Lecito il contratto di locazione che pone a carico dell’affittuario gli oneri fiscali dovuti sul bene concesso in affitto. L’affermazione parrebbe discutibile, ma si tratta di un pronunciamento della Corte di Cassazione a Sezioni Unite, il massimo organo giurisdizionale in tema di interpretazione autentica della norma. In questo caso non resta che prenderne atto. Anche se quanto analizzato dalla Corte atteneva un fabbricato non abitativo, il principio espresso è estendibile per analogia a tutte le forme contrattuali vigenti.

Nel contratto oggetto della richiesta di pronunciamento della Suprema Corte, il canone di locazione veniva determinato da due componenti: il canone d’affitto ed un’integrazione costituita da “ogni tassa, imposta e onere relativo ai beni locati”.

La formulazione “integrazione del canone” quindi, rende non contestabile l’onere pattuito in tal senso, ancorché riconducibile al pagamento di imposte e tasse – nel caso in esame l’Imu – comunque dovute dal proprietario dell’immobile concesso in locazione. Quest’ultimo rimane ovviamente l’unico responsabile dell’obbligazione tributaria, ma potrà – se stabilito nel contratto – richiedere il rimborso all’affittuario. (Alfio Tondelli)


Tratto da Dimensione Agricoltura n. 4/2019