Tra i motivi della mobilitazione di Cia, Confagricoltura e Copagri anche il pantano burocratico, tra lungaggini, ritardi e inefficienze della macchina amministrativa. Saranno migliaia gli agricoltori che prenderanno parte alle manifestazioni di Roma, Bologna e Catanzaro. Delegazioni in arrivo da tutte le regioni d’Italia con un appello: “Stiamo morendo di burocrazia”.

Ma la situazione è ormai insostenibile, aggravata anche dai ritardi nei pagamenti relativi alla Pac 2015, e per questi motivi Cia, Confagricoltura e Copagri hanno deciso di scendere in piazza il 5 maggio con una manifestazione nazionale.
Il “mostro” della burocrazia, però, è solo la punta dell’iceberg di una situazione estremamente complessa per il comparto. Il permanere dell’embargo russo, che macina perdite milionarie ogni giorno, si innesca anche in una fase dove i prezzi all’origine delle produzioni agricole nazionali stanno registrando i minimi storici, con il latte venduto intorno ai 30 centesimi al litro e le arance a 18 centesimi al kg.
Appare fin troppo chiaro quindi -spiegano Cia, Confagricoltura e Copagri- che senza politiche d’intervento urgenti e misure efficaci e puntuali, si profilano situazioni fallimentari per le aziende agricole. Da qui le ferme richieste delle Organizzazioni agricole alle Istituzioni di agire con rapidità e dare seguito a quegli interventi annunciati e non realizzati. Il prossimo 5 maggio la mobilitazione -annunciano gli organizzatori- coinvolgerà migliaia di agricoltori che, da tutto il territorio nazionale, raggiungeranno le tre principali piazze della protesta: i produttori delle regioni del Centro arriveranno con le delegazioni a Roma, il Nord si concentrerà a Bologna e gli agricoltori del Sud si daranno appuntamento a Catanzaro.
Fonte: Cia nazionale


