La Cia Toscana commenta i dati dopo il primo anno dell’iniziativa della Regione.

Il presidente Brunelli: «Soddisfazione: proposta fu di Agia e Cia Toscana». Il direttore Pascucci: «Recuperati terreni e coltivazioni, il futuro economico della regione passa dall’agricoltura»

20141210_ciatoscana_banca-della-terraBilancio positivo per la Banca della Terra della Regione Toscana ad un anno dalla nascita. Il commento favorevole è della Cia Toscana che apprende come in 12 mesi siano stati assegnati oltre 270 ettari di terreni pubblici e siano in corso altre assegnazioni di terra e fabbricati.

«C’è soddisfazione – sottolinea il presidente Cia Toscana Luca Brunelli – perché la proposta di istituire la Banca della Terra fu avanzata ad inizio della legislatura da Agia e Cia Toscana. Si tratta di un’esperienza positiva ed unica in Italia che auspichiamo venga recepita anche in ambito nazionale. In questo senso ci sono delle proposte di legge al Senato che speriamo vengano approvate al più presto».

«Il futuro economico della nostra regione e non solo del settore agricolo – sottolinea Giordano Pascucci, direttore Cia Toscana – passa dagli investimenti per salvaguardare il territorio, dal rafforzamento della competitività delle imprese, dal maggiore reddito agli agricoltori, ma anche – e non di minore importanza – dal ricambio generazionale. Negli ultimi 10 anni infatti sono stati abbandonati in Toscana 100mila ettari di terreno coltivabile, occorre rimetterli in coltivazione, invertire questa pericolosa tendenza. Bisogna sostenere con maggiore efficacia gli investimenti in agricoltura, favorire la ripresa produttiva dei terreni, potenziare le politiche per lo sviluppo rurale, puntare con decisione al ricambio generazionale ed imprenditoriale. I risultati del primo anno della Banca della Terra regionale – aggiunge – sembrano dimostrare che questa può essere la strada giusta. Sono stati infatti recuperate coltivazioni, allevamenti e anche terreni e fabbricati partendo dai quei giovani che volevano fare gli agricoltori ma che non avevano le possibilità economiche per acquistare la terra». Per il futuro – prosegue la Cia Toscana – occorre rafforzare l’attività della Banca della Terra in tre direzioni: accelerare la ricognizione da parte dei Comuni e rendere disponibili i terreni incolti; rendere disponibili tutti i terreni demaniali e pubblici sia della Regione Toscana sia dei Comuni e di tutti gli Enti Pubblici. Incentivare, inoltre, la mobilità fondiaria dei terreni dei privati

La ‘fotografia’ regionale – Dal 29 novembre 2013, quando la “Banca della terra” è stata ufficialmente avviata sono stati pubblicati 14 bandi (di cui due tutt’ora aperti), e resi disponibili ben 28 lotti, di cui 17 per soli terreni, 6 per soli fabbricati, mentre 5 hanno messo in concessione sia fabbricati che terreni. Sono stati messi a disposizione oltre 500 ettari di terreno (castagneti da frutto, boschi, oliveti, pascoli e seminativi) e 12 fabbricati, tutti di proprietà pubblica, situati nei comuni di: Radicondoli, Murlo, Sarteano, Chianciano Terme in provincia di Siena; Cantagallo in provincia di Prato; San Godenzo e Londa in provincia di Firenze; Follonica, Grosseto, Monterotondo Marittimo in provincia di Grosseto; Loro Ciuffenna, Pieve Santo Stefano, Anghiari, Badia Tedalda, Arezzo in provincia di Arezzo; Buti in provincia di Pisa. Molto positiva – fa sapere la Regione Toscana – è risultata la risposta degli imprenditori; dei 28 lotti complessivi, ne sono stati già assegnati 15, per un totale di oltre 270 ettari, di cui 173 di bosco, 42 di seminativo, 42 di pascolo e 9 di oliveto. Per 11 lotti si stanno completando le operazioni, mentre per gli ultimi 2, il termine per le domande è ancora aperto. Entro la fine dell’anno si prevedono almeno quattro nuovi lotti, a Cantagallo (PO), Buti (PI), Londa (FI) e Cortona (AR).