In Toscana primo tour di informazione e sensibilizzazione tra aziende e cittadini con il progetto #lanaturanonsiferma nato con il Covid. Evento nell’ambito del Festival ASviS

Tra i bonus trattati quello del 110% per specifici interventi in ambito di efficienza energetica, di interventi antisismici, di installazione di impianti fotovoltaici

Un tour di informazione e sensibilizzazione per supportare aziende agricole e cittadini delle aree rurali nell’accesso ad aiuti e bonus anti-crisi previsti dal Governo. È il progetto #lanaturanonsiferma lanciato da Ases-Cia, che fa tappa a Firenze dopo aver girato nei mesi estivi le province della Toscana. Oltre 200 le imprese incontrate, più di mille le persone, per un viaggio solidale che adesso intende raggiungere tutta Italia, toccando le zone più interne e maggiormente interessate dall’emergenza.

Durante l’incontro, che rientra nelle iniziative della quarta edizione del Festival dello Sviluppo Sostenibile organizzato dall’ASviS, la Ong di Cia ha fatto il punto sul progetto, nato durante il lockdown per sostenere i lavoratori della filiera agricola fornendo dispositivi di protezione individuale, e i cittadini più colpiti dalla crisi con raccolte di cibo e donazioni alimentari.

Con la fase 2, anche #lanaturanonsiferma ha fatto un passo ulteriore, grazie anche al contributo di Enea ed Enel, iniziando un tour con tanto di unità mobile per fornire informazioni e assistenza sui diversi bonus messi a disposizione dall’esecutivo. A beneficiarne, appunto, famiglie e aziende delle aree rurali, dove sono più concentrate le attività agricole ma dove spesso si registrano ritardi sia nell’acquisire conoscenze che nell’accedere a servizi.

«La nostra è una storia di agricoltori per gli agricoltori e il nostro intento è di favorire lo sviluppo, la valorizzazione e la dignità delle comunità rurali – ha spiegato la presidente di ASeS, Cinzia Pagni -. Con questa iniziativa, vogliamo dare un aiuto pratico a chi vive e lavora nelle campagne”. Per far fronte all’emergenza, “il Governo ha messo in campo diversi decreti, in tema di risorse stanziate, aiuti, agevolazioni e sussidi, ma è subito emerso che l’accesso a tali aiuti è spesso complicato e difficile, soprattutto per chi non ha totale padronanza dei nuovi sistemi telematici -ha continuato Pagni-. Ecco perché riteniamo doveroso supportare chi abita nelle aree interne, in particolare i cittadini e le micro imprese in condizioni di fragilità economica, sociale e geografica, così come le aziende agricole sociali che coinvolgono nelle attività categorie svantaggiate e fasce deboli della popolazione, come disabili e anziani. Si tratta di una scelta di responsabilità per dare un aiuto concreto a ripartire».

La risposta, fin da subito, è stata positiva: tante le domande e i quesiti nel corso degli incontri di ASeS-Cia sul territorio toscano, soprattutto rispetto alle procedure di accesso ai sostegni, spesso complesse e farraginose. Oltre alle tante informazioni fornite, a margine delle iniziative sono stati distribuiti kit sanitari anti-Covid e vademecum agevoli, come per esempio la guida alle nuove detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica.

«Le esigenze e le priorità delle aree rurali -ha osservato il vicepresidente di Cia Toscana, Filippo Legnaioli- sono state amplificate con la crisi causata dal Covid-19. Come agricoltori, anche durante l’emergenza, siamo stati sempre in campo, non abbiamo mai smesso di portare sulle tavole dei consumatori le migliori produzioni e continueremo a farlo. Contemporaneamente, però, è necessario conoscere sempre di più il territorio e le difficoltà delle aziende, per non lasciare nessuno da solo e sostenere chi è alle prese con i problemi maggiori. Questo progetto di ASeS-Cia, che oggi arriva a Firenze, va proprio in questa direzione. La solidarietà e l’attenzione ai bisogni di ognuno fanno parte del dna di Cia e, in questo momento, è ancora più importante portare avanti questi principi».

«Il sostegno a cittadini e imprese non può venire meno in questa fase delicata -ha ribadito il presidente nazionale di Cia, Dino Scanavino, chiudendo i lavori-. Le aree rurali non si sono mai arrese e gli agricoltori sono stati sempre in prima linea per garantire cibo sano e sicuro durante il lockdown. Un impegno straordinario portato avanti con dedizione e tuttavia non sufficiente ad arginare crisi e perdite reddituali».

Per questo, ha concluso Scanavino, «ora bisogna continuare a supportare agricoltura e aree interne con misure e risorse adeguate, lavorando già attivamente per far entrare nel Recovery Plan italiano investimenti dedicati proprio all’ammodernamento delle infrastrutture fisiche e digitali di quelle zone che ‘fanno’ il 60% della superficie nazionale e rappresentano la spina dorsale e l’anima green del Made in Italy».