A Rosignano Solvay, Cia e Anp ripercorrono i 60 anni della previdenza agricola. In Italia Imprenditori agricoli professionali (Iap) e Coltivatori diretti sono circa 458 mila, dei quali l’89% non maturerà una pensione superiore a 600 euro al mese. La media però è notevolmente più bassa (400 euro mensili), con punte minime di assegni da 276 euro

«Abbiamo voluto questa iniziativa – ha commentato il presidente Cia Toscana Luca Brunelli – per celebrare nel migliore dei modi i 60 anni dell’istituzione della previdenza agricola. E’ stata in quel momento una conquista fondamentale, e oggi a Rosignano ne abbiamo ricordato le tappe principali. Oggi – ha detto Brunelli – l’azienda agricola è chiamata a fare qualità, investimenti e essere presente sui nuovi mercati. In questo senso si spinge giustamente sul ricambio generazionale, ma l’imprenditore agricolo rischia di andare in pensione con 276 euro al mese, ovvero con un reddito inferiore di 3-4 volte rispetto ai miei dipendenti. Una stortura che va corretta. E’ necessario invitare al ricambio generazionale ma devono esserci situazioni previdenziali dignitose, con servizi garantiti nelle aree rurali, banda larga e infrastrutture che permettano di vivere e di lavorare»

«Con le riforme Amato, Dini e poi Fornero vengono sottratti ai pensionati quasi 900 miliardi di euro. Grazie alle nostre battaglie, qualcosa si è mosso con la legge di Stabilità 2017. E’ ancora troppo poco – ha evidenziato Cinzia Pagni vicepresidente Cia e presidente Cia Livorno -, è sotto chi occhi di tutti come il sistema pensionistico italiano debba essere fortemente riformato. Un processo che non è più rinviabile, perché gli italiani che vivono sotto la soglia di povertà sono quasi 5 milioni. E tra le categorie che stanno peggio, ci sono senza dubbio gli agricoltori che, tra l’altro, vivono nelle aree interne e rurali dove già scarseggiano welfare e servizi. Con queste premesse non ci si può certo stupire che stenti il turn-over nei campi, con l’ingresso degli under 40 nel settore fermo sotto il 6%. Le aziende over 65 appresentano il 40% del totale. Il settore più anziano del mondo, a fronte di 200 mila potenziali aspiranti agricoltori tra i giovani disoccupati».

«Non ci attendiamo grandi cose in questo scorcio di legislatura – ha detto Corrado Tei, direttore regionale Inac Toscana -, ma certamente ci aspettiamo una presa di posizione determinata da parte dei parlamentari in carica, al fine di dare un’effettiva e concreta risposta alle urgenti e pressanti attese dei lavoratori interessati, domani pensionati. Servono dignità ed uguaglianza, due parole che pur nella complessità della situazione economica, non possono certo passare inosservate»
Cia Toscana – Comunicato stampa 30/2017


