Si è svolta in Corsica, nel mese di aprile, la prima visita di scambio nell’ambito del progetto INN-Pratica, Interreg Marittimo Italia-Francia, che ha come obiettivo quello di dare vita ad una comunità di pratica transfrontaliera che sia un punto di riferimento per gli agricoltori e gli allevatori dei territori coinvolti per la diffusione delle conoscenze e l’approccio alle innovazioni.
La comunità di pratica transfrontaliera che si va via via costituendo con il progredire del progetto prevede il coinvolgimento di tutti i soggetti interessati che vogliano fornire un contributo e condividere le loro conoscenze in relazione a 5 tematiche strategiche per i territori coinvolti: la valorizzazione dell’agro-biodiversità e della fruizione delle risorse naturali, la gestione delle risorse idriche, la sostenibilità dei processi produttivi agricoli, la cooperazione e gestione dei dati nel settore agricolo, la formazione, inserimento professionale e imprenditoria. La comunità di pratica transfrontaliera sarà chiamata a partecipare a tavoli locali e transfrontalieri per confrontarsi sulle tematiche individuate e potrà partecipare alle visite di scambio nei diversi territori previste dal progetto
Gli 8 partner del progetto appartenenti alle 5 regioni transfrontaliere, Sardegna, Liguria, Corsica, Francia Regione Sud VAR, Toscana hanno partecipato alla visita di scambio coinvolgendo ciascuno di loro alcuni esperti relativamente alle tematiche specifiche della visita: pastorizia, meccanizzazione forestale e risparmio idrico attraverso l’applicazione di tecniche irrigue efficienti.
Il primo giorno è stato visitato il centro di competenza zootecnica Altiani di ODARC e la giornata è stata organizzata in due sessioni. Durante la mattinata dopo un breve aggiornamento sul progetto INN-pratica e sull’avanzamento delle attività è stato presentato il centro di competenza zootecnica e sono state illustrate a lungo le attività svolte presso il centro stesso. Il centro di competenza zootecnica raccoglie diverse associazioni attive sul territorio fra cui Ilocc (filiera ovicaprina), Syndicat AOP miel (filiera apistica), Sy salameria corsa / porcu nustrale, Corsia (filiera suina) che svolgono un ruolo molto importante per il miglioramento genetico delle specie allevate sull’isola e per lo sviluppo del comparto zootecnico. Sono poi stati visitati il caseificio Bergerie (ODARC) e il centro di selezione delle capre – allevamento di capre (ODARC).
Il pomeriggio i partecipanti hanno assistito alle dimostrazioni in campo del funzionamento di macchinari adatti alla manutenzione delle aree boschive utilizzati dalle guardie forestali per la gestione del bosco e a protezione degli incendi. L’isola è dotata della più innovativa tecnologia che consente di effettuare alcune operazioni anche attraverso la guida telecomandata.
Il secondo giorno la visita è proseguita presso il vigneto di Stefanu Venturini che è stato anche inserito nella mappatura delle migliori pratiche del progetto e ha partecipato al primo tavolo locale. Nello specifico sono stati presentati gli esperimenti condotti in azienda in particolare riguardo all’irrigazione. A seguire è stato visitato il centro sperimentale di produzione vegetale Migliacciaru sempre di ODARC stazione sperimentale dedicata al settore foraggero/cerealicolo, con prove su varietà, fertilizzazione, irrigazione, lavorazione del terreno, semina al coperto, rotazione, fasciatura, ecc., in collaborazione con il settore foraggero (GRPF).
A conclusione dei due giorni di visite è stato organizzato un momento di confronto e restituzione tra i partecipanti durante il quale sono emerse numerose riflessioni che evidenziano l’importanza della valorizzazione di pratiche ancestrali, dell’introduzione di innovazioni tecnologiche per favorire la transizione ecologica, così come del “fare comunità” tra i diversi attori del mondo agricolo, della ricerca, della formazione e, naturalmente, delle istituzioni pubbliche che definiscono le strategie di sviluppo agricolo e territoriale. La visita ha confermato quanto sia necessario creare spazi di confronto e di scambio, per alimentare una Comunità di pratica transfrontaliera capace di imparare, evolvere e generare impatto reale sui territori.
È stato molto apprezzato il ruolo dell’ODARC che riassume in sé molte funzioni rispondendo efficacemente ai bisogni del territorio.
Tratto da Dimensione Agricoltura n. 5/2025







