La Regione Toscana, nell’ambito del progetto Giovanisì finalizzato all’autonomia dei giovani, ha approvato il bando attuativo per l’annualità 2026 inerente alle disposizioni per la valorizzazione e la promozione dei produttori di birra artigianale, disciplinate dalla Legge Regionale 34/2025.
La misura intende promuovere la filiera brassicola locale nel rispetto dei principi di sostenibilità, mettendo a disposizione una dotazione finanziaria complessiva di 200.000 euro.
I destinatari del provvedimento sono le imprese aventi la propria sede produttiva nel territorio toscano e regolarmente registrate presso la Camera di Commercio con i codici ATECO 11.05, relativo alla produzione di birra, e 11.06, relativo alla produzione di malto.
La normativa individua specificamente due categorie di beneficiari ammissibili. La prima è costituita dai microbirrifici, definiti come piccoli birrifici indipendenti con una produzione annua inferiore a 10.000 ettolitri, le cui birre non sono sottoposte a processi industriali quali la pastorizzazione e la microfiltrazione. La seconda categoria è rappresentata dai microbirrifici agricoli, configurati come imprese agricole che producono birra artigianale impiegando una percentuale di materia prima, coltivata in proprio all’interno del territorio regionale, non inferiore al 51 per cento del volume totale utilizzato.
L’agevolazione finanziaria consiste in un contributo a fondo perduto pari al 65 per cento delle spese ritenute ammissibili, con l’espressa non ammissibilità di anticipi o di eventuali stati di avanzamento lavori.
L’importo del sostegno concesso per singola impresa deve essere compreso tra un limite minimo di 3.500 euro, pena l’esclusione della domanda, e un tetto massimo di 10.000 euro.
Dal punto di vista amministrativo, i contributi sono erogati nel rispetto dei massimali stabiliti dai regimi di aiuto “de minimis”, che prevedono un limite triennale di 300.000 euro per il regime extra agricolo applicabile ai microbirrifici, e un limite triennale di 50.000 euro per il regime agricolo riservato ad alcune operazioni dei microbirrifici agricoli.
Le risorse stanziate per il bando sono ripartite in misura uguale, destinando 100.000 euro agli interventi di Tipologia A e 100.000 euro agli interventi di Tipologia B. La prima categoria comprende le attività di formazione per gli operatori addetti alla vendita e alla somministrazione, dalle quali sono tuttavia escluse le prestazioni di consulenza, nonché le spese per l’adesione a marchi collettivi legati alle birre artigianali.
Per quanto concerne gli investimenti in impianti e attrezzature, riconducibili alla Tipologia B, il bando autorizza l’acquisto di sistemi per la movimentazione delle materie prime, impianti per il trattamento delle acque a uso esclusivo del processo produttivo, e pompe per il trasferimento dei fluidi, a patto che siano prive di sistemi di microfiltrazione. Tra le attrezzature di cantina finanziabili rientrano tini, serbatoi e i fusti in acciaio destinati ai sistemi ecosostenibili di vuoto a rendere.
Sono altresì ammissibili i macchinari per la maltazione, i silos di stoccaggio anche in atmosfera controllata, la strumentazione di analisi da laboratorio, i sistemi integrati di lavaggio e sanificazione degli impianti, oltre alle linee per l’imbottigliamento e l’etichettatura.
Per supportare le fasi prettamente agricole, la misura prevede la copertura delle spese per la realizzazione di nuovi luppoleti e per l’acquisto di attrezzature destinate alla coltivazione e alla raccolta del luppolo e dei cereali, escludendo espressamente il finanziamento di trattrici o macchine operatrici.
Completano il quadro degli investimenti ammessi le soluzioni per il recupero e la valorizzazione dei sottoprodotti di lavorazione.
Affinché le spese risultino ammissibili, i lavori devono essere eseguiti, fatturati e saldati esclusivamente nel periodo compreso tra il primo gennaio e il 31 dicembre 2026.
Le fatture o i documenti contabili equivalenti dovranno obbligatoriamente riportare il Codice Unico di Progetto e tutti i pagamenti dovranno risultare rigorosamente tracciati.
Tali investimenti materiali potranno essere collocati su beni immobili condotti anche tramite contratti di leasing finanziario, a condizione che l’accordo assicuri la disponibilità giuridica del bene per la durata dell’intervento e per i cinque anni successivi al pagamento del saldo finale.
L’accesso ai fondi regionali è subordinato al superamento di una fase di valutazione basata su precisi criteri di selezione, che richiede il raggiungimento di un punteggio minimo di 2 punti su un potenziale massimo di 18.
Il sistema premia l’integrazione della filiera locale: vengono infatti attribuiti 5 punti qualora l’impianto includa l’intero ciclo produttivo a partire dall’orzo toscano, compresa la maltazione, oppure 4 punti se quest’ultima fase è esclusa. Ulteriori 2 punti sono assegnati se l’impiego di prodotti agricoli di provenienza regionale, come cereali e luppolo, supera la quota del 51 per cento. Sul fronte delle specificità alimentari, la scelta di destinare gli investimenti alla produzione di birre artigianali senza glutine determina l’attribuzione di 5 punti.
Il bando prevede anche premialità legate alle caratteristiche anagrafiche e societarie dei richiedenti, riservando 2 punti alle aziende in cui la conduzione o la maggioranza degli amministratori abbia un’età inferiore ai 41 anni, e altri 2 punti per le imprese a prevalente partecipazione femminile.
Infine, la localizzazione delle operazioni di investimento all’interno di comuni classificati come disagiati, o appartenenti alle aree della “Toscana diffusa”, conferisce al progetto 2 ulteriori punti in graduatoria.
Sotto il profilo procedurale e delle tempistiche, le imprese potranno trasmettere la propria istanza esclusivamente in via telematica tramite l’infrastruttura regionale dedicata, a partire dal 26 marzo 2026 ed entro il termine perentorio fissato alle ore 13:00 del 26 maggio 2026.
Qualsiasi operazione strutturale o commerciale connessa al progetto d’investimento dovrà considerarsi formalmente conclusa entro il 31 dicembre 2026. A chiusura della procedura, la domanda di pagamento a saldo, completa di tutta la necessaria rendicontazione amministrativa, dovrà essere presentata inderogabilmente entro il 29 gennaio 2027.
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