regionali. E poi un servizio di consulenza amministrativo, preciso e puntuale. Con sportelli dedicati a giovani e imprese. La Cia deve fare cogliere ai nostri associati tutte le opportunit\u00e0 che si possono presentare.<\/p>\n<hr \/>\n<p><strong>Questione giovani: com\u2019\u00e8 la situazione nel territorio?<\/strong><\/p>\n<p>I giovani e il ricambio generazionale sono un punto fondamentale. Occorrono incentivi concreti per l\u2019ingresso dei giovani in agricoltura, con progetti economicamente sostenibili e senza trascurare il subentro ad aziende esistenti altrimenti destinate alla chiusura. Troppo spesso, nel recente passato, abbiamo visto nascere e morire nel giro di pochi anni troppe aziende, lasciando come eredit\u00e0 solo campi abbandonati. Bisogna iniziare attivit\u00e0 di formazione scuola lavoro con i vari istituti superiori dei territori e delle universit\u00e0, per incentivare i giovani ad impegnarsi nel settore.<\/p>\n<p>Creare la figura dei nuovi imprenditori, ma anche di collaboratori preparati, oggi il problema della manodopera a tutti i livelli \u00e8 un problema attuale.<\/p>\n<p>Senza reddito e senza garanzia di lavoro dignitoso, i giovani difficilmente scelgono l\u2019agricoltura, e senza giovani non c\u2019\u00e8 futuro e nemmeno agricoltura.<\/p>\n<p>Da non sottovalutare poi, il ruolo dell\u2019imprenditoria femminile nell\u2019azienda multifunzionale. Sentiamo l\u2019esigenza di arrivare alla stesura di un quadro normativo per la valorizzazione dell\u2019imprenditoria femminile anche attraverso l\u2019ideazione di bandi mirati.<\/p>\n<p>L\u2019imprenditoria femminile si trova di frequente all\u2019interno di aziende multifunzionali occupandosi spesso di attivit\u00e0 cosiddette \u201ccomplementari\u201d e innovative che necessitano di formazione mirata.<\/p>\n<hr \/>\n<p><strong>Dare valore economico alle produzioni resta una priorit\u00e0: quali strade sono possibili?<\/strong><\/p>\n<p>La valorizzazione delle produzioni toscane e locali \u00e8 un altro aspetto su cui lavorare. Attraverso il rafforzamento delle filiere locali e dei marchi territoriali, implementando la promozione della Toscana agroalimentare.<\/p>\n<p>Incrementando anche il supporto alle vendite dirette e ai mercati locali, rafforzando il nostro marchio \u201cLa spesa in Campagna\u201d. Inoltre attraverso la valorizzazione ed il supporto alle filiere produttive locali e distrettuali, come il Distretto florovivaistico di Pistoia che condensa specificit\u00e0 particolari; le denominazioni di origine legate alla viticoltura e alla olivicoltura; le non meno importanti nicchie di prodotti di eccellenza presenti sul nostro territorio e senza dimenticarsi le produzioni zootecniche fondamentali in alcuni territori vocati.<\/p>\n<p>Le imprese sono medio piccole ed hanno bisogno di trovare sinergie per affrontare il mercato, accorciando le filiere ed aumentare il valore alla produzione.<\/p>\n<hr \/>\n<p><strong>Presidente Dreoni, parlare di agricoltura significa parlare anche di territorio.<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 un binomio fondamentale. Occorre dare maggiore impulso al ruolo dell\u2019agricoltura nella tutela del paesaggio, la prevenzione del dissesto idrogeologico, la gestione delle risorse idriche oramai diventata una priorit\u00e0 anche nel nostro territorio. In poche parole, l\u2019agricoltore come custode del territorio.<\/p>\n<hr \/>\n<p><strong>Il tema acqua preoccupa?<\/strong><\/p>\n<p>Con il cambiamento climatico di acqua si parla quando non c\u2019\u00e8 o quando ce n\u2019\u00e8 troppa. L\u2019acqua \u00e8 essenziale per fare agricoltura per avere produzioni costanti e di qualit\u00e0, sia che si parli di seminativi, ortive, arboree e vivaistiche. \u00c8 indispensabile la costruzione di nuovi invasi e la risistemazione di quelli esistenti, cos\u00ec come la realizzazione di condotte idriche. Da non sottovalutare, e semmai da fare gestire agli agricoltori, la pulizia e regimazioni di corsi d\u2019acqua secondari, i cosiddetti reticoli minori, in modo da non fare collassare i corsi d\u2019acqua principali.