Firmato bando. Avviso pubblico a breve in Gazzetta Ufficiale

Miglioramento delle produzioni biologicheinnovazione dei processi produttivi delle imprese bio e garanzia del trasferimento tecnologico, fruizione e diffusione dei risultati raggiunti, diffusione dei benefici e vantaggi dell’agricoltura biologica.

E’ questo il raggio d’azione dei progetti di ricerca che potranno attingere allo stanziamento complessivo stanziato ad hoc dal ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali. E’ stato, infatti, appena firmato il bando che prevede di destinare un massimo di 300 mila euro per singolo progetto di ricerca. 

Potranno essere presentati da università, enti pubblici ed enti privati che hanno tra gli scopi statutari la ricerca e la sperimentazione e che non perseguono scopo di lucro, avvalendosi anche di più siti operativi, dovranno avere la caratteristica della “concretezza”, con il coinvolgimento diretto di aziende agricole biologiche o biodinamiche (che non devono avere ricevuto, negli ultimi due anni, alcun provvedimento sanzionatorio o di non conformità), favorendo così l’applicazione dei risultati della ricerca alla realtà produttiva. Le aziende individuate dovranno essere coinvolte sin dalla fase della predisposizione della proposta progettuale, ossia il loro coinvolgimento non potrà essere limitato alla messa a disposizione dell’Ente che promuove la ricerca delle strutture aziendali.

Le tematiche di ricerca che potranno essere oggetto di cofinanziamento sono: miglioramento genetico in agricoltura biologica; riduzione degli input esterni nella Produzione Biologica; trasformazione dei prodotti biologici; Florovivaismo biologico; Piante officinali biologiche e piante aromatiche biologiche; agroecologia nell’azienda biologica; Meccanizzazione; Sviluppo sostenibile del territorio e tutela ambientale, forestale e paesaggistica.

I progetti presentati, della durata massima di 3 annidovranno prevedere attività di sperimentazione svolta anche presso le aziende coinvolte e garantire la più ampia diffusione possibile dei risultati ottenuti. Costituiscono elementi qualificanti, nonché requisiti premianti, il conferimento, da parte del ‘Soggetto proponente’, di borse di studio nell’ambito dell’attività progettuale nonché il coinvolgimento, nell’attività progettuale di: studenti delle scuole superiori a indirizzo agrario; aziende biologiche ubicate nelle isole; aziende biologiche ubicate in territori montani; aziende biologiche ubicate nei biodistretti; aziende biologiche facenti capo a giovani imprenditori (meno di 40 anni); associazioni che, senza finalità di lucro, abbiano tra gli scopi statutari la ricerca in agricoltura.

Le procedure di presentazione delle proposte progettuale, di valutazione delle stesse e di concessione del contributo sono descritti nel dettaglio nel testo dell’avviso pubblico che sarà a breve pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale e sul sito internet del Mipaaf www.politicheagricole.it  e del SINAB www.sinab.it.

Negli ultimi dieci anni le superfici coltivate a bio in Italia, sono aumentate del 79%, superando il 15% dell’incidenza di superficie sul totale coltivato e sono più di 80 mila i produttori che hanno scelto il metodo biologico.

“Nessun altro Paese in Europa vanta un numero di agricoltori bio così elevato -ha detto la ministra Teresa Bellanova-. Siamo al primo posto anche per gli ettari coltivati a cereali, ortaggi, agrumi e olivo. La ricerca assume un ruolo privilegiato va assolutamente sostenuta. Una sfida su eccellenza e qualità produttiva e ambientale che ci vede coinvolti con grande determinazione, anche alla luce della grande solidità dimostrata da questo segmento nei mesi di crisi sanitari ed economica. D’altro canto, abbiamo la Strategia Farm to Fork Ue che dà come obiettivi entro il 2030, il 25% delle superfici agricole condotte in regime biologico, e la riduzione contestuale dei fitofarmaci di sintesi e degli antibiotici come fertilizzanti chimici”.