La misura, introdotta da un decreto interministeriale del 13 luglio, si rivolge ai lavoratori dipendenti nel settore del turismo e degli stabilimenti termali privi della qualifica di stagionale e che, pertanto, non hanno avuto accesso all’indennizzo di 600 euro istituito con il DL Cura Italia (DL 18/2020) per il mese di marzo e poi rinnovato per aprile e maggio con il DL Rilancio (DL 34/2020).

Viene riconosciuto l’indennizzo Covid-19 di 600 euro per i mesi di marzo, aprile e maggio 2020 ai soggetti che nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 ed il 17 marzo 2020 siano stati titolari di uno o più contratti di lavoro a tempo determinato nel settore del turismo e degli stabilimenti termali, di durata complessiva pari almeno a 30 giornate.

Oltre a tale requisito i lavoratori devono far valere nel corso dell’anno 2018 la titolarità di uno o più rapporti di lavoro dipendente a tempo determinato o stagionale nel settore del turismo e degli stabilimenti termali la cui durata complessiva del rapporto di lavoro o dei rapporti di lavoro sia pari ad almeno 30 giornate. E non devono essere titolari di trattamento pensionistico diretto, né di rapporto di lavoro dipendente alla data del 14 luglio 2020, di entrata in vigore del decreto.

All’interno della Circolare sono, quindi, esposti i codici ateco delle attività (settore del turismo e degli stabilimenti termali) ammessi alla fruizione del bonus. Vi riporto la circolare in allegato.

ATTENZIONE! In via eccezionale l’Inps riesaminerà d’ufficio le domande di indennizzo COVID-19 presentate nel mese di marzo 2020 e respinte esclusivamente in ragione dell’assenza della qualifica di stagionale. Tali soggetti non dovranno quindi presentare una nuova domanda, in quanto verrà considerata utile quella già presentata originariamente.

L’indennizzo non è cumulabile con gli indennizzi covid percepiti ad altro titolo (es. lavoratori autonomi, professionisti, collaboratori, domestici, stagionali, lavoratori dello spettacolo), con il Reddito di Emergenza, con il Reddito di Cittadinanza, né con i trattamenti di integrazione salariale causale covid. E’ incumulabile anche con la titolarità di una pensione diretta a carico di forme di previdenza obbligatorie e con l’ape sociale.

È compatibile invece con la titolarità di una pensione indiretta, con l’indennizzo ai commercianti, con le prestazioni di invalidità civile, con i trattamenti di disoccupazione indennizzata (es. Naspi, Dis-Coll, mobilità in deroga, disoccupazione agricola), con l’assegno ordinario di invalidità; con le erogazioni monetarie derivanti da borse di lavoro, stage e tirocini professionali, nonché con i premi o sussidi per fini di studio o di addestramento professionale, con i premi ed i compensi conseguiti per lo svolgimento di attività sportiva dilettantistica e con le prestazioni di lavoro occasionale (nei limiti di compensi di importo non superiore a 5.000 euro per anno civile).

(Gabriele Carlotti, Patronato Inac Lucca)


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