Turismo Verde Cia e le proprie aziende agrituristiche aderenti si confermano specializzate nella didattica in agricoltura per i bambini.

Tre giorni densi di appuntamenti al salone nazionale dell’agriturismo Agrietour, che si è svolto dal 13 al 15 di novembre ad Arezzo, dove si sono incontrate aziende agrituristiche, associazioni di categoria, amministrazioni pubbliche, aziende fornitrici di prodotti e servizi per l’agriturismo, operatori professionali della domanda italiana ed internazionale, appassionati del turismo in campagna, e dove oramai il protagonista non è solo l’agriturismo, ma l’agricoltura multifunzionale nel suo insieme”.

Un’ intera area della fiera “AgrieTour bimbi” è stata dedicata alle fattorie didattiche per la scuola e la famiglia.

Le Fattorie Didattiche sono aziende agricole che attraverso la didattica (dopo aver sostenuto un percorso formativo) svelano il lavoro, la gioia e l’orgoglio del Mondo Rurale. Qui si accolgono diversi soggetti, come gruppi di famiglie, associazioni, scolaresche di ogni ordine e grado, ragazzi di diverse età, singoli consumatori, turisti, che con una serie di proposte personalizzabili, possono fare esperienza di educazione alimentare, ambientale, sociale e turistica.

La fiera è stata una vetrina “attiva” in cui le fattorie didattiche hanno mostrato le loro migliori attività, i loro laboratori didattici nell’intento di raccontare in modo professionale, fuori dall’azienda e quindi in un altro contesto, cosa può dare il mondo rurale a tutti coloro che hanno a cuore la campagna.

Si sono susseguiti Incontri mirati con insegnanti, scolaresche, ma anche con agenzie di viaggio e tour operator specializzati.

Come Turismo verde non potevamo non portare il nostro contributo: nei tre giorni si sono alternati l’azienda Panta Rei, La Rosa dei Venti, l’azienda il Poggio, e l’ azienda Margherita di Arezzo.

Quest’ultima inoltre ha vinto il premio del concorso ” Se faccio Imparo” –  la titolare la Beatrice Milani si è fatta aiutare nel suo laboratorio dal personaggio “il Superguscio” che ha riscosso molto successo tra i bambini.

La morale che ha provato a raccontare alle varie scolaresche è stata che buttando il guscio d’uovo, come comunemente si fa, oltre che a creare rifiuti si spreca una possibile risorsa, perché il guscio può essere riutilizzato in diversi modi:

  • come integratore per le galline che ne vanno ghiotte e quindi produrranno uova con gusci più forti;
  • frantumato diventa una barriera per non far avvicinare le lumachine all’insalata e contemporaneamente fertilizza il terreno;
  • tritandolo finemente se ne ricava una polvere ottima per pulire le pentole;
  • un ottimo contenitore per seminare;  una volta che i semi sono germogliati si trapianta la piantina semplicemente frantumandolo , trasformandosi così da contenitore a fertilizzante;
  • integratore di calcio all’interno del compost.