Un momento di ricordo in onore di coloro che ci hanno lasciati a causa del coronavirus

di Giovanna Landi, presidente Anp-Cia Toscana Nord


«È un 25 Aprile strano, quello del 2020: viviamo ancora rinchiusi tra le pareti domestiche per cercare di evitare il contagio di quel virus che ci sta minacciando tutti. Una situazione sicuramente non facile nella sua anomalia, ma che ci porta a riflettere su quanto stiamo vivendo, così come sul passato che torniamo a celebrare.

In questi giorni abbiamo sentito le proposte più assurde sulla trasformazione della Festa della Liberazione dal nazi-fascismo in qualcosa di diverso, che, di fatto, la svuoti del suo significato più profondo: una proposta di questo tipo la troviamo inaccettabile come concetto. E la troviamo ancora più inaccettabile in un momento difficile come quello che stiamo attraversando.

Perché? Semplicemente perché crediamo fermamente nel valore della memoria, che non può e non deve essere persa, offuscata, nascosta.

Il 25 Aprile si deve parlare della Liberazione: la liberazione di un Paese – il nostro Paese – da una realtà che non deve più ripresentarsi. E lo diciamo in un momento difficile, duro per tutti noi, nel quale assistiamo, a causa della pandemia che ci ha colpiti, alla sparizione di molti testimoni di quei giorni, di molti protagonisti di quella Liberazione che celebriamo. Il rischio è che, con loro, sparisca anche quello che hanno vissuto.

E’, pertanto, nostro preciso dovere preservare quella memoria e far sì che non vadano perse quelle testimonianze preziose di un tempo non così lontano da poter essere archiviato come ‘irripetibile’. Il nostro impegno come Anp Cia Toscana Nord è sempre stato ed è oggi come lo sarà domani, far sì che quanto è stato fatto per liberare l’Italia non vada dimenticato, ma sia patrimonio comune a disposizione di tutti, soprattutto delle nuove generazioni, affinché l’orrore del passato non abbia più a ripresentarsi.

Il nostro migliore augurio per questo 25 Aprile, in un momento di libertà forzatamente limitata per un pericolo invisibile quale un virus, è quindi quello di ricordare che da pericoli ‘visibili’ come il nazi-fascismo, invece, ci si può e ci si deve difendere proprio grazie alla memoria storica che dobbiamo sempre coltivare e far crescere nella nostra società.