Aiuti post sisma. Una delegazione Cia si è recata a Serrapetrona. L’unità mobile è stata donata dalla Cia Toscana con il contributo delle Cia di Arezzo, Grosseto, Livorno, Pisa, Pistoia, Siena e Toscana Nord. L’azienda marchigiana: «Sempre grati alla Cia».

LUCA BRUNELLI / Guarda il video con la dichiarazione del presidente di Cia Toscana.
Un gesto solidale che permette all’agricoltore Sandrino Quadraroli e alla moglie Adelaide – che ha la propria abitazione inagibile – di poter restare, continuare a vivere e lavorare nella propria azienda agricola. Si tratta di un’azienda vitivinicola, con 3,5 ettari a vigneto, dove si produce la pregiata Vernaccia di Serrapetrona Docg. Nell’azienda anche una cantina per la vendita diretta realizzata da poco e che non ha subito danni.
«La Cia – sottolinea il presidente regionale Luca Brunelli – è una grande famiglia che si sta muovendo e che sta dando risposte ad una popolazione che sta soffrendo. Oggi i riflettori sono ancora accesi, ma sarà compito di tutti noi fare in modo che non si spengano e che vengano create nuove opportunità per far ripartire questa terra». «Lo spirito che è sempre appartenuto alla cultura mezzadrile – commenta il direttore Cia Toscana, Giordano Pascucci – è ben vivo anche oggi, che c’è nel mondo agricolo. In questo senso la storia delle campagne della Toscana e delle Marche è simile; anche in passato si aiutava il vicino di podere che aveva bisogno, e così continuiamo a fare oggi». «L’unica possibilità per dare una mano a queste persone per ritornare ad una vita normale – afferma Enrico Rabazzi, vicepresidente Cia Toscana – è quella della solidarietà, doverosa almeno fra agricoltori». L’abitazione della famiglia Quadraroli è inagibile e con molta probabilità dovrà essere demolita. L’azienda vitivinicola resta l’appiglio da cui ripartire: «Abbiamo ricevuto una grande solidarietà da ogni parte d’Italia – dice Adelaide Quadraroli -; nei quaranta giorni vissuti nel campo di accoglienza ci sono arrivati cibi e vestiti da ovunque. Oggi addirittura una casettina donata dagli agricoltori toscani della Cia che ci permetterà di stare qui, di vivere e lavorare qui, e di non dover correre ogni giorno per ore. Ringrazierò per sempre la Cia Toscana, per l’immenso dono che ci è stato fatto».
Cia Toscana – Comunicato stampa 6/2017


