La Regione Toscana rinnova il proprio impegno per il ricambio generazionale in agricoltura con l’attivazione dell’annualità 2026 dell’intervento SRE01 del Complemento per lo Sviluppo Rurale (CSR). L’obiettivo principale è quello di attrarre giovani imprenditori agricoli, offrendo loro gli strumenti necessari per avviare idee imprenditoriali innovative e sostenibili dal punto di vista economico, ambientale e sociale.
L’impianto rimane lo stesso della scorsa edizione, tuttavia si evidenziano alcune importanti novità ; ecco nel dettaglio quelle principali, e i requisiti cardine del bando 2026:
- Il premio viene innalzato a 100.000 euro / Il sostegno è concesso sotto forma di un’unica somma forfettaria pari a 100.000,00 euro per ciascun giovane beneficiario. In caso di insediamento plurimo, è possibile richiedere fino a un massimo di due premi all’interno dello stesso piano aziendale. Il pagamento avverrà in due tranche: il 70% come prima rata (dietro presentazione di una fideiussione del 100% entro 60 giorni dall’assegnazione) e il 30% a saldo dopo la verifica del completamento del piano.
- Il numero degli obiettivi previsti nel piano passa da 2 a 3 / Il cuore della domanda è il Piano di Sviluppo Aziendale (PSA), la cui durata massima è fissata a 12 mesi e che dovrà, in ogni caso, concludersi entro il 31 dicembre 2027.
Da quest’anno, il PSA dovrà contenere almeno 3 obiettivi strategici aziendali.
- La retroattività della partita IVA passa da 24 a 30 mesi / Il bando si rivolge ai giovani di età compresa tra i 18 e i 40 anni (41 non compiuti). Ai fini del primo insediamento, viene considerato valido l’assunzione del controllo effettivo dell’azienda agricola (che coincide con la data di attribuzione della Partita IVA agricola) avvenuta nei 30 mesi precedenti alla presentazione della domanda di sostegno. In precedenza, il richiedente non deve aver mai aperto P.IVA agricola né come titolare né come socio.
- La percentuale del capitale sociale si riduce al 30% / Per i giovani che scelgono di insediarsi costituendo società di persone o società di capitali aventi ad oggetto l’esercizio esclusivo dell’attività agricola, è ora richiesto di detenere almeno il 30% del capitale sociale (non più la maggioranza), oltre ad assumere la carica di amministratore e legale rappresentante (o Presidente del CdA/Amministratore delegato).
- L’obbligo di iscrizione all’INPS nella gestione agricola / È stato introdotto il vincolo formale di risultare regolarmente iscritti all’INPS – gestione agricola, entro la data di conclusione del Piano di Sviluppo Aziendale.
- Specifiche della capacità professionale adeguate al nuovo regolamento e al PSP Nazionale: Se non già in possesso al momento della domanda, il giovane dovrà acquisire un’adeguata competenza professionale entro la fine del PSA. I criteri sono stati aggiornati: è necessario un titolo universitario o diploma superiore in ambito agricolo/veterinario; in alternativa, un diploma non agricolo unito a un corso di formazione di 150 ore; oppure il diploma di licenza media accompagnato da un corso di 150 ore o, in sostituzione del corso, un’esperienza lavorativa agricola pregressa di 3 anni (documentata da 104 giornate/anno versate).
Un aspetto cruciale da notare è che negli impegni ex-post rimane il possesso dello status di “agricoltore in attività”, qualifica che andrà ottenuta entro 18 mesi dall’assegnazione (o fine PSA) e mantenuta obbligatoriamente per almeno cinque anni dalla data del pagamento del saldo. Al contrario, sparisce l’obbligo di mantenimento della qualifica di Imprenditore Agricolo Professionale (IAP): quest’ultima dovrà essere acquisita (a titolo definitivo) entro la conclusione del Piano di Sviluppo Aziendale, ma non è esplicitamente vincolata al mantenimento nel quinquennio successivo.
La dotazione finanziaria complessiva è pari a 28,36 milioni di euro. Il periodo per la presentazione delle domande è previsto tra il 4 maggio ed il 4 giugno 2026, salvo diverse disposizioni previste dal bando.
Per accedere al finanziamento, l’azienda dovrà garantire, a fine PSA, una dimensione economica minima (Standard Output) di almeno 13.000 euro per singolo giovane insediato. Attenzione anche al rigido vincolo anti-frazionamento, perché al fine di evitare la creazione di condizioni artificiali, non è ammesso l’insediamento su terreni o immobili trasferiti da parenti di primo grado dopo il 30/03/2026.
Nel caso in cui il richiedente si insedi su superfici o immobili in proprietà ad un parente entro il primo grado, per non configurare frazionamento, il parente deve cessare di svolgere l’attività agricola con chiusura della partita IVA agricola e cancellazione dalla Camera di Commercio, entro la data di presentazione della domanda di saldo.
Non è ammissibile inoltre il passaggio di titolarità dell’azienda, anche per quota, tra coniugi per atto tra vivi, nonché la creazione di una nuova azienda costituita con l’acquisizione di terreni e/o fabbricati del coniuge se questo esercita attività agricola.
Le domande verranno classificate sulla base di una graduatoria che assegna fino a un massimo di 13 punti (soglia minima per l’accesso fissata a 2 punti). Saranno premiati maggiormente i progetti localizzati nelle aree della cosiddetta “Toscana diffusa” (4 punti), le ditte e società a prevalenza o amministrazione femminile (2 punti), gli insediamenti a spiccata vocazione zootecnica (4 punti) e le aziende che si dotano di certificazioni di qualità (DOP, IGP, Biologico, SQNBA, SQNZ o SQNPI – 3 punti non cumulabili).


