Il presidente nazionale della Cia, Dino Scanavino commenta gli ultimi dati relativi alle movimentazione di prodotto all’estero: «Il tasso crescita si è dimezzato, l’agricoltura ancora una volta fronteggia da sola la crisi. Paghiamo anche il conto di misure inadeguate per ammortizzare lo stop della Russia»

Le misure di sostegno ai produttori, come denunciammo nella fase decisionale, si sono rivelate fortemente inadeguate -ha sottolineato Scanavino-. Alcuni prodotti hanno perso importanti fette di mercato, che avevano conquistato con grande fatica negli anni. La questione dell’embargo, rischia di essere una scure che la nostra agricoltura porterà sulla sua testa per anni. Non è facile, ora, riconquistare porzioni di mercato che nel frattempo sono state occupate da altri competitori agguerriti.
L’export è troppo importante per il nostro Paese e per il nostro agroalimentare, se si vuole far ripartire il Paese, tornando a crescere. Ma questo processo non può passare attraverso il solo sacrificio degli agricoltori che vanno accompagnati con azioni di sostegno, mirate e lungimiranti. Noto purtroppo -ha chiosato il Presidente della Cia- una pericola disattenzione per il settore da parte delle Istituzioni.