<\/p>\n<hr \/>\n<p><strong>Cosa occorre fare in futuro?<\/strong><\/p>\n<p>Il territorio sta cambiando. Basta confrontare le foto aeree di oggi con quelle di 50 anni fa: mi chiedo, forse sta cambiando in peggio? Stiamo sbagliando qualcosa? Credo sia necessario iniziare una programmazione seria di gestione del territorio e smettere di lavorare solo in casi di emergenza.<\/p>\n<hr \/>\n<p><strong>Anche nelle province di vostra competenza l\u2019emergenza fauna \u00e8 sempre all\u2019ordine del giorno.<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 un problema presente e sempre pi\u00f9 pressante quello della fauna selvatica e dei predatori. La pressione della fauna selvatica nei confronti delle aziende agricole e zootecniche ha raggiunto un livello intollerabile; occorre una proposta forte e radicale per la corretta gestione della fauna selvatica. Serve una politica che risponda all\u2019esigenza primaria degli agricoltori di avere il proprio raccolto e poi che trovi le risposte e le norme per avere i ristorni economici in caso di danni. Oggi ci troviamo di fronte ad ecosistemi completamente saltati, che non seguono pi\u00f9 andamenti naturali, branchi di ungulati che vagano per il territorio a tutte le ore del giorno e della notte, che si uniscono per difendersi dai lupi. Fino a stormi di piccioni, cornacchie, storni, che in poche ore distruggono colture intere. Ci troviamo di fronte a situazioni pericolose ed ingestibili fuori dalle logiche di animalisti e cacciatori che stanno diventando intollerabili anche per la collettivit\u00e0. Recentemente il caso di Barberino, dove un ragazzo di 28 anni ha perso la vita scontrandosi in moto con un cinghiale. Deve far riflettere.<\/p>\n<p>Inoltre ci sono i danni da predazione da parte del lupo, che da troppi anni stanno provocando la chiusura di molti allevamenti, con allevatori impotenti e stanchi. Oggi gli allevamenti sono soggetti a danni indiretti in quanto gli ungulati sono vettori di epizoozie che colpiscono gli allevamenti; attualmente siamo impotenti di fronte all\u2019avanzata costante della Psa, che imperversa nella parte alta degli Appennini toscani. Le misure messe in atto si sono rilevate insufficienti. on una situazione del genere non esiste sicurezza di reddito, impossibile investire in innovazione, irrigazione, agricoltura di precisione, se in una notte possiamo perdere l\u2019intero raccolto.<\/p>\n<hr \/>\n<p><strong>Cosa deve fare la politica?<\/strong><\/p>\n<p>Indispensabile diventa il rapporto con la pubblica amministrazione. Dobbiamo chiedere una concertazione continua con gli enti locali-regionali, con la politica a tutti i livelli. Anche se la scelta regionale di accorpare pi\u00f9 deleghe in un unico assessorato mi lascia un po\u2019 perplesso sul tempo che l\u2019assessore riuscir\u00e0 a dedicare a dedicare al nostro settore. A detta sua pu\u00f2 dedicare un giorno alla settimana al mondo agricolo.<\/p>\n<p>Il sistema pu\u00f2 solo beneficiare del confronto con gli agricoltori che apportano, come contributo, quello dell\u2019esperienza concreta di vita sul territorio. In un contesto collaborativo l\u2019orientamento dei bandi del Psr porter\u00e0 ad una maggiore accessibilit\u00e0 delle risorse pubbliche alle varie tipologie di aziende ed a tutti i territori della Toscana, ristabilendo dei rapporti prefissati sulle varie province.<\/p>\n<hr \/>\n<p><strong>C\u2019\u00e8 spazio per investimenti?<\/strong><\/p>\n<p>Quando si parla di Psr immediatamente ci viene di pensare a investimenti, innovazione e sostenibilit\u00e0 ambientale. L\u2019agricoltura ha bisogno di innovazione, sia dal punto di vista della meccanizzazione che delle tecniche colturali. L\u2019innovazione pu\u00f2 contribuire alla riduzione e al miglioramento dei tempi di lavoro e della qualit\u00e0 delle operazioni colturali con una conseguente riduzione dei costi produttivi e maggiore competitivit\u00e0. La creazione di tavoli di lavoro con l\u2019Universit\u00e0 per analizzare le specifiche esigenze dei settori da un punto di vista tecnico economico, oggi diventa di vitale importanza.