Si è svolto alla Cia Toscana un incontro dedicato all’agricoltura sociale e al lavoro svolto da Ases, la Ong promossa da Cia Agricoltori Italiani. All’incontro hanno partecipato i collaboratori di Ases provenienti da Mozambico, Paraguay, Senegal e Italia, paesi nei quali il ruolo della Ong è fondamentale per la promozione di progetti di cooperazione e sviluppo rurale.

L’incontro si è aperto con la presentazione dei partecipanti e delle rispettive realtà territoriali, per poi proseguire con un approfondimento curato da Valentina Vento, volontaria del servizio civile promosso da Ases e Inac presso la sede di Cia Toscana, sui principi e sul funzionamento dell’agricoltura sociale, in particolare sull’esperienza sviluppata in Toscana.

Durante l’intervento sono stati illustrati i fondamenti dell’agricoltura sociale, un modello che integra l’attività agricola con finalità sociali, favorendo inclusione, benessere e sviluppo delle comunità. Sono stati inoltre approfonditi gli aspetti normativi di riferimento, dalla Legge nazionale n. 141 del 2015 alla Legge regionale toscana n. 20 del 2023, insieme al relativo regolamento attuativo.

Sono stati inoltre illustrati i requisiti necessari per avviare un’attività di agricoltura sociale e gli strumenti a disposizione delle aziende agricole interessate a questo percorso, tra cui il vademecum realizzato per accompagnare gli agricoltori nella progettazione e nella gestione delle attività. Sul sito di CIA (Agricoltura Sociale – Il blog della Cia Toscana) sono inoltre disponibili articoli di approfondimento, aggiornamenti sui progetti in corso e podcast pubblicati su Spotify, nei quali vengono raccontate esperienze concrete di agricoltura sociale.

Dopo la presentazione, il confronto si è concentrato sulle esperienze dei Paesi partecipanti, mettendo in luce criticità, sfide e opportunità.

Per il Paraguay, l’agricoltura sociale è un settore ancora in sviluppo con Ases che ha avviato progetti al riguardo dal 2019. Tra le principali difficoltà emergono la mancanza di strutture adeguate e di mezzi operativi, oltre alla condizione di molti piccoli agricoltori privi di terra da coltivare. Anche le persone con disabilità incontrano notevoli ostacoli, a causa della scarsità di servizi e di strutture dedicate. Un altro tema centrale riguarda l’abbandono delle campagne da parte dei giovani, attratti dalle città e da maggiori opportunità lavorative. Inoltre, la produzione agricola è ancora fortemente concentrata nelle mani dei grandi proprietari terrieri, con limitati servizi di supporto tecnico agli agricoltori.

ASeS, nel Dipartimento di Misiones, ha avviato nel 2015il progetto dell’Agroindustria “Giuseppe Politi”, oggi consolidato come un’esperienza virtuosa di sviluppo rurale sostenibile e come modello di economia locale inclusiva. Il progetto, gestito dall’Associazione dei Produttori di Misiones di Frutta ed Erbe Officinali, ha sviluppato nel tempo filiere produttive legate a frutto della passione, erbe aromatiche, ortaggi e peperoncino piccante, contribuendo al rafforzamento del reddito dei piccoli agricoltori. Accanto all’attività produttiva, il progetto promuove formazione per giovani agricoltori e iniziative di vendita diretta attraverso mercati rurali. Nel corso degli anni, ASeS ha progressivamente evoluto il proprio ruolo da promotore iniziale a partner tecnico, garantendo accompagnamento e supporto senza essere proprietario dell’iniziativa. Il progetto, riconosciuto anche dal Ministero dell’Agricoltura paraguaiano, è oggi un esempio concreto di sviluppo sostenibile basato su autonomia produttiva, formazione e cooperazione.

Dal Mozambico emerge una limitata sensibilità verso il valore sociale dell’agricoltura, e una scarsa applicazione della normativa esistente. Il settore è sostenuto soprattutto dalla popolazione anziana e risente della mancanza di investimenti. Un aspetto peculiare riguarda inoltre la gestione della terra, che appartiene allo Stato e viene concessa in uso ai cittadini e agli operatori agricoli. In Mozambico ASeS è capofila del progetto “A Geo: Macaneta para todos”, con il ruolo di coordinare le attività e promuovere il coinvolgimento di comunità e istituzioni locali per uno sviluppo sostenibile del territorio.

Per quanto riguarda il Senegal, il settore agricolo è segnato dalla carenza di mezzi e infrastrutture e dalla forte dipendenza dalle piogge, con una produzione basata su poche colture. La forte influenza del potere religioso, in alcuni contesti può generare tensioni sociali e incidere sull’organizzazione delle comunità rurali. L’agricoltura rappresenta comunque una priorità nazionale, sebbene vi siano differenze significative tra le varie regioni del Paese in termini di sviluppo e opportunità. In Senegal ASeS è impegnata nel progetto “AMNAA”, rivolto al rafforzamento dell’agricoltura familiare e sull’accesso all’acqua nel territorio rurale di Bambey Sérère, nella regione di Diourbel, dove l’agricoltura rappresenta la principale fonte di sostentamento per molte famiglie.

Il 5×1000 rappresenta una forma importante di sostegno alle attività di ASeS. Grazie a questo strumento sono stati realizzati oltre 60 progetti di cooperazione internazionale in 10 Paesi, migliorando la vita di più di 300.000 persone.

Si tratta di un contributo a costo zero per il contribuente, che consente di destinare una parte delle proprie imposte a enti impegnati in attività di utilità sociale.

Donare il 5×1000 ad ASeS è semplice: basta indicare il codice fiscale di ASeS: 90026450271

Potrebbero interessarti anche: