AGGIORNAMENTO DEL 17 MAGGIO 2020, ORE 19:00: C’è la firma sull’ordinanza che dà il via libera al calendario di riaperture in Toscana.
AGGIORNAMENTO DEL 17 MAGGIO 2020, ORE 15:00: Dopo la notizia, data dalle agenzie, di un accordo nella notte tra i presidenti delle Regioni e il Governo, sul DPCM con le norme attuative del decreto legge 33/2020 per la fase due dal 18 maggio, il presidente della Toscana Enrico Rossi è tornato a scrivere tramite la sua pagina Facebook del calendario per la riapertura totale previsto dal Governo e ha ribadito che “l’ordinanza per la Regione Toscana, si conformerà a queste date per le riaperture delle varie attività, salvo miglioramenti e chiarimenti nei prossimi giorni. Anche i protocolli per la sicurezza che adotteremo, salvo raccomandazioni e consigli, sono quelli nazionali».
Il presidente Rossi ha aggiunto anche una domanda al Governo, pesante come un macigno: “Se si riapre tutto perché non si riapre anche la scuola?”
È arrivata questa mattina la dichiarazione del presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, che in un post sulla sua pagina Facebook ufficiale ha dichiarato di essere orientato ad adeguarsi al decreto legge del Governo. Nonostante le idee diverse del Governatore.
Idee diverse manifestate più volte, ma dopo il “contrordine” del Presidente del Consiglio, Rossi constata che “l’elenco delle attività da riaprire si è allungato, praticamente a tutte e subito”.
Adeguarsi quindi pare l’unica soluzione, per evitare che “la Toscana sia penalizzata rispetto ad quadro nazionale di cui comunque tra poco tempo, quando a fine mese la circolazione tra regioni tornerà libera, finirebbe per risentire annullando gli effetti di eventuali interventi a favore di una maggiore sicurezza”.
Ecco la dichiarazione completa:
«Diversamente dalle decisioni, comunicate dal presidente Conte ieri mattina, di una ripartenza graduale e di una distanza di due metri per molte attività, ieri sera il governo ha deciso la svolta.
O meglio, un vero contrordine.
La distanza si è ridotta notevolmente, ad un solo metro, e l’elenco delle attività da riaprire si è allungato, praticamente a tutte e subito.
La mia opinione era e resta diversa ma non voglio che la Toscana sia penalizzata rispetto ad quadro nazionale di cui comunque tra poco tempo, quando a fine mese la circolazione tra regioni tornerà libera, finirebbe per risentire annullando gli effetti di eventuali interventi a favore di una maggiore sicurezza.
I nostri dati sono migliori rispetto a quelli di tante regioni sia in termini di mortalità sia in termini di diffusione e controllo del contagio.
Pertanto, oggi, appena saremo in possesso delle disposizioni nazionali, adotteremo, allineandoci con esse, le ordinanze regionali in Toscana.
Restano a tutela generale della salute due elementi fondamentali:
- la nostra consapevolezza di cittadini nell’assumere comportamenti appropriati che evitino quanto più possibile la diffusione dei contagi.
- la capacità del servizio sanitario regionale di individuare e isolare i casi positivi.
Avrei preferito maggiore cautela, ma sono sicuro che anche in questa nuova fase la Toscana riuscirà bene, e comunque meglio di tante altre regioni le quali, con alle spalle un quadro ben più drammatico, hanno fortissimamente voluto che si riaprisse tutto e subito e con il metro corto.
Pur nella consapevolezza delle oggettive difficoltà della situazione, l’impressione è che si proceda a colpi di strambate, a cambiamenti repentini: prima chiusure tardive e blande per certe realtà, poi blocchi totali a prescindere da ogni altra valutazione e infine aperture che preannunciano e spingono verso una normalità che purtroppo non esiste ancora.
Il mio timore è che così finiamo per lasciare sul campo effetti più pesanti di altri paesi, sia sul piano della salute che su quello economico.
Mi auguro sinceramente che non si debba tornare indietro.
E che la ripresa delle attività sia realmente anche una ripresa economica. Ma questo è un altro argomento».