<\/p>\n<hr \/>\n<p><strong>In che direzione deve andare la Cia?<\/strong><\/p>\n<p>Esatto. Per ultimo, ma non di minore importanza, il patto sulla Toscana solidale. Vogliamo contribuire al disegno regionale di porre la persona al centro. Dobbiamo dare dignit\u00e0 a chi vive nelle aree marginali, attraverso il potenziamento delle strutture multifunzionali in modo da favorire la socialit\u00e0 ed il contrasto all\u2019isolamento. Per insistere nelle aree marginali sono necessari i servizi essenziali, primi fra tutti quelli sanitari: il medico di base ed infermiere di territorio.<\/p>\n<p>Oggi un\u2019associazione moderna come la Cia, deve essere al servizio non solo degli agricoltori ma dell\u2019intera societ\u00e0 rurale. Grande attenzione ai servizi alla persona e particolarmente all\u2019assistenza, alla fragilit\u00e0 e alla difesa dei diritti del singolo. Abbiamo bisogno di una Cia pi\u00f9 forte e partecipata, con pi\u00f9 coinvolgimento degli associati.<\/p>\n<p>Una trasparenza nella gestione, ed una comunicazione costante nei confronti degli associati, sfruttando anche le nuove possibilit\u00e0 create dalle nuove tecnologie di comunicazione. Con il rafforzamento della presenza territoriale, attraverso la creazione di tavoli permanenti di confronto tra istituzioni a tutti i livelli e imprese, costruendo alleanze con i vari soggetti del mondo agricolo ma non solo.<\/p>\n<p>In una societ\u00e0 sempre pi\u00f9 interconnessa assumono un ruolo importante le relazioni con gli altri settori economici come industria, cooperazione, commercio, artigianato, servizi e sindacati dei lavoratori.<\/p>\n<hr \/>\n<p><strong>In particolare, cosa occorre fare?<\/strong><\/p>\n<p>La mia proposta prevede la composizione di un comitato esecutivo rappresentativo dei territori e delle diverse agriculture in essi praticate, calendarizzando gli appuntamenti e, quando possibile, riunirsi nelle zone in maniera itinerante a seconda dei problemi da affrontare, in modo da coinvolgere maggiormente i territori direttamente interessati. Coinvolgere a tutti i livelli, le associazioni di imprese e di persona (Anp, Agia, Donne in Campo, Turismo Verde, La Spesa in Campagna, Anabio) per integrare ed ampliare gli argomenti della discussione.<\/p>\n<p>Dare spazio alle varie Aree di interesse economico con la creazione di coordinatori, in modo da approfondire aspetti tecnici specifici e soprattutto affrontare i problemi economici, ampliando la presenza ai rappresentanti di nostro riferimento o comunque impegnati nelle varie strutture economiche<\/p>\n<p>La valorizzazione di un gruppo dirigente allargato, diffuso e presente nelle varie realt\u00e0 economiche del territorio \u00e8 importante allo scopo di avere maggior cognizione dei fatti e poter prendere decisioni in maniera oculata e solide.<\/p>\n<hr \/>\n<p><strong>Un grande impegno, insomma&#8230;<\/strong><\/p>\n<p>Il mio impegno sar\u00e0 guidato da ascolto, concretezza e responsabilit\u00e0. Per continuare a costruire una Cia Toscana Centro, capace di rappresentare gli agricoltori e affrontare le sfide future con determinazione e visione. Allo stesso tempo contribuire a rendere la Cia un\u2019organizzazione pi\u00f9 forte, pi\u00f9 presente, pi\u00f9 moderna e vicina agli agricoltori, capace di rappresentare con autorevolezza le esigenze del comparto agricolo territoriale.<\/p>\n<p>Credo che attraverso una gestione coesa, precisa, attenta, ma soprattutto partecipata riusciremo a crescere ulteriormente e raggiungeremo l\u2019obiettivo di rappresentare l\u2019agricoltura, l\u2019agricoltore e il mondo rurale.<\/p>\n<hr \/>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ciatoscana.eu\/home\/dimensione-agricoltura\/archivio-dimensione-agricoltura\/\" rel=\"noopener\"><strong>L&#8217;intervista \u00e8 uscita sui numeri di aprile e maggio 2026 di Dimensione Agricoltura. 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