Cia: le storie di chi è rimasto e ce l’ha fatta. Ma servono servizi, infrastrutture e meno burocrazia. E c’è chi alleva bovini a 1.400 metri ed è “felice”. A Camporgiano (Lucca) la quarta tappa di “Territori che rigenerano” roadshow di Cia Agricoltori Italiani con giovani virtuosi e molti problemi da superare
C’è Barbara, che venti anni fa ha lasciato il negozio di elettrodomestici di famiglia per aprire il primo Agrinido della Toscana ed oggi afferma di svolgere “un lavoro meraviglioso che non cambierei con niente al mondo”.
E poi c’è Gelso, che appena terminati gli studi superiori in Agraria, non ha perso tempo ed ha aperto un suo allevamento di bovini, ovini ed equidi, a 1.400 metri di altezza. “La fatica è tanta, ma con la passione si supera tutto e le soddisfazioni ripagano dei tanti sacrifici” racconta con soddisfazione.
Insomma anche nelle aree interne della Garfagnana, in Toscana, ci sono esperienze positive, di chi ha deciso di non lasciare i luoghi di origine e vedere un futuro di vita e lavorativo.
Due esperienze emerse a Camporgiano (Lucca) dove si è svolta, coordinata da Anna Rufolo di Cia – Agricoltori Italiani, la tappa toscana di “Territori che rigenerano: la sostenibilità dalle aree interne”, il roadshow promosso da Cia-Agricoltori Italiani e finanziato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica nell’ambito della Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile.
Barbara Coli da quindici anni gestisce un agrinido (Lo Spaventapasseri) a Castelnuovo Garfagnana e, ogni mattina, accoglie 21 bambini da 0 a 3 anni, per 11 mese all’anno. È riuscita così a creare posti di lavoro, di altre giovani che restano a vivere in questo territorio: all’agrinido lavorano 6 persone fisse, per arrivare nei mesi estivi a 12 dipendenti, con tante attività all’aperto. “Avevo deciso di cambiare vita e avevo questo sogno, oggi posso dire di averlo realizzato – racconta Barbara Coli -. Non è stato facile, inizialmente mancava la legge regionale e siamo rientrati nell’attività agrituristica come fattoria didattica. Oggi i bambini governano gli animali, capre, pecore e maiali; poi coltiviamo l’orto, facciamo la vendemmia e in questi giorni raccogliamo le castagne. La cosa più bella è arrivare alla sera stanca ma felice, vedere il sorriso dei piccoli che tornano a casa e il grazie dei genitori per quello che ogni giorno facciamo con passione”. Svolge anche un’attività di agricoltura sociale, facendo pet therapy con asini e capre. Qualcosa da migliorare? “Servono strade migliori per raggiungere la struttura e continuare a vivere in queste zone” aggiunge Coli.
Gelso Branchetti ha solo 21 anni, ma è un allevatore con una passione infinita che ha deciso di restare a vivere nella sua terra. A Sillano (Lucca) ha aperto, appena finiti gli studi superiori, un allevamento allo stato brado in altura: a 900 metri in inverno e 1.400 in estate. “Sono felice di aver fatto questa scelta – dice il giovane allevatore – bisogna amare il territorio, amare questo lavoro e fare sacrifici. Lavoro 24 ore al giorno, tutti i giorni, l’allevamento non si ferma mai. E nei pochi momenti di pausa mi dedico all’oliveto (con 1800 piante). La difficoltà maggiore è gestire la troppa burocrazia che c’è da portare avanti per l’azienda, con il lavoro vero e proprio dell’allevamento”.
Tre sessioni di lavoro nella quarta tappa del percorso nazionale Cia, dove si è approfondito il ruolo dell’agricoltura come infrastruttura pubblica di semplificazione e accesso ai fondi, di abitare le aree interne.
“Dobbiamo lavorare con forza – ha detto Valentino Berni, presidente Cia Toscana e vicepresidente nazionale -, perché le aree interne sono quelle che risentono di più lo spopolamento e la difficoltà nel mantenere in piedi i propri servizi e le opportunità per i cittadini. In questi territori dobbiamo investire in infrastrutture (viarie e digitali), in economie, perché possano generare opportunità di lavoro per i giovani. Ma per farlo abbiamo bisogno di investimenti seri e concreti. È importante lavorare sulle energie rinnovabili, a partire dalle biomasse, che in un territorio come la Garfagnana possono portare uno sviluppo importante”.
L’obiettivo è quello valorizzare un’agricoltura capace di produrre reddito e occupazione, custodire il paesaggio e contribuire alla prevenzione del dissesto idrogeologico, rafforzando il legame tra produzioni locali, tutela delle risorse naturali e sviluppo dei territori.
“Servono modelli idonei e diversi da quelli nazionali, un’attenzione normativa che tenga conto di quelle che sono le peculiarità di territori come i nostri – ha evidenziato il sindaco di Camporgiano, Francesco Pifferi – che stanno subendo un grosso spopolamento e l’invecchiamento della popolazione, ma hanno risorse endogene importanti, dal paesaggio e ambiente, produzioni tipiche e biodiversità. La risorsa legno e la produzione di energia è una grande opportunità. Le potenzialità esistono, ma serve un’attenzione particolare non assistenzialistica, ed un abbattimento della burocrazia per andare incontro alle esigenze delle popolazioni locali”.
Hanno portato il proprio contributo alla discussione Bernard Dika, sottosegretario della Regione Toscana; Luca Simoncini, presidente Cia Toscana Nord; Marina Lauri, presidente GAL MontagnAppennino; Lorenzo Fontana, Consorzio di Bonifica Toscana Nord; Antonio Sacchini, ASBUC Sillano, Soraggio, Dalli; Michele Branchetti, pastore. Quindi Alessandra De Renzis, Ufficio di Gabinetto presidente Regione Toscana; Stefano Stranieri, direttore GAL MontagnAppennino; Federica Tognini, U.C. Garfagnana; Raffaella Mariani, presidente Unione Comuni della Garfagnana; Mario Puppa, Consigliere Regione Toscana; Fabio Costa, USL Toscana Nord; Franca Bernardi, Comunità del Cibo; Maurizio Cavani, presidente Anp Cia Toscana Nord.
Il contributo della Toscana confluirà nel “Manifesto delle Aree Interne”, che sarà presentato il 30 novembre a Roma, all’Auditorium Giuseppe Avolio di Cia, al termine del roadshow in dieci tappe.
Progetto CUP: F57F24000310008 “Territori che rigenerano: la Sostenibilità dalle Aree Interne”, finanziato dal MASE nell’ambito dell’Avviso SNSvS6



















