Situazione drammatica, settore cerealicolo toscano verso il collasso. Prezzi crollati anche del 50% rispetto alla scorsa campagna e import in costante crescita

Misure che pur andando nella giusta direzione – precisa la Cia -, rischiano di essere insufficienti e tardive, considerato il livello di sofferenza raggiunto nelle campagne. I produttori di grano continuano a essere oggetto di un’azione di speculazione che non ha precedenti, con il grano duro pagato 18 euro al quintale, largamente al di sotto dei costi produttivi, e perdite fino al 50% sulla scorsa campagna di commercializzazione. Senza un’inversione di marcia sui prezzi pagati agli agricoltori e senza un freno immediato alle importazioni ‘spregiudicate dall’estero, il rischio che si corre è quello di una progressiva marginalizzazione della produzione di grano – sottolinea la Cia – in un Paese che, paradossalmente, esporta il 50% della pasta che produce.
Non è più possibile – aggiunge la Cia – che il frutto del lavoro di un anno venga così svalutato. Oggi 100 chili di frumento valgono quanto 7 chili di pane: un ‘gap’ intollerabile e contro la logica delle cose, che non può nemmeno lasciare indifferenti i consumatori, che a loro volta non traggono nessun vantaggio da questa situazione né in termini di diminuzione di acquisto dei prodotti finiti (pane, pasta, ecc.) né per il miglioramento della qualità degli stessi. Ecco perché ora bisogna essere tempestivi – ribadisce la Cia Toscana -. Bisogna favorire una maggiore aggregazione dell’offerta e serve che i Consorzi agrari tornino a fare il loro lavoro. Perché oggi, invece di stoccare il prodotto, lo immettono sul mercato accrescendo di fatto la pressione sui prezzi, con comportamenti di tipo speculativo e anticoncorrenziale. Inoltre, è necessario incentivare da subito accordi e contratti di filiera capaci di garantire una più equa redistribuzione del valore e ottenere la massima trasparenza nella formazione del prezzo. Misure non più rinviabili per permettere un cambio di passo e sostenere la redditività degli agricoltori. E se queste misure non arriveranno in tempi rapidi, attiveremo una mobilitazione in tutto il territorio regionale e nazionale, conclude la Cia Toscana.
Cia Toscana – Comunicato stampa 53/2016

