Sanità: al via i nuovi Livelli essenziali. Commenta Anp Cia Toscana: «Resta il problema della carenza di risorse per i servizi socio sanitari»

1 febbraio 2017 – «Arrivano a 16 anni dalla loro prima emanazione e questo la dice lunga sulla difficoltà a trovare gli accordi necessari. In questi anni, infatti, sono stati molti i tentativi di aggiornamento, molti per altro non riusciti. Ci sono interessanti novità riguardanti le disabilità, la non autosufficienza e gli anziani.

È questo il commento di Enrico Vacirca, segretario regionale Anp Cia Toscana, sulle novità a livello si assistenza agli anziani. «Ma non è oro tutto quello che luccica – prosegue -; purtroppo sono uscite delle prestazioni per le quali si dovrà pagare il ticket per intero. Un esempio clamoroso è quello della operazione alla cateratta semplice, patologia frequente negli anziani. Consideriamo questa scelta sbagliata e inaccettabile e chiediamo di cambiarla».

Tuttavia – sottolinea Anp Cia Toscana – il decreto di approvazione dei nuovi Lea (Livelli Essenziali di Assistenza) – è da considerare un atto di grande importanza per il sistema sanitario in quanto propone una revisione dei livelli di assistenza essenziale che va a superare prestazioni divenute obsolete, mentre ne introduce altre, anche di ordine innovativo, che la nuova realtà sociale impone.

«Oltre ai limiti e delle carenze che abbiamo già individuato e che chiediamo di superare – aggiunge Vacirca -, l’approvazione dei nuovi Lea, rappresentano un atto fondamentale per assicurare il diritto alla tutela della salute e alle cure dei cittadini, una condizione essenziale per stabilire una uniformità di assistenza a tutti e su tutto il territorio nazionale. Per questo è necessario che tutte le Regioni si adeguino ad adeguare tempestivamente le rispettive organizzazioni sanitarie perché questo potrebbe essere un problema per la loro completa ed effettiva attuazione. Tuttavia nello scenario generale resta l’enorme problema della disponibilità delle risorse, perché già nella legge di stabilità sono stati stanziati 800 milioni di euro, che secondo molte fonti non basteranno, anzi ce ne vorrebbero almeno il doppio. L’aumento della povertà assoluta, l’invecchiamento della popolazione, le lunghe liste di attesa, la carenza di servizi nelle aree rurali e montane, i fenomeni di malasanità – conclude Vacirca -, sono segnali che indicano comunque la necessità di maggiori investimenti nel settore socio-sanitario. In definitiva, un provvedimento per quanto ben congeniato, senza le necessarie risorse non potrà avere gli effetti sperati».

Cia Toscana – Comunicato stampa 4/2017