Un sostegno forfettario fino a 100 euro a capo per le aziende agricole che collaborano al Piano di sorveglianza sierologica. Domande attive sul portale ARTEA dal 24 agosto al 30 settembre 2026

La Regione Toscana rinnova l’aiuto volto a coniugare la tutela della sanità pubblica con il sostegno concreto al comparto zootecnico locale. Si tratta del bando attuativo del Progetto Regionale 8 DEFR 2026, concepito per premiare e incentivare gli allevatori che collaborano attivamente con le autorità sanitarie nell’attuazione del Piano di sorveglianza sierologica contro la febbre catarrale degli ovini, comunemente nota come Blue Tongue.

Attraverso questo provvedimento, l’amministrazione regionale riconosce l’importanza strategica dei cosiddetti animali “sentinella”. Gli allevamenti di ovini, caprini, bovini e bufalini che mettono a disposizione i propri capi per i prelievi periodici di sangue, svolgono infatti un ruolo cruciale nel tracciamento della circolazione virale e nella prevenzione delle epizoozie e zoonosi. Per compensare i disagi logistici e i costi di gestione sopportati dalle aziende per consentire le operazioni di prelievo da parte dei veterinari, la Regione ha previsto un indennizzo forfettario diretto che può raggiungere un massimo di 100,00 euro per ciascun capo tenuto a disposizione per l’intero anno, calcolato su una base mensile fino a un massimo di 8,33 euro a capo per i periodi di servizio inferiori.

L’accesso a questo indennizzo è riservato alle aziende agricole attive sul territorio toscano che hanno collaborato al Piano di sorveglianza nell’anno 2025. Tuttavia, per andare incontro alle necessità del settore, il bando prevede un’importante finestra di recupero retroattiva, è infatti possibile presentare domanda anche per i capi messi a disposizione nelle annualità 2023 e 2024, a patto che per questi animali non siano già stati richiesti o erogati precedenti finanziamenti pubblici.

Per poter beneficiare del contributo, la normativa stabilisce alcune condizioni precise e inderogabili. La prima e più importante, è il possesso della copia del certificato ufficiale dell’Azienda U.S.L. territorialmente competente. Questo documento deve essere firmato dal veterinario ufficiale e deve attestare con precisione il numero di capi messi a disposizione dall’allevatore per ciascun mese dell’anno di riferimento.

Inoltre, l’azienda richiedente deve essere in regola con la disciplina europea degli aiuti di Stato in regime “de minimis” nel settore agricolo e generale, assicurandosi che il contributo non determini il superamento dei massimali previsti nel triennio finanziario di riferimento (50 mila euro). Sotto il profilo dell’onorabilità, il legale rappresentante dell’impresa non deve aver riportato condanne penali gravi passate in giudicato negli ultimi cinque anni, e l’azienda stessa non deve trovarsi in stato di insolvenza, fallimento, liquidazione o essere soggetta a procedure concorsuali. È altresì vietato il doppio finanziamento, pertanto il richiedente deve impegnarsi a non richiedere altre agevolazioni pubbliche per le stesse voci di spesa.

La procedura di presentazione delle domande è interamente digitalizzata; gli interessati possono presentare la richiesta compilando online l’apposita istanza con ID 396 sul sistema informativo ARTEA, a partire dal 24 agosto 2026 ed entro la scadenza improrogabile del 30 settembre 2026 alle ore 23:59:59.

Per questa misura non è prevista la stesura di una graduatoria di merito. Tutte le domande ritenute ammissibili a seguito della fase istruttoria saranno ammesse direttamente al finanziamento. Le risorse attualmente stanziate sul bilancio regionale ammontano a 3.479,92 euro sul capitolo dedicato alla salvaguardia e alla biosicurezza del patrimonio zootecnico, ma tale importo potrà essere incrementato in futuro al fine di garantire la continuità con le annualità precedenti. Nel caso in cui la somma complessiva richiesta dagli allevatori superi i fondi disponibili, la Regione applicherà una riduzione percentuale proporzionale su tutti i contributi concessi, parametrata al numero di capi e ai mesi di effettivo servizio.

L’emanazione del decreto di concessione e l’atto di liquidazione a saldo dovranno avvenire entro il 31 dicembre 2026, data entro la quale ARTEA riceverà il mandato di pagamento per erogare i contributi direttamente ai beneficiari, in quanto non sono previsti pagamenti in acconto.

Gli uffici della Confederazione saranno a disposizione per eventuali informazioni e per il supporto alla compilazione delle istanze.